Una riflessione: i toni drammatici riservati alla sconfitta della Nazionale azzurra hanno curiosamente superato quelli dedicati alle guerre e ai disastri reali
Il 31 marzo scorso, allo stadio di Zenica, si è consumato l’ultimo atto della sfida tra Italia e Bosnia ed Erzegovina, valida per le qualificazioni ai Mondiali 2026. Dopo l’1-1 ai supplementari, la lotteria dei rigori ha decretato la condanna degli Azzurri: per la terza volta consecutiva, l’Italia è fuori dalla Coppa del Mondo.
Se siete tifosi “moderati” e vi siete persi la diretta, non temete: il TG1 ha pensato bene di colmare ogni lacuna con un servizio fiume di oltre 7 minuti. La notizia, data l’importanza, ha aperto l’edizione del giorno dopo, ma con toni che definire drammatici sarebbe un eufemismo.
Per descrivere la disfatta sportiva, il telegiornale nazionale ha sfoderato un vocabolario degno di un bollettino di guerra: “partita disastrosa”, “apocalisse”, “incubo”, “terrore”. Un crescendo di pathos che ha dipinto gli Azzurri come letteralmente “massacrati dalla stampa”.
All’interno del lungo servizio, il dibattito è degenerato rapidamente: ai vertici della FIGC si è parlato di dimissioni imminenti del presidente Gabriele Gravina, notizia poi smentita dal diretto interessato; anche la politica ha reagito, con il Presidente del Senato che ha tuonato che “a tutto c’è un limite”, mentre il vicepremier Salvini ha parlato di “vergogna inaccettabile”. È stata persino chiesta un’informativa al Ministro alla Camera. La stampa estera non si esime: anche i media internazionali non sono stati più teneri, etichettando l’uscita dell’Italia come un disastro globale.
Oltre all’analisi tecnica, il servizio si è soffermato sul lato emotivo, sottolineando come un’intera generazione di bambini e ragazzi resterà ancora una volta orfana delle “notti magiche”. Tra i saggi consigli di Dino Zoff, che invita a ripartire dai settori giovanili, e il processo alla crisi del calcio italiano, quella del TG1 è stata una narrazione infinita.
Subito dopo un più “tranquillo” servizio sulla guerra in Iran; a seguire Crosetto nega l’uso agli Stati Uniti delle basi di Sigonella, in Israele continuano i lanci di missili, aereo militare russo che cade in Crimea. Insomma, un bollettino di guerra vero e proprio!
Ecco, e se invece ai nostri TG, ogni tanto, venisse lo schiribizzo di tirare fuori qualche bella notizia dall’Italia e dal mondo? Che so, quanti bambini sono nati oggi, o in Giappone i ciliegi sono fioriti, o roba del genere? Forse sono notizie che non fanno “notizia”, o semplicemente non deprimono o terrorizzano abbastanza.
E comunque no, non siamo fuori dai mondiali da 12 anni, perché la Nazionale femminile vi ha partecipato nel 2019. Forse qualcuno lo ha volutamente dimenticato.
(Tiziana Rinaldi)









