Una riflessione sul concetto di libertà e un tentativo di spiegarla

La libertà è una delle cose più belle: significa fare ciò che si vuole senza dover dare spiegazioni, decidere con la propria testa, sbagliare e imparare dai propri errori. È la libertà di essere consapevoli dei propri sbagli senza far soffrire gli altri, di ascoltare i consigli ma scegliere da soli, assumendosi la responsabilità delle proprie azioni senza dire “è colpa tua”.
“Libertà è partecipazione”, canta Giorgio Gaber nella sua canzone La libertà.
Di solito la libertà viene collegata ai diritti dell’uomo: il diritto alla vita, alla salute, all’istruzione, alla proprietà, a muoversi, ad associarsi, a esprimere le proprie opinioni. Meno spesso si parla del legame tra libertà e responsabilità: essere responsabili delle proprie azioni, delle scelte fatte e di ciò che si dice.
Ancora più raramente ci si chiede che cosa sia davvero la libertà, quali siano i suoi limiti e le sue forme. E qui nascono le domande più difficili: siamo davvero liberi di fronte ai condizionamenti psicologici, sociali, politici, alle tecnologie e alla burocrazia che ci circonda?
Senza fare una lunga analisi storica, possiamo dire che la libertà è la condizione di una persona che può agire senza costrizioni, scegliendo autonomamente i propri obiettivi e i mezzi per raggiungerli. Ma allora: che cosa rende davvero una persona capace di agire liberamente?
(Marilena Ridolfi)







