Il sogno di poter acquistare un’abitazione diventa più accessibile, anche se molti aspetti meriterebbero di essere migliorati

L’acquisto di una nuova casa per le persone che non posseggono in partenza un capitale adeguato è un sogno difficile da realizzare, ma un aiuto può venire dallo Stato attraverso il fondo Consap.
La Consap è una società per azioni a capitale interamente pubblico, controllata dal Ministero per l’Economia, dal 2014 uno dei suoi compiti più importanti è offrire, attraverso il Fondo mutui prima casa, una garanzia pubblica per il mutuo per l’acquisto della prima abitazione ad alcune categorie di cittadini. I fondi stanziati per queste misure sono 270 milioni di euro per il 2026, la stessa cifra per il 2027. La misura è stabilita fino al 31 dicembre 2027.
Attraverso lo Stato, che diventa garante , il fondo rende possibile ottenere dalle banche un finanziamento a chi non ha sufficiente capitale da dare come anticipo oppure ha contratti di lavoro atipici.
Da luglio 2026 con la nuova riforma del piano casa (legge 2 luglio 2026 n. 116) la garanzia è estesa anche alle persone con disabilità permanente accertata ai sensi dell’art. 3 comma 3 della legge 5 febbraio 1992 n. 104 e ai componenti di un nucleo familiare al quale appartenga da almeno due anni un familiare convivente, figlio o figlia, fratello o sorella del richiedente con disabilità permanente accertata sempre ai sensi dell’art. 3 comma 3 della legge 5 febbraio 1992 n. 104. In questi casi la garanzia è riconosciuta nella misura del 50% della quota capitale del finanziamento oppure nella misura dell’80% nel caso in cui il richiedente abbia un Isee nei due anni precedenti non superiore ai 40.000 euro annui. Il mutuo non deve superare i 250.000 euro e per richiedere la garanzia non bisogna avere la proprietà di altre abitazioni, a eccezione di quelle ereditate e concesse a uso gratuito a genitori o fratelli e gli immobili non possono essere di tipo signorile, ville e castelli o palazzi di importanza storica e artistica.
Il mutuo può essere anche esteso per quarant’anni, ma in questo caso è importante calcolare bene gli interessi che, diluiti per un così lungo periodo, possono essere molto onerosi.
Le domande per ottenere la garanzia vanno trasmesse per via telematica, dalla banca o dagli intermediari finanziari che aderiscono all’iniziativa, alla Consap, la quale entro venti giorni dovrebbe verificare la presenza dei requisiti di legge e comunicare alla banca il risultato dell’istruttoria. In caso di risultato positivo, la banca in novanta giorni dovrebbe deliberare definitivamente, erogare il mutuo e comunicare alla Consap il compimento dell’operazione.
Sul sito Consap.it, oltre all’elenco di tutte le altre categorie che possono essere interessate a richiedere la garanzia, come ad esempio giovani sotto i trentasei anni e nuclei familiari con determinati valori di Isee, è disponibile l’elenco delle banche aderenti all’iniziativa, con le condizioni che pongono per adeguarsi alle misure stabilite dalla Consap in caso di difficoltà. È interessante notare che le condizioni messe dalle banche e gli eventi che determinano l’intervento delle misure di sostegno variano da banca a banca. Per esempio, per il Credit Agricole Italia S.p.A., gli eventi che determinano le misure di sostegno sono: riduzione del reddito del 20% rispetto all’anno precedente, nascita o adozione di un figlio. Banca Intesa interviene invece nel caso di arrivo di spese impreviste o temporanee difficoltà anche in conseguenza della diminuzione del reddito familiare. La valutazione finale del credito è a discrezione dell’istituto bancario: le banche sono molto prudenti e non sono obbligate all’erogazione del mutuo, eseguono in ogni caso un’istruttoria minuziosa sulla stabilità lavorativa e sul reddito del richiedente.
È importante per il cittadino tenere presente che questa misura non è un contributo a fondo perduto e neppure un finanziamento diretto. Se il cittadino non puo’ più pagare il mutuo, la banca viene rimborsata dallo Stato, ma il mutuatario è comunque obbligato alla restituzione integrale allo Stato degli importi pagati dal fondo, che saranno recuperati senza possibilità di trattativa anche con iscrizioni a ruolo ed eventuali pignoramenti.
Inoltre, nel caso della garanzia concessa ai cittadini con disabilità, il limite dell’Isee non superiore a 40.000 euro annui sembra troppo basso e probabilmente andrebbe innalzato, come è stato fatto per le famiglie numerose, perchè il cittadino che ha un Isee superiore a questa cifra e invece elevate spese per l’assistenza, comunque non rientra nella misura che però, nonostante le sue criticità, può essere uno strumento valido per arrivare all’importante traguardo del possesso della prima abitazione.
(Lilia Milano)







