Inauguriamo una nuova rubrica che parla di serie TV che erano in qualche modo a che fare con i temi della disabilità. Ad aprire le danze Special, prodotta da Netflix

Sinossi
Ryan, giovane adulto con paralisi cerebrale, decide di lasciare la casa dell’iperprotettiva madre per iniziare finalmente la propria vita. Determinato a conquistare la sua indipendenza, intraprende un viaggio alla scoperta di sé, dell’autodeterminazione e del suo posto nella comunità in cui vive.
Tra alti e bassi, tra piccole e grandi bugie dette per proteggersi o per sentirsi “all’altezza”, Ryan attraversa paure, errori e nuove esperienze. Lungo il cammino incontra l’amore, prima di tutto quello più importante, l’amore per sé stesso, imparando ad accettarsi senza condizioni.
Progressivamente, Ryan integra la sua disabilità nella propria identità: non la vive più come qualcosa da nascondere o da giustificare, ma come una parte di sé, complessa e autentica. Diventa così protagonista della propria vita, riconoscendosi non attraverso lo sguardo degli altri, ma attraverso il proprio.
Perché lo riteniamo interessante
La serie, composta da due stagioni di otto puntate ciascuna, è scritta, interpretata e co-prodotta da Ryan O’Connell che, basandosi sul suo libro I’m Special: And Other Lies We Tell Ourselves e sulla sua vita, attraverso la serie ci racconta come, sebbene l’accettazione degli altri e il sentirsi parte di un gruppo siano importanti, non potremo mai stare bene con noi stessi e con chi ci sta vicino se non ci accettiamo per primi. Tra i vari produttori spicca Jim Parsons (Sheldon di The Big Bang Theory).
È divertente, profonda e molto onesta, anche nelle sue imperfezioni. Apprezzabile anche il modo in cui mostra gli effetti che la vita indipendente del protagonista ha sulla madre, che fino a quel momento aveva vissuto esclusivamente in funzione del ruolo di caregiver del figlio.
Il nostro giudizio
Non è assolutamente perfetta, così come il suo racconto della condizione di disabilità non può rispecchiare quello di tutti gli spettatori, trattandosi di un’esperienza personale. Ma, per la prima volta, una persona con disabilità racconta con le proprie parole e con il proprio corpo il suo percorso, in pieno stile comedy, rompendo molti stereotipi e affrontando temi importanti e reali per le persone con disabilità.
Prodotto originale Netflix, è adatta a un pubblico dai 16 anni in su.
(Elisa Marino)







