In Europa sono 80 milioni e si occupano gratuitamente e in modo non professionale di familiari, partner e amici. Il corso ha l’obiettivo di offrire le competenze pratiche per l’assistenza quotidiana e gli strumenti per proteggere il benessere psicofisico del caregiver

Il corso sviluppato dall’Ufficio Regionale per l’Europa dell’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità), finanziato dalla Commissione Europea – Direzione Generale per l’Occupazione, gli Affari Sociali e l’Inclusione, e in stretta collaborazione con Eurocarers, un’organizzazione ombrello che rappresenta le associazioni di caregiver in tutta Europa. Inoltre hanno partecipato sia lo Swedish Family Care Competence Centre dell’Università di Linneaus in Svezia e sia l’Istituto Nazionale per la Salute e le Scienze dell’Invecchiamento in Italia, i quali da anni studiano la vita e le difficoltà dei caregiver informali.
Di cosa si tratta
Il corso, gratuito e disponibile online sulla piattaforma WHO Academy, previa registrazione, è sviluppato per aiutare chi presta assistenza, a proteggere la propria salute e il proprio benessere, sentendosi più preparato, sicuro e supportato nel proprio ruolo assistenziale. Al momento è disponibile in lingua inglese, con traduzioni in francese e spagnolo.
Il programma è strutturato in due moduli complementari: il primo dal titolo “Prendersi cura di sé” che aiuta a gestire lo stress, a preservare la salute fisica e mentale e a mantenere un equilibrio tra il ruolo di cura, lavoro e vita personale, mentre il secondo “Prendersi cura degli altri”, comprende le informazioni e le indicazioni per supportare al meglio la persona con le esigenze di assistenza, come ad esempio gestire la mobilità e l’igiene personale, osservare una corretta alimentazione, a stimolare le capacità cognitive e l’utilizzo dei dispositivi per l’assistenza.
A chi è rivolto
Con il termine “caregiver” si intende quella persona che si prende cura gratuitamente di un familiare, amici, partner e vicini di casa non autosufficienti a causa di una malattia, disabilità o età avanzata. Secondo Eurocarers, in Europa sono circa 80 milioni e si stima che nel nostro Paese siano circa 7,3 milioni di caregiver informali, di cui la maggioranza donne tra i 45 e i 55 anni, che nel 60% dei casi sono state costrette ad abbandonare il lavoro per potersi dedicare alla cura dei familiari.
Il ruolo del caregiver può essere molto impegnativo e gravoso dal punto di vista fisico ed emotivo portando a stress, ansia, depressione e la condizione burden, ovvero il peso di occuparsi degli altri e la relativa mancanza di cura per se stessi.
In molti Paesi europei l’assistenza di lungo periodo si regge in gran parte sulle spalle di queste figure, che rappresentano una parte fondamentale quanto invisibile del sistema assistenziale. Ricordiamo che non stiamo parlando di infermieri o operatori sanitari ma di figli, partner, amici e vicini di casa, persone comuni che spesso rinunciano al proprio tempo, al sonno e anche a una parte della propria vita per garantire la dignità di qualcun altro.
Questo corso, dunque, non è solo un’opportunità di formazione ma è un riconoscimento da parte dell’OMS e della società che finalmente vede e valorizza l’impegno quotidiano di quest’esercito silenzioso che contribuisce al benessere nelle case e nella comunità.
(Lucia Romani)









