L’attore ha saputo dare voce e dignità alla disabilità, sia dentro che fuori lo schermo

RJ Mitte (a sinistra) recita con Bryan Cranston in una scena di Breaking Bad
Lutto nel mondo dello spettacolo e tra i milioni di persone affezionate alla serie TV Breaking Bad: muore all’età di trentaquattro anni RJ Mitte, attore statunitense famoso per aver interpretato Walter White Jr., il figlio del protagonista della popolare serie TV. La sua scomparsa, avvenuta ieri, 12 ottobre 2026, colpisce non soltanto i fan, ma anche il mondo della rappresentazione della disabilità sullo schermo. Mitte, infatti, conviveva con una paralisi cerebrale ed era impegnato nel promuovere una maggiore inclusione nell’industria dello spettacolo.
Il dolore dei colleghi e le domande senza risposta
La notizia si è rapidamente diffusa, suscitando migliaia di commenti affranti sui social e la viva commozione tra gli attori che avevano condiviso con lui il set. Bryan Cranston, interprete di Walter White, ha ricordato di aver conosciuto Mitte quando era appena un ragazzo e di averlo visto crescere. “Mi mancherai, figlio mio”, ha scritto Cranston in un emozionante post.
Anche Aaron Paul, interprete di Jesse Pinkman, ha espresso il proprio dolore, definendosi devastato dalla notizia e ricordando Mitte come un amico. Nel suo messaggio ha rivolto un pensiero anche a chi stesse attraversando un momento difficile, invitando a ricordare che non si è soli e che si è amati. Dean Norris, che nella serie vestiva i panni di Hank Schrader, lo zio di Walter Jr., ha invece ricordato di aver cercato di prendersi cura di lui quando era ancora un ragazzo sul set, descrivendolo come un giovane dolce e sottolineando quanto fosse difficile credere alla sua scomparsa. Parole diverse, ma unite dall’affetto per un collega che, a distanza di anni dalla fine di Breaking Bad, aveva conservato un posto speciale nella vita di chi aveva lavorato al suo fianco.
Non sono mancati i commenti degli sciacalli a cui siamo ormai tristemente abituati, profili fasulli legati alla sfera no-vax che non hanno perso l’occasione per speculare sulla vicenda e rafforzare la propria narrazione. La tragica realtà accertata attualmente dalle autorità, invece, è che si tratterebbe di suicidio.
La notizia desta domande dolorose a cui in questo momento non è possibile dare una risposta: cosa ha spinto RJ Mitte a togliersi la vita?
Bryan Cranston, nel ricordare il collega, ha confessato di non riuscire a comprendere la sua decisione. I due si erano scambiati messaggi poche settimane prima e avevano parlato della possibilità di incontrarsi per pranzo: “Non so se quel pranzo avrebbe cambiato il suo futuro”, ha scritto l’attore, dando voce allo smarrimento di chi perde una persona cara senza riuscire a comprendere fino in fondo ciò che è accaduto.
La vicenda di Mitte ci ricorda quanto sia importante non confondere ciò che vediamo della vita di una persona con ciò che quella persona può attraversare intimamente. Lo stesso attore, in una recente video, parlava dell’importanza di prendersi cura della propria salute mentale, importante quanto quella fisica, e invitava chi lo ascoltava a chiedere ai propri cari “come stai?” perche non si sa mai cosa una persona ha davvero dentro. Parole che, riascoltate col senno di poi, parlano di una persona che stava già combattendo una invisibile battaglia.
Il successo con Breaking Bad
Entrato nel cast quando aveva appena quattordici anni, Mitte interpretò per cinque stagioni Walter White Jr., detto anche Flynn: un adolescente affettuoso e determinato, costretto a fare i conti con le trasformazioni della propria famiglia. Un personaggio che conquistò l’affetto di moltissimi spettatori e che contribuì al successo di una delle serie più apprezzate della storia della televisione.
La sua interpretazione aveva anche un significato importante: Mitte aveva una paralisi cerebrale, proprio come il personaggio che portava sullo schermo. In un’industria in cui questo genere di ruolo viene spesso affidato ad attori senza disabilità, la sua presenza ha rappresentato un’importante occasione: un promemoria del fatto che le persone con disabilità possono interpretare personaggi complessi, senza che la loro condizione diventi l’unico elemento a definirle. Il personaggio di Flynn, infatti, era quello di un ragazzo simpatico, affettuoso, studioso, un po’ ingenuo e, tra le altre cose, una persona con disabilità. Disabilità che non era funzionale ai fini della trama, ma raccontata come una semplice caratteristica tra le tante.
Una carriera oltre Walter Jr.
Dopo Breaking Bad, Mitte ha continuato a lavorare tra cinema e televisione, partecipando, tra gli altri, a Switched at Birth e al film Triumph, nel quale interpretava un ragazzo con paralisi cerebrale che pratica la lotta libera.
Importante è stato il suo impegno per i diritti delle persone con disabilità. La sua posizione gli aveva permesso di denunciare una realtà ancora attuale: agli attori con disabilità vengono spesso proposti ruoli legati quasi esclusivamente alla loro condizione, limitandone la versatilità e le possibilità artistiche.
Parallelamente alla recitazione, Mitte era impegnato nella promozione dei diritti delle persone con disabilità. È stato ambasciatore di United Cerebral Palsy e di Shriners Children’s, oltre a ricoprire un ruolo di primo piano nella propria fondazione, la Mitte Foundation.
Un’eredità che va oltre lo schermo
RJ Mitte lascia un ricordo indelebile tra i suoi cari e tra gli spettatori che avevano imparato ad affezionarsi a Walter White Jr., ma il suo lascito va ben oltre. Il suo contributo è stato anche quello di ricordarci che la disabilità non mette in secondo piano la complessità di una persona, il suo talento e il diritto di affermarsi.
Addio, RJ, il tuo lavoro e il tuo impegno, così come l’affetto di chi ti ha conosciuto e apprezzato, continueranno anche dopo la sua morte.
(Manuel Tartaglia)






