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		<title>Addio a RJ Mitte, il Walter Jr. di Breaking Bad, che ci lascia a trentaquattro anni</title>
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		<pubDate>Tue, 13 Oct 2026 16:18:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Manuel Tartaglia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[disabilità]]></category>
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		<description><![CDATA[L&#8217;attore ha saputo dare voce e dignità alla disabilità, sia dentro che fuori lo schermo Lutto nel mondo dello spettacolo e tra i milioni di persone affezionate alla serie TV[...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h2>L&#8217;attore ha saputo dare voce e dignità alla disabilità, sia dentro che fuori lo schermo</h2>
<div id="attachment_31960" class="wp-caption aligncenter" style="width: 1610px"><img class="size-full wp-image-31960" alt="RJ Mitte (a sinistra) recita con Bryan Cranston in una scena di Breaking Bad" src="https://www.finestraperta.it/wp-content/uploads/2026/10/44460933-rj-mitte.jpg" width="1600" height="900" /><p class="wp-caption-text">RJ Mitte (a sinistra) recita con Bryan Cranston in una scena di Breaking Bad</p></div>
<p style="text-align: justify;">Lutto nel mondo dello spettacolo e tra i milioni di persone affezionate alla serie TV <em>Breaking Bad</em>: <strong>muore all&#8217;età di trentaquattro anni RJ Mitte</strong>, attore statunitense famoso per aver interpretato Walter White Jr., il figlio del protagonista della popolare serie TV. La sua scomparsa, avvenuta ieri, 12 ottobre 2026, colpisce non soltanto i fan, ma anche il mondo della rappresentazione della disabilità sullo schermo. Mitte, infatti, conviveva con una paralisi cerebrale ed era impegnato nel promuovere una maggiore inclusione nell&#8217;industria dello spettacolo.</p>
<h3 style="text-align: justify;">Il dolore dei colleghi e le domande senza risposta</h3>
<p style="text-align: justify;">La notizia si è rapidamente diffusa, suscitando migliaia di commenti affranti sui social e la viva commozione tra gli attori che avevano condiviso con lui il set. Bryan Cranston, interprete di Walter White, ha ricordato di aver conosciuto Mitte quando era appena un ragazzo e di averlo visto crescere. <strong>&#8220;Mi mancherai, figlio mio&#8221;, ha scritto Cranston in un emozionante post.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Anche <strong>Aaron Paul, interprete di Jesse Pinkman, ha espresso il proprio dolore</strong>, definendosi devastato dalla notizia e ricordando Mitte come un amico. Nel suo messaggio ha rivolto un pensiero anche a chi stesse attraversando un momento difficile, invitando a ricordare che non si è soli e che si è amati. <strong>Dean Norris, che nella serie vestiva i panni di Hank Schrader, lo zio di Walter Jr., ha invece ricordato di aver cercato di prendersi cura di lui quando era ancora un ragazzo sul set</strong>, descrivendolo come un giovane dolce e sottolineando quanto fosse difficile credere alla sua scomparsa. Parole diverse, ma unite dall&#8217;affetto per un collega che, a distanza di anni dalla fine di <em>Breaking Bad</em>, aveva conservato un posto speciale nella vita di chi aveva lavorato al suo fianco.</p>
<p style="text-align: justify;">Non sono mancati i commenti degli sciacalli a cui siamo ormai tristemente abituati, profili fasulli legati alla sfera no-vax che non hanno perso l&#8217;occasione per speculare sulla vicenda e rafforzare la propria narrazione. La tragica realtà accertata attualmente dalle autorità, invece, è che <strong>si tratterebbe di suicidio.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">La notizia desta domande dolorose a cui in questo momento non è possibile dare una risposta: cosa ha spinto RJ Mitte a togliersi la vita?</p>
<p style="text-align: justify;">Bryan Cranston, nel ricordare il collega, ha confessato di non riuscire a comprendere la sua decisione. I due si erano scambiati messaggi poche settimane prima e avevano parlato della possibilità di incontrarsi per pranzo: &#8220;Non so se quel pranzo avrebbe cambiato il suo futuro&#8221;, ha scritto l&#8217;attore, dando voce allo smarrimento di chi perde una persona cara senza riuscire a comprendere fino in fondo ciò che è accaduto.</p>
<p style="text-align: justify;">La vicenda di Mitte ci ricorda quanto sia importante non confondere ciò che vediamo della vita di una persona con ciò che quella persona può attraversare intimamente. <strong>Lo stesso attore, in una recente video, parlava dell&#8217;importanza di prendersi cura della propria salute mentale</strong>, importante quanto quella fisica, e invitava chi lo ascoltava a chiedere ai propri cari &#8220;come stai?&#8221; perche non si sa mai cosa una persona ha davvero dentro. Parole che, riascoltate col senno di poi, parlano di una persona che stava già combattendo una invisibile battaglia.</p>
<h3 style="text-align: justify;">Il successo con <em>Breaking Bad</em></h3>
<p style="text-align: justify;">Entrato nel cast quando aveva appena quattordici anni, <strong>Mitte interpretò per cinque stagioni Walter White Jr., detto anche Flynn</strong>: un adolescente affettuoso e determinato, costretto a fare i conti con le trasformazioni della propria famiglia. Un personaggio che conquistò l&#8217;affetto di moltissimi spettatori e che contribuì al successo di una delle serie più apprezzate della storia della televisione.</p>
<p style="text-align: justify;">La sua interpretazione aveva anche un significato importante: <strong>Mitte aveva una paralisi cerebrale, proprio come il personaggio che portava sullo schermo.</strong> In un&#8217;industria in cui questo genere di ruolo viene spesso affidato ad attori senza disabilità, la sua presenza ha rappresentato un&#8217;importante occasione: un promemoria del fatto che le persone con disabilità possono interpretare personaggi complessi, senza che la loro condizione diventi l&#8217;unico elemento a definirle. Il personaggio di Flynn, infatti, era quello di un ragazzo simpatico, affettuoso, studioso, un po&#8217; ingenuo e, tra le altre cose, una persona con disabilità. <strong>Disabilità che non era funzionale ai fini della trama, ma raccontata come una semplice caratteristica tra le tante.</strong></p>
<h3 style="text-align: justify;">Una carriera oltre Walter Jr.</h3>
<p style="text-align: justify;">Dopo <em>Breaking Bad</em>, Mitte ha continuato a lavorare tra cinema e televisione, partecipando, tra gli altri, a <em>Switched at Birth</em> e al film <em>Triumph</em>, nel quale interpretava un ragazzo con paralisi cerebrale che pratica la lotta libera.</p>
<p style="text-align: justify;">Importante è stato il suo impegno per i diritti delle persone con disabilità. <strong>La sua posizione gli aveva permesso di denunciare una realtà ancora attuale</strong>: agli attori con disabilità vengono spesso proposti ruoli legati quasi esclusivamente alla loro condizione, limitandone la versatilità e le possibilità artistiche.</p>
<p style="text-align: justify;">Parallelamente alla recitazione, <strong>Mitte era impegnato nella promozione dei diritti delle persone con disabilità.</strong> È stato ambasciatore di United Cerebral Palsy e di Shriners Children&#8217;s, oltre a ricoprire un ruolo di primo piano nella propria fondazione, la Mitte Foundation.</p>
<h3 style="text-align: justify;">Un&#8217;eredità che va oltre lo schermo</h3>
<p style="text-align: justify;">RJ Mitte lascia un ricordo indelebile tra i suoi cari e tra gli spettatori che avevano imparato ad affezionarsi a Walter White Jr., ma il suo lascito va ben oltre. <strong>Il suo contributo è stato anche quello di ricordarci che la disabilità non mette in secondo piano la complessità di una persona, il suo talento e il diritto di affermarsi.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Addio, RJ, il tuo lavoro e il tuo impegno, così come l&#8217;affetto di chi ti ha conosciuto e apprezzato, continueranno anche dopo la sua morte.</p>
<p style="text-align: right;">(Manuel Tartaglia)</p>
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		<title>Quante volte ancora dovranno tentare di uccidere Christa Pike?</title>
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		<pubDate>Mon, 12 Oct 2026 09:34:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>FinestrAperta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Magazine]]></category>
		<category><![CDATA[normativa]]></category>
		<category><![CDATA[Sociale]]></category>
		<category><![CDATA[Christa Pike]]></category>
		<category><![CDATA[Pena di morte]]></category>

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		<description><![CDATA[La storia della condannata statunitense ci impone, ancora una volta, una riflessione profonda sull&#8217;utilità della pena di morte Come scrisse Victor Hugo, &#8220;La pena di morte è il segno caratteristico[...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h2 style="text-align: justify;">La storia della condannata statunitense ci impone, ancora una volta, una riflessione profonda sull&#8217;utilità della pena di morte</h2>
<div id="attachment_31949" class="wp-caption aligncenter" style="width: 5740px"><img class="size-full wp-image-31949" alt="Un gruppo di manifestanti contro la piena di morte negli Usa" src="https://www.finestraperta.it/wp-content/uploads/2026/10/maria-oswalt-JjX7BZ-Cll8-unsplash.jpg" width="5730" height="3820" /><p class="wp-caption-text">Un gruppo di manifestanti contro la piena di morte negli Usa</p></div>
<p style="text-align: justify;">Come scrisse Victor Hugo, &#8220;La pena di morte è il segno caratteristico ed eterno della barbarie&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La pena di morte è attualmente in vigore in oltre cinquanta Stati nel mondo.</strong> La stragrande maggioranza delle esecuzioni globali si concentra in pochi Paesi, principalmente situati in Asia e Medio Oriente. La Cina è il maggior esecutore al mondo, anche se il numero di casi è coperto dal segreto di Stato; l’Iran supera le duemila esecuzioni l’anno e l’Arabia Saudita ne registra centinaia ogni anno.</p>
<p style="text-align: justify;">Negli Stati Uniti, l’unica democrazia occidentale a praticare regolarmente la pena di morte, è mantenuta formalmente in 27 Stati. Quella di Christa Pike, prevista per il 30 settembre scorso, sarebbe dovuta essere la venticinquesima esecuzione dall’inizio dell’anno.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Ma Christa Pike è ancora viva.</strong> Malconcia, ma viva.</p>
<p style="text-align: justify;">L’iniezione che avrebbe dovuto mettere fine alla sua vita non ha prodotto il risultato previsto, tanto è vero che le è stata somministrata una seconda dose di veleno, in seguito alla quale è svenuta ed è stata ricoverata d’urgenza. Tra il &#8220;pubblico&#8221; presente nell&#8217;aula dell&#8217;esecuzione c&#8217;erano anche i genitori della ragazza uccisa, testimoni di un dolore profondo e in attesa di una risposta giudiziaria lunga trent&#8217;anni.</p>
<p style="text-align: justify;">A distanza di dieci giorni da quella terribile esperienza, Christa è uscita dall’ospedale ed è tornata in carcere sotto controllo medico; inoltre, <strong>è l’unica persona a essere sopravvissuta a due dosi di iniezione letale.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Per trent&#8217;anni ha atteso quel momento nel braccio della morte femminile di Nashville, in Tennessee. Vi era stata rinchiusa dopo essere stata condannata per l&#8217;omicidio di una compagna di corso, commesso quando aveva appena diciotto anni insieme al suo fidanzato.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Se il suo futuro è ancora incerto, il passato è ormai noto a tutti.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">L’infanzia e la giovinezza di Christa sono state segnate da gravi traumi, abusi, abbandoni, problemi di salute e tentativi di suicidio, all&#8217;interno di un contesto familiare fortemente instabile. Motivi per cui i suoi avvocati difensori, supportati da gruppi per i diritti umani, hanno richiesto la commutazione della pena di morte in ergastolo, per darle la possibilità di un percorso di riabilitazione e di un effettivo recupero della vita.</p>
<p style="text-align: justify;">Il governatore del Tennessee, tuttavia, non ha ancora risposto. Adesso la stanno curando, ma forse solo per poter tentare di ucciderla di nuovo. Cosa ne sarà del suo futuro, ora che tutti conoscono il suo passato?</p>
<p style="text-align: right;">(Tiziana Rinaldi)</p>
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		<title>NAZA, l&#8217;orrore quotidiano a Gaza raccontato da chi lo compie</title>
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		<pubDate>Fri, 09 Oct 2026 19:04:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Manuel Tartaglia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Magazine]]></category>
		<category><![CDATA[film documentario]]></category>
		<category><![CDATA[gaza]]></category>
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		<category><![CDATA[The Guardian]]></category>
		<category><![CDATA[Yuval Abraham e Rachel Szor]]></category>

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				<content:encoded><![CDATA[<h2 style="text-align: justify;">Sterminare centinaia di persone e la sera tornare a casa dalle proprie famiglie come se niente fosse. È questa la realtà raccontata da alcuni membri dell&#8217;esercito israeliano intervistati nel film documentario di Yuval Abraham e Rachel Szor</h2>
<div id="attachment_31925" class="wp-caption aligncenter" style="width: 1328px"><img class="size-full wp-image-31925" alt="Un'immagine del film NAZA" src="https://www.finestraperta.it/wp-content/uploads/2026/10/Screenshot-2026-10-08-210239.png" width="1318" height="1029" /><p class="wp-caption-text">Un&#8217;immagine del film <em>NAZA</em></p></div>
<p style="text-align: justify;">Il conflitto israelo-palestinese tiene banco da decenni nelle discussioni diplomatiche dei grandi della terra, nelle chiacchiere al bar e, in tempi più recenti, nelle risse virtuali sui social, dove la polarizzazione regna sovrana. Comunque la si pensi e da qualsiasi parte si stia, però, ci sono cose che dovrebbero andare al di là della propria appartenenza e delle proprie opinioni: una su tutte, il rispetto della vita umana.</p>
<p style="text-align: justify;">Per questo motivo, <strong>film come <em>NAZA</em> dovrebbero mettere d&#8217;accordo tutti</strong> (il condizionale è d&#8217;obbligo perché &#8211; ahinoi &#8211; non è ciò che sta accadendo).</p>
<h3 style="text-align: justify;">Drammi collaterali</h3>
<p style="text-align: justify;">Il titolo del film documentario si rifà a un acronimo militare: <strong>&#8220;nezek agavi&#8221;, che in ebraico significa &#8220;danno collaterale&#8221;</strong>. Con questo eufemismo, gli appartenenti dell&#8217;IDF (l&#8217;esercito israeliano) definiscono uomini, donne e bambini che vengono da loro uccisi nonostante non abbiano nulla a che fare con il terrorismo, se non per il fatto di essere familiari, conviventi o vicini di casa di qualche membro dell&#8217;organizzazione terroristica Hamas, la quale combatte Israele e si oppone alla sua sua occupazione nei territori palestinesi.</p>
<p style="text-align: justify;">Una bambina ammazzata dalle bombe israeliane è una naza. Una famiglia imparentata con un membro di Hamas che viene uccisa nel sonno sono cinque naza. Se un palazzo a Gaza viene raso al suolo e dentro ci sono cento persone, per l&#8217;esercito israeliano avremo cento naza.</p>
<h3 style="text-align: justify;">L&#8217;orrore quotidiano</h3>
<p style="text-align: justify;">A raccontare il sistematico sterminio di civili in Palestina non sono le vittime, bensì i carnefici: <strong>ventiquattro, tra soldati e membri dell’intelligence israeliana</strong>, che in forma anonima spiegano come vengano pianificati e realizzati i bombardamenti a Gaza. Il tutto con la naturalezza con cui si racconterebbe un banale impiego d&#8217;ufficio.</p>
<p style="text-align: justify;">È proprio questo che colpisce durante la visione del film: l&#8217;indifferenza con cui queste persone riescono a spezzare centinaia di vite umane per poi tornare a casa la sera dalle proprie famiglie, come se fosse stata una normalissima giornata di lavoro. Un orrore quotidiano che lascia lo spettatore sgomento.</p>
<h3 style="text-align: justify;">Le reazioni, tra apprezzamenti, critiche e disinformazione</h3>
<p style="text-align: justify;">Hanno rischiato grosso, i registi <strong>Yuval Abraham e Rachel Szor</strong>, realizzando il loro <em>NAZA</em>, minacciati di morte e considerati traditori della propria patria. Nonostante ciò, il loro lavoro è stato apprezzato e premiato un po&#8217; ovunque, come alla Biennale di Venezia, dove ha conquistato il Premio Speciale della Giuria.</p>
<p style="text-align: justify;">Non mancano, tuttavia, le voci contrarie. Una delle critiche più frequenti al film documentario è che le persone intervistate siano coperte dall&#8217;anonimato e quindi inattendibili: in realtà si tratta di una tutela nei loro confronti, i loro nomi sono noti agli intervistatori e a garantire la veridicità di quanto esposto c&#8217;è l&#8217;autorevolezza del quotidiano britannico <strong><em>The Guardian</em>, che ha prodotto <em>NAZA</em></strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Un&#8217;altra critica che viene rivolta all&#8217;opera di Yuval Abraham e Rachel Szor, è che non vi sia un contraddittorio: tuttavia, che senso avrebbe ascoltare la versione ufficiale dell&#8217;IDF, in un film che denuncia ciò che sta compiendo l&#8217;IDF? Senza contare il fatto che di opere che esprimono il punto di vista di Israele ce ne sono già diverse, a cominciare dalla serie TV <em>Fauda</em>, trasmessa dal colosso dello streaming <em>Netflix</em>, per finire con <em>NAZA: The Real Story</em>, un controdocumentario israeliano realizzato in fretta e furia e diffuso capillarmente tramite Web e social, che imita nel titolo e nell&#8217;estetica (entrambi sono stati girati di notte sui tetti di Tel Aviv) il <em>NAZA</em> originale, generando confusione nel pubblico.</p>
<p style="text-align: justify;">Anche in Italia sono girate per giorni notizie false sui social network, come quella secondo cui sarebbe prevista la trasmissione del film su <em>Raiplay</em>. La stessa <em>Rai</em> ha dovuto smentire la notizia. In realtà <strong>il film è tuttora disponibile nelle sale cinematografiche, mentre a fine novembre è previsto lo streaming sul <a href="https://www.theguardian.com/film/naza" target="_blank">sito del <em>Guardian</em></a></strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Come con il Covid o con la crisi climatica, esistono anche i negazionisti dello sterminio in Palestina, secondo i quali il film sarebbe una montatura poiché a Gaza non starebbe accadendo nulla di grave. Tuttavia sono liberamente fruibili il <a href="https://www.amnesty.it/striscia-gaza-oltre-100-organizzazioni-cessate-il-fuoco-solo-sulla-carta/" target="_blank">rapporto di Amnesty International</a>, gli <a href="https://www.ochaopt.org/" target="_blank">aggiornamenti dell&#8217;Onu</a> o il <a href="https://www.medicisenzafrontiere.it/news-e-storie/news/gaza-msf-dopo-3-anni-israele-continua-ridurre-spazio-vitale-popolazione/">resoconto di Medici senza frontiere</a>, che raccontano una realtà drammatica.</p>
<h3 style="text-align: justify;">Una visione istruttiva</h3>
<p style="text-align: justify;">Dal canto nostro, consigliamo la visione di <em>NAZA</em> a tutte e tutti, soprattutto a chi non sa cosa stia accadendo a Gaza e a chi è convinto che in Medio Oriente si stia combattendo una guerra giusta.</p>
<p style="text-align: justify;">Come detto in apertura, ci sono cose che dovrebbero andare al di là della propria appartenenza e delle proprie opinioni: una su tutte, <strong>il rispetto della vita umana</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Almeno su questo, dovremmo essere tutti d&#8217;accordo.</p>
<p style="text-align: right;">(Manuel Tartaglia)</p>
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		<title>Speciale Festival dello sport inclusivo</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Oct 2026 18:08:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>FinestrAperta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Campi e Campioni]]></category>
		<category><![CDATA[disabilità]]></category>
		<category><![CDATA[Intervista]]></category>
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		<category><![CDATA[Festival dello sport inclusivo]]></category>
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		<description><![CDATA[Il nostro reportage dalla manifestazione sportiva del 27 settembre 2026 Lo scorso 27 settembre si è svolto, presso il Centro di preparazione paralimpica delle Tre fontane, a Roma, il Festival[...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h2 style="text-align: justify;">Il nostro reportage dalla manifestazione sportiva del 27 settembre 2026</h2>
<p style="text-align: justify;">Lo scorso 27 settembre si è svolto, presso il Centro di preparazione paralimpica delle Tre fontane, a Roma, il <strong>Festival dello sport inclusivo</strong>. <em>Radio FinestrAperta</em> era presente con una sua postazione e ha raccolto le riflessioni e i commenti di partecipanti e organizzatori, che vi riportiamo qui di di seguito.</p>
<p style="text-align: justify;">Le interviste sono a cura di Lucia Romani.</p>
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		<title>Pensare il futuro cambiando il presente: la vicenda di Castel del Giudice</title>
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		<pubDate>Sun, 04 Oct 2026 13:10:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>FinestrAperta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il piccolo Comune sta cercando di contrastare lo spopolamento rinnovandosi e attraendo nuovi aspiranti cittadini. Abbiamo voluto saperne di più, verificando cosa si sta facendo anche per l&#8217;accessibilità Castel del[...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h2 style="text-align: justify;">Il piccolo Comune sta cercando di contrastare lo spopolamento rinnovandosi e attraendo nuovi aspiranti cittadini. Abbiamo voluto saperne di più, verificando cosa si sta facendo anche per l&#8217;accessibilità</h2>
<div id="attachment_31883" class="wp-caption aligncenter" style="width: 1610px"><img class="size-full wp-image-31883" alt="Una veduta di Castel del Giudice, Comune che si sta reinventando per tornare a essere popolato" src="https://www.finestraperta.it/wp-content/uploads/2026/10/castel.png" width="1600" height="1067" /><p class="wp-caption-text">Una veduta di Castel del Giudice, Comune che si sta reinventando per tornare a essere popolato</p></div>
<p style="text-align: justify;">Castel del Giudice si trova in Molise, in provincia di Isernia, circondato da una rigogliosa natura, <strong>è uno dei tanti borghi italiani di incantevole bellezza che negli anni si sono spopolati perdendo attività economiche e servizi </strong>(di questo fenomeno ne avevamo parlato <a href="https://www.finestraperta.it/viva-la-repubblica-unita-pero-se-nasci-da-roma-in-su-e-meglio/">qui</a>).</p>
<p style="text-align: justify;">Per invertire questa rotta, il Comune, che si trova in provincia di Isernia, ha costruito un progetto, <strong>&#8220;Riabilitare Castel del Giudice&#8221;, per favorire l&#8217;arrivo nel borgo di nuove persone</strong> che oltre il turismo possano contribuire come residenti allo sviluppo della comunità.</p>
<p style="text-align: justify;">Questo progetto è parte di un percorso che Castel del Giudice ha iniziato negli anni passati, con alcune esperienze di riqualificazione del territorio. Una delle più rilevanti è &#8220;Borgo Tufi&#8221;, recupero di un&#8217;area rurale in stato di abbandono. Borgo Tufi è diventato un albergo diffuso, capace di attrarre turisti con la sua bellezza antica e ha alcune camere dedicate a persone con disabilità. Il Borgo prevede inoltre rampe e ascensori per facilitare la mobilità.</p>
<p style="text-align: justify;">Altre iniziative riguardano la coltivazione e la vendita delle mele da parte di una azienda agricola del territorio, Melise, e la produzione della birra tramite il Birrificio Agricolo Maltolento. Con il coinvolgimento degli operatori locali è partita anche la produzione del miele, commercializzato tramite l&#8217;Apiario di Comunità.</p>
<p style="text-align: justify;">Numerose manifestazioni artistiche e culturali continuano a coinvolgere anche associazioni locali e attirano tanti turisti.</p>
<p style="text-align: justify;">Attualmente il Comune di Castel del Giudice, con una grande sinergia fra le istituzioni e i privati cittadini, è pronto a proseguire il percorso da una nuova prospettiva: <strong>non vuole essere più solo un centro di attrazione turistica ma è interessato a diventare un luogo stabile di residenza</strong> per chi vuole cambiare vita, famiglie, lavoratori e imprenditori che vogliono provare un nuovo modo di fare comunità e costruire relazioni. Guida di questo percorso è  il Manifesto per la Rigenerazione Appenninica, che si pone entro il 2050 un obbiettivo ambizioso ma indispensabile se si vuole tenere vivo il tessuto del paese: dopo la rigenerazione materiale dei territori e delle costruzioni, bisogna pensare alla vita che deve abitarli.</p>
<p style="text-align: justify;">Gli strumenti principali per questo obiettivo sono tre: il Cantiere Demografico, con iniziative per attrarre e facilitare l&#8217;inserimento di nuovi abitanti; il Cantiere Economia, che vuole avviare una economia circolare basata sulla sinergia fra le antiche attività del territorio e le nuove competenze tecnologiche e digitali; il Cantiere Servizi ha invece il compito di implementare attività che riguardano la salute, la mobilità e l&#8217;istruzione, fattori indispensabili per rendere attrattiva una scelta di residenza stabile. Fra le molte iniziative in campo, è fondamentale la creazione di un Hub digitale con Residenze di Smartworking al piano terra. L&#8217;Hub digitale ha alcune camere e servizi pensati per persone con disabilità motorie.</p>
<p style="text-align: justify;">Inoltre è stato implementato un progetto di telemedicina ed esiste, oltre a una RSA, una struttura di Senior Social Housing per anziani autosufficienti, molto innovativa.</p>
<p style="text-align: justify;">Recentemente è nato un nuovo spazio, sulla piazza principale del paese: <strong>l&#8217;Agrifoodtech, che è stato ideato per ospitare bar, ristoranti ed eventi di enogastronomia</strong> e può accogliere imprenditori decisi a portare avanti un progetto comune per lo sviluppo del paese. L&#8217;Agrifoodtech, come tutti i locali commerciali, è accessibile e ha i servizi per le persone con disabilità in tutti gli spazi comuni.</p>
<p style="text-align: justify;">Proprio a proposito di accessibilità, <strong>Rosita Levrieri, responsabile unico del Comune di Castel del Giudice per il progetto &#8220;Castel del Giudice centro di (ri)generazione dell&#8217;Appennino&#8221;, informa anche tramite Adelina Zarlenga, ufficio stampa  e comunicazione, che ogni edificio della nuova rigenerazione prevede l&#8217;abbattimento delle barriere architettoniche.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Anche l&#8217;accessibilità può essere un motivo per una scelta consapevole del posto in cui vivere, insieme alla volontà degli Amministratori e dei cittadini di lavorare insieme per l&#8217;innovazione e la creazione di opportunità di lavoro e nuove relazioni sociali e insieme anche alla capacità di saper comunicare e diffondere un progetto innovativo che potrebbe cambiare la vita dei tantissimi paesi italiani che stanno perdendo i loro abitanti.</p>
<p style="text-align: justify;">Per maggiori informazioni: <a href="https://www.rigenerazioneterritoriale.blog/comunicato-stampa" target="_blank">https://www.rigenerazioneterritoriale.blog/comunicato-stampa</a></p>
<p style="text-align: right;">(Lilia Milano)</p>
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		<title>Un questionario per dare voce alle giovani donne con disabilità</title>
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		<pubDate>Wed, 30 Sep 2026 10:53:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elisa Marino</dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<h2 style="text-align: justify;">Ha preso il via WYDE.UE, progetto europeo che vuole rispondere alla seguente domanda: &#8220;Quanto le giovani donne con disabilità sono coinvolte nelle azioni di rappresentanza: advocacy e nel dibattito pubblico riguardo le politiche che le riguardano?&#8221;. Per rispondere ha dato vita ad un questionario rivolto proprio a loro</h2>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-31852" alt="pexels-women-1838768_1920" src="https://www.finestraperta.it/wp-content/uploads/2026/09/pexels-women-1838768_1920.jpg" width="1281" height="1920" /></p>
<p style="text-align: justify;">È partito quest’estate il progetto europeo <a title="WYDE.UE" href="https://www.ledha.it/page.asp?menu1=3&amp;menu2=34&amp;notizia=25&amp;page=1" target="_blank">WYDE.UE</a>, che vede come capofila <strong>CBM </strong>e coinvolge diverse realtà associative provenienti da Paesi dell’Unione europea e non solo. In particolare, oltre a CBM, partecipano al<strong> progetto Ledha (Lega per i diritti delle persone con disabilità, Italia), Stichting JongPIT (Paesi Bassi); </strong><strong>LNF (</strong><strong>Lietuvos negalios organizacijų forumas, Lituania); </strong><strong>NOOIS (</strong><strong>Nacionalna organizacija osoba sa invaliditetom Srbije, Serbia); Alda (European Association for Local Democracy) e il Forum Europeo della Disabilità.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Il progetto, finanziato dall’Unione Europea, ha l’obiettivo di <strong>monitorare il livello di coinvolgimento dei giovani con disabilità nei processi decisionali pubblici e istituzionali, ma anche di comprendere quanto effettivamente la loro voce sia ascoltata all’interno del movimento associativo</strong> per i diritti delle persone con disabilità.</p>
<p style="text-align: justify;">In particolare, WYDE, che prevede attività per tutto il 2027, ha come focus specifico quello di rilevare e studiare<strong> quanto le giovani donne con disabilità siano parte integrante dei processi decisionali pubblici, quanto spazio venga lasciato alle loro necessità e alla loro voce e quanto siano effettivamente coinvolte anche nel lavoro di advocacy e rappresentanza portato avanti dalle associazioni di persone con disabilità.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Partecipando alle attività progettuali, le giovani di età compresa tra i 18 e i 35 anni riceveranno formazione in presenza e da remoto e avranno la possibilità di partecipare anche a workshop all’estero. Saranno occasioni di<strong> formazione e confronto su come svolgere attività di advocacy e per ragionare insieme sugli ostacoli che le giovani donne con disabilità devono affrontare, a livello europeo oltre che nazionale, per far sentire la propria voce nel dibattito pubblico e all’interno delle associazioni di cui vorrebbero far parte o di cui sono già componenti.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Il progetto vuole quindi realizzare una ricerca approfondita su quanto le giovani con disabilità siano realmente coinvolte e partecipino alla costruzione della <strong>vita pubblica e su quanto si sentano effettivamente parte della discussione sulle questioni che le riguardano direttamente, sia a livello istituzionale sia all’interno delle realtà che le rappresentano.</strong> Un altro aspetto importante è proprio comprendere quanto le donne con disabilità tra i 18 e i 35 anni siano coinvolte nelle attività di advocacy e nei processi di rappresentanza portati avanti dalle<strong> associazioni di persone con disabilità</strong> e quanto abbiano, all’interno di queste realtà, uno spazio effettivo per esprimere il proprio punto di vista e contribuire alla definizione delle priorità.</p>
<p style="text-align: justify;">Per farlo, CBM, Ledha e gli altri partner europei hanno realizzato<strong> un questionario rivolto proprio alle donne con disabilità </strong>tra i 18 e i 35 anni, per capire come e quanto si sentano libere e messe nelle condizioni di rappresentare ed esprimere i propri bisogni e le proprie difficoltà. L’obiettivo è anche comprendere dove sia possibile intervenire per migliorare la tutela dei loro diritti e rafforzare quell’empowerment richiamato dalla Convenzione Onu sui diritti delle persone con disabilità, che all’<a href="http://https://pninclusione21-27.lavoro.gov.it/sites/default/files/2023-10/Convenzione%20ONU.pdf" target="_blank">articolo 29 </a>sancisce il diritto delle persone con disabilità a partecipare alla vita politica e pubblica.</p>
<p style="text-align: justify;"><a title="Qui" href="https://forms.cloud.microsoft/pages/responsepage.aspx?id=kbrIfi9oiU-TlZLZQW7SPWGVjF4kAPtOieQUSmvaFdZURFNHRk45REpJSFBXVkZSRFJZSVlMTE5aMC4u&amp;route=shorturl" target="_blank">Qui</a> trovate il link al questionario in italiano.</p>
<p style="text-align: justify;">Se siete giovani donne con disabilità tra i 18 e i 35 anni,<strong> far sentire la propria voce ed esercitare il diritto alla partecipazione è il primo passo per rendere più inclusiva la società in cui viviamo. </strong></p>
<p style="text-align: right;">(Elisa Marino)</p>
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		<title>Tanto, tantissimo sport. Ma non solo</title>
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		<pubDate>Tue, 29 Sep 2026 13:18:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>FinestrAperta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dal 18 al 20 settembre c’è stata la decima edizione del Sotto Gamba Game, un evento dedicato allo sport inclusivo, ma non solo: tante le iniziative parallele che hanno animato[...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h2 style="text-align: justify;">Dal 18 al 20 settembre c’è stata la decima edizione del Sotto Gamba Game, un evento dedicato allo sport inclusivo, ma non solo: tante le iniziative parallele che hanno animato la manifestazione</h2>
<div id="attachment_31859" class="wp-caption aligncenter" style="width: 1610px"><img class="size-full wp-image-31859" alt="Un momento del Sotto Gamba Game" src="https://www.finestraperta.it/wp-content/uploads/2026/09/WhatsApp-Image-2026-09-19-at-11.56.54.jpeg" width="1600" height="1204" /><p class="wp-caption-text">Un momento del Sotto Gamba Game</p></div>
<p style="text-align: justify;">Cos’è il <a title="Speciale Sotto Gamba Game" href="https://www.finestraperta.it/speciale-sotto-gamba-game/">Sotto Gamba Game</a>? Per chi non lo sapesse, è un evento nel quale si possono trovare dimostrazioni sportive e ludiche che possono essere praticate da persone con vari tipi di disabilità fisiche, sensoriali o cognitive grazie a specifici adattamenti.</p>
<p style="text-align: justify;">Al Sotto Gamba Game 2026 è stato possibile sperimentare le seguenti discipline: <strong>basket, pallamano, calcio, padel, tennis in carrozzina, blind tennis, arrampicata, subacquea, nuoto, pallanuoto, rowing, tennis tavolo, bocce, judo, showdown, tiro a segno, tiro con l&#8217;arco, baseball, calcio balilla, sitting volley, freccette, danza, scherma, scacchi; e in mare surf, wind surf, kite surf, canoa, vela, catamarano, wing foil, Sup</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Venerdì 18 settembre c’è stato un interessante workshop, nel quale tante associazioni si sono presentate portando i propri progetti e ausili. Uno in particolare ha attirato l&#8217;attenzione dei presenti: <strong>Liffo, robot da cucina adatto a chi ha difficoltà a cucinare</strong>; è sufficiente inserire gli ingredienti negli appositi contenitori, dire cosa deve preparare, lui importa la ricetta e la prepara. Il costo è di circa 5.000 euro.</p>
<p style="text-align: justify;">Un altro progetto che merita attenzione è quello dell’associazione <strong>Audiocartoon, che produce cartoni animati audiodescritti</strong>, i quali possono essere ascoltati su YouTube o applicazione.</p>
<p style="text-align: justify;">Altro progetto interessante è stato <strong>il navigatore ideato da Roberto Gozzani</strong>, che permette di navigare senza telefono e senza connessione, basta creare il percorso con dei punti definiti e si può navigare senza ingombri in quanto è molto piccolo e va sul collo, quindi è molto più comodo che avere un telefono in mano. I percorsi possono essere creati mentre si cammina o a casa propria con il PC e un software.</p>
<p style="text-align: justify;">È stato possibile, tra le tante altre cose, partecipare a un esperimento condotto da alcune ricercatrici, inerente <strong>la percezione del proprio stomaco</strong> in tempo reale o registrato, appoggiando uno stetoscopio sull’addome e facendo delle valutazioni sui suoni percepiti.</p>
<p style="text-align: justify;">La bellezza del Sotto Gamba Game sta nel fatto che i partecipanti sono volontari animati semplicemente dalla passione, inoltre di tratta di una splendida occasione per socializzare all&#8217;insegna dell&#8217;inclusività, a cui torneremo senz&#8217;altro il prossimo anno.</p>
<p style="text-align: justify;">Chi scrive e ringrazia in particolare le accompagnatrici che hanno reso possibile la partecipazione all&#8217;evento, Silvia Chelazzi (responsabile per i partecipanti non vedenti) e Alessandro Ferretti (presidente del Sotto Gamba Game).</p>
<p style="text-align: right;">(Elisabetta Russo)</p>
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		<title>Speciale Sotto Gamba Game</title>
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		<pubDate>Sat, 19 Sep 2026 14:29:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>FinestrAperta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Voci, storie e tanto sport da San Vincenzo (Livorno) In qualità di media partner dell&#8217;evento, Radio FinestrAperta è presente al Sotto Gamba Game, l&#8217;evento che celebra lo sport come strumento[...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h2 style="text-align: justify;">Voci, storie e tanto sport da San Vincenzo (Livorno)</h2>
<div id="attachment_31803" class="wp-caption aligncenter" style="width: 2058px"><img class="size-full wp-image-31803" alt="Alcuni protagonisti dell'evento, incluse le nostre inviate" src="https://www.finestraperta.it/wp-content/uploads/2026/09/WhatsApp-Image-2026-09-19-at-11.56.53.jpeg" width="2048" height="1574" /><p class="wp-caption-text">Alcuni protagonisti dell&#8217;evento, incluse le nostre inviate</p></div>
<p style="text-align: justify;">In qualità di media partner dell&#8217;evento, <em>Radio FinestrAperta</em> è presente al <strong>Sotto Gamba Game</strong>, l&#8217;evento che celebra lo sport come strumento di inclusione, condivisione e abbattimento delle barriere, dal 18 al 20 settembre 2026 a <strong>San Vincenzo (Livorno)</strong>. Le inviate <strong>Lucia Romani</strong> e <strong>Michela Casali</strong>, già protagoniste della trasmissione <em>Campi e campioni</em>, sono in loco per raccogliere interviste, impressioni e racconti dai protagonisti della manifestazione. In questo speciale vi proponiamo una raccolta di testimonianze che raccontano l&#8217;atmosfera, l&#8217;entusiasmo e le esperienze vissute durante uno degli appuntamenti più attesi dagli appassionati di gioco e cultura ludica. Buon ascolto e buona lettura!</p>
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		<title>Casa dolce casa, anche per le persone con disabilità</title>
		<link>https://www.finestraperta.it/casa-dolce-casa-anche-per-le-persone-con-disabilita/</link>
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		<pubDate>Wed, 16 Sep 2026 11:07:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>FinestrAperta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il sogno di poter acquistare un&#8217;abitazione diventa più accessibile, anche se molti aspetti meriterebbero di essere migliorati L&#8217;acquisto di una nuova casa per le persone che non posseggono  in partenza[...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h2 style="text-align: justify;">Il sogno di poter acquistare un&#8217;abitazione diventa più accessibile, anche se molti aspetti meriterebbero di essere migliorati</h2>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-31797" alt="qimono-ai-generated-8172590" src="https://www.finestraperta.it/wp-content/uploads/2026/09/qimono-ai-generated-8172590.jpg" width="4376" height="2748" /></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>L&#8217;acquisto di una nuova casa</strong> per le persone che non posseggono  in partenza un capitale adeguato è un sogno difficile da realizzare, ma un aiuto può venire dallo Stato attraverso il <strong>fondo Consap</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">La Consap è una società per azioni a capitale interamente pubblico, controllata dal <strong>Ministero per l&#8217;Economia</strong>, dal 2014 uno dei suoi compiti più importanti è offrire, attraverso il Fondo mutui prima casa, una garanzia pubblica per il mutuo per l&#8217;acquisto della prima abitazione ad alcune categorie di cittadini. I fondi stanziati per queste misure sono 270 milioni di euro per il 2026, la stessa cifra per il 2027. La  misura è stabilita fino al 31 dicembre 2027.</p>
<p style="text-align: justify;">Attraverso lo Stato, che diventa garante , il fondo rende possibile ottenere dalle banche <strong>un finanziamento a chi non ha sufficiente capitale</strong> da dare come anticipo oppure ha contratti di lavoro atipici.</p>
<p style="text-align: justify;">Da luglio 2026 con  la nuova riforma del piano casa (legge 2 luglio 2026 n. 116) <strong>la garanzia è estesa anche alle persone con disabilità</strong> permanente accertata ai sensi dell&#8217;art. 3 comma 3 della legge 5 febbraio 1992 n. 104 e ai componenti di un nucleo familiare al quale appartenga da almeno due anni un familiare convivente, figlio o figlia, fratello o sorella del richiedente con disabilità permanente accertata sempre ai sensi dell&#8217;art. 3 comma 3 della legge 5 febbraio 1992 n. 104. In questi casi la garanzia è riconosciuta nella misura del 50% della quota capitale del finanziamento oppure nella misura dell&#8217;80% nel caso in cui il richiedente abbia un Isee nei due anni precedenti non superiore ai 40.000 euro annui. <strong>Il mutuo non deve superare i 250.000 euro</strong> e per richiedere la garanzia non bisogna avere la proprietà di altre abitazioni, a eccezione di quelle ereditate e concesse a uso gratuito a genitori o fratelli e gli immobili non possono essere di tipo signorile, ville e castelli o palazzi di importanza storica e artistica.</p>
<p style="text-align: justify;">Il mutuo può essere anche esteso per quarant&#8217;anni, ma in questo caso è importante calcolare bene gli interessi che, diluiti per un così lungo periodo, possono essere molto onerosi.</p>
<p style="text-align: justify;">Le domande per ottenere la garanzia vanno trasmesse per via telematica, dalla banca o dagli intermediari finanziari che aderiscono all&#8217;iniziativa, alla Consap, la quale <strong>entro venti giorni</strong> dovrebbe verificare la presenza dei requisiti di legge e comunicare alla banca il risultato dell&#8217;istruttoria. In caso di risultato positivo, la banca in novanta giorni dovrebbe deliberare definitivamente, erogare il mutuo e comunicare alla Consap il compimento dell&#8217;operazione.</p>
<p style="text-align: justify;">Sul sito <a href="https://www.consap.it/" target="_blank">Consap.it</a>, oltre all&#8217;elenco di tutte le altre categorie che possono essere interessate a richiedere la garanzia, come ad esempio <strong>giovani sotto i trentasei anni e nuclei familiari con determinati valori di Isee</strong>, è disponibile l&#8217;elenco delle banche aderenti all&#8217;iniziativa, con le condizioni che pongono per adeguarsi alle misure stabilite dalla Consap in caso di difficoltà. È interessante notare che le condizioni messe dalle banche e gli eventi che determinano l&#8217;intervento delle misure di sostegno variano da banca a banca. Per esempio, per il <strong>Credit Agricole Italia S.p.A.</strong>, gli eventi che determinano le misure di sostegno sono: riduzione del reddito del 20% rispetto all&#8217;anno precedente, nascita o adozione di un figlio. <strong>Banca Intesa</strong> interviene invece nel caso di arrivo di spese impreviste o temporanee difficoltà anche in conseguenza della diminuzione del reddito familiare. La valutazione finale del credito è a discrezione dell&#8217;istituto bancario: le banche sono molto prudenti e non sono obbligate all&#8217;erogazione del mutuo, eseguono in ogni caso un&#8217;istruttoria minuziosa sulla stabilità lavorativa e sul reddito del richiedente.</p>
<p style="text-align: justify;">È importante per il cittadino tenere presente che questa misura <strong>non è un contributo a fondo perduto</strong> e neppure un finanziamento diretto. Se il cittadino non puo&#8217; più pagare il mutuo, la banca viene rimborsata dallo Stato, ma il mutuatario è comunque obbligato alla restituzione integrale allo Stato degli importi pagati dal fondo, che saranno recuperati senza possibilità di trattativa anche con iscrizioni a ruolo ed eventuali pignoramenti.</p>
<p style="text-align: justify;">Inoltre, nel caso della garanzia concessa ai cittadini con disabilità, <strong>il limite dell&#8217;Isee non superiore a 40.000 euro annui sembra troppo basso</strong> e probabilmente andrebbe innalzato, come è stato fatto per le famiglie numerose, perchè il cittadino che ha un Isee superiore a questa cifra e invece elevate spese per l&#8217;assistenza, comunque non rientra nella misura che però, nonostante le sue criticità, può essere uno strumento valido per arrivare all&#8217;importante traguardo del possesso della prima abitazione.</p>
<p style="text-align: right;">(Lilia Milano)</p>
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		<title>È in arrivo la multa per chi attraversa con il telefono in mano</title>
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		<pubDate>Sat, 12 Sep 2026 09:28:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>FinestrAperta</dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<h2 style="text-align: justify;">Una misura necessaria per arginare un pericoloso fenomeno di mal costume</h2>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-31789" alt="surprising_media-woman-6894424_1920" src="https://www.finestraperta.it/wp-content/uploads/2026/09/surprising_media-woman-6894424_1920.jpg" width="1920" height="1280" /></p>
<p>Quante volte ci siamo trovati a “benedire” chi attraversa la strada in maniera distratta dall’utilizzo dello smartphone? Quanta superficialità in un gesto che richiede la massima attenzione, a costo della propria vita.</p>
<p style="text-align: justify;">La norma si è resa necessaria considerata la presenza, sempre più alienante, dei cellulari nella quotidianità e nei comportamenti delle persone; la proposta ministeriale punta a rivedere le regole di condotta dei pedoni cercando di contrastare la distrazione sulla strada. Resterebbe comunque consentito telefonare mentre si cammina sul marciapiede; la multa sarebbe in arrivo solo se si utilizzano i dispositivi elettronici durante l’attraversamento sulle strisce o fuori da esse. L&#8217;uso di auricolari e vivavoce resterebbe concesso a patto che il loro utilizzo faccia sì che i sensi restino all’erta.</p>
<p style="text-align: justify;">La misura fa parte di una bozza di riforma del codice della strada: <strong>una sanzione di 75 euro è prevista per chi attraversa la strada</strong>, sia dentro che fuori dalle strisce pedonali, distratto dallo smartphone o altri dispositivi elettronici.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La norma è solo una proposta</strong> inserita nel testo di revisione e deve ancora completare l&#8217;iter parlamentare e l&#8217;approvazione definitiva. Di conseguenza, oggi, nessun pedone può essere multato per questo motivo in Italia.</p>
<p style="text-align: justify;">Le nuove regole non sono definitive e non sono ancora entrate in vigore, si tratta di un documento del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti sottoposto alla fase di consultazione, ma se la proposta di legge passerà, riusciranno i nostri eroi a far rispettare le regole? Del resto, <strong>già dopo il 2024, si sono inasprite le norme per chi viene sorpreso con il telefono alla guida</strong>: multa da 250 a 1.000 euro; taglio di 5 punti dalla patente; sospensione della patente da 15 giorni a 2 mesi.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Ma, a che servono le leggi se non vengono rispettate?</strong> Nonostante le norme siano più severe già da un paio d’anni, sempre più spesso, quando ci accorgiamo che qualcuno davanti a noi sbanda, rallenta o non riparte in prossimità di un semaforo verde, la spiegazione è sempre la stessa: ha in mano uno smartphone!</p>
<p style="text-align: right;">(Tiziana Rinaldi)</p>
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