<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>FinestrAperta.it &#187; Tra le Righe | FinestrAperta.it</title>
	<atom:link href="https://www.finestraperta.it/category/tra-le-righe/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.finestraperta.it</link>
	<description></description>
	<lastBuildDate>Wed, 14 Oct 2026 09:49:41 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.5.2</generator>
		<item>
		<title>Parliamo di poesia con il poeta Leonardo Tonini</title>
		<link>https://www.finestraperta.it/parliamo-di-poesia-con-lautore-leonardo-tonini/</link>
		<comments>https://www.finestraperta.it/parliamo-di-poesia-con-lautore-leonardo-tonini/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 01 Aug 2023 18:05:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elisa Marino</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arte]]></category>
		<category><![CDATA[Intervista]]></category>
		<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[Magazine]]></category>
		<category><![CDATA[Tra le Righe]]></category>
		<category><![CDATA[A metà del vivere]]></category>
		<category><![CDATA[Leonardo Tonini]]></category>
		<category><![CDATA[poesie]]></category>
		<category><![CDATA[SP - Scrivere Poesia]]></category>

		<guid isPermaLink="false">https://www.finestraperta.it/?p=28304</guid>
		<description><![CDATA[ Leonardo Tonini, la penna dietro A metà del vivere, la raccolta di poesie edita dalla casa editrice SP &#8211; Scrivere Poesia, ci racconta del suo rapporto con questa forma d&#8217;arte[...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h2 style="text-align: justify"><strong> Leonardo Tonini, la penna dietro <em>A metà del vivere</em>, la raccolta di poesie edita dalla casa editrice <em>SP &#8211; Scrivere Poesia, </em>ci racconta del suo rapporto con questa forma d&#8217;arte e di questo suo libro pubblicato ad aprile 2023</strong></h2>
<div id="attachment_28316" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><img class="size-medium wp-image-28316" alt="Leonardo Tonini a Bologna nel 2022, foto di Giovanna Dell’Acqua" src="https://www.finestraperta.it/wp-content/uploads/2023/08/DSC7180-300x200.jpg" width="300" height="200" /><p class="wp-caption-text">Leonardo Tonini a Bologna nel 2022, foto di Giovanna Dell’Acqua</p></div>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify">In attesa di ascoltarlo ai microfoni della rubrica <em>Tra le Righe</em> di <em>Radio FinestrAperta</em>, gli abbiamo chiesto di parlarci della sua poesia e  delle ragioni che lo hanno spinto verso la decisione di condividere i ricavi della vendita della sua opera con l&#8217;Anfass.</p>
<p style="text-align: justify"><b>Come è iniziato il Suo rapporto con la poesia?</b></p>
<p style="text-align: justify">&#8220;Non si inizia un rapporto con l’arte se non molto presto, all’asilo per esempio. Solo che a quel tempo non la chiamiamo arte, prima la musica, i disegni e solo dopo le parole. All’inizio sono forme di espressione e per qualcuno rimangono forme di espressione per tutta la vita. Diventa arte quando si comincia a riflettere sul mezzo espressivo. Molti sedicenti poeti non arrivano mai a questa seconda fase&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify"><b>Cosa significa scrivere poesie per Lei?</b></p>
<p style="text-align: justify">&#8220;Non lo so, credo che per un artista non sia possibile farne a meno. Il pittore non può fare a meno di dipingere, il musicista di suonare. E questo avviene ogni giorno; si possono saltare dei giorni, ma significa essere in sofferenza&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify"><b>La Sua raccolta pubblicata si intitola <em>A metà del vivere</em>, ci può parlare di questo titolo?</b></p>
<p style="text-align: justify">&#8220;<em>A metà del vivere</em> è il titolo di una poesia di Hölderlin, un poeta tra i più grandi. Morì pazzo dopo aver vissuto trent&#8217;anni in una torre. Nonostante la malattia mentale, schizofrenia probabilmente, non smise mai di scrivere poesie di una bellezza straordinaria&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify"><b>Quali sono i temi centrali della Sua poesia? Perché ha sentito la necessità di parlarne?</b></p>
<p style="text-align: justify">&#8220;Lavoro su diversi tavoli, seguo filoni diversi che si creano negli anni. Ho iniziato la serie di <em>A metà del vivere</em> nel 2014, quasi dieci anni fa. Una parte delle poesie contenute nel libro era uscita in Svizzera, a Lugano, grazie a Mauro Valsangiacomo della <em>Chiara Fonte</em>&#8220;.</p>
<p style="text-align: justify"><b>Come definirebbe il Suo stile poetico? </b></p>
<p style="text-align: justify">&#8220;È stato definito &#8216;realismo etico&#8217; da Giuseppe Cerbino, mi piace come definizione&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify"><b>A quale Onlus ha deciso di devolvere una parte dei ricavi di questo libro?<br />
</b></p>
<p style="text-align: justify">&#8220;Si è deciso insieme a Pietro Fratta di devolvere ad Anffas. Con loro avevo un debito, involontario ma sempre un debito. Molti anni fa scrivevo per <em>La Gazzetta di Mantova</em>, avevo intervistato dei ragazzi che facevano un dopo scuola organizzato da Anffas, che come sappiamo si occupa di persone con disabilità intellettive e dei loro familiari. Avevo promesso loro che l’intervista sarebbe andata sul giornale e anche le foto, perché così mi era stato detto dalla redazione. Il giorno dopo ci fu un cambio di programma e uscì l’intervista a una parlamentare del Movimento Sociale Italiano solo perché era in visita in città. Questo è stato un modo per ripagare quei ragazzi di una promessa non mantenuta&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify"><b>Cos’è per Lei il progresso in relazione con la natura e la vita umana? </b></p>
<p style="text-align: justify">&#8220;Il progresso è puramente tecnologico, la tecnologia è l’unica cosa che è continuamente progredita dalle piramidi a noi. Sul progresso del diritto si discute, altri progressi vengono oggi messi in discussione. Siamo più progrediti noi occidentali che inquiniamo e distruggiamo le risorse naturali o l’indio nella foresta amazzonica che vive in sintonia con la natura? La vita umana è invece un percorso individuale tra la nascita e la morte, ognuno cerca di tirare avanti come può. Pensare che ci sia un modello da seguire significa creare una gerarchia tra chi più si avvicina al modello e chi più si allontana. E da qui ai campi di concentramento il passo è breve&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify"><b>Sta già lavorando ad altre poesie?</b></p>
<p style="text-align: justify">&#8220;La poesia è un continuo dialogo con se stessi. Ogni tanto ci si siede al tavolo e si scrive&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify"><b>Ci può parlare del Suo metodo creativo, come ha l’ispirazione, come le vengono in mente le poesie?</b></p>
<p style="text-align: justify">&#8220;La storia dietro alle poesie di <em>A metà del vivere</em> è semplice. Stavo attraversando un brutto periodo, come ne succedono a tutti gli esseri umani, per distrarmi ho fatto un viaggio in bicicletta per le zone della Bassa Bresciana e nel mentre mi è capitata una cosa curiosa. Ho visto il paesaggio che andavo attraversando come frutto del lavoro e dei desideri della gente che lo abitava, dal Medioevo a oggi. E mi sono chiesto: che cosa ha veramente voluto chi ha trasformato il territorio padano in quello che vediamo oggi? E soprattutto: che cosa vogliamo oggi? I miei genitori, i genitori di chi ha la mia età, cercavano di dare una casa a ogni figlio, di lasciare una eredità, un campo, una azienda, anche una istruzione. Questa è stata una grande spinta che ha dato un significato alle vite dei nostri genitori; oggi però abbiamo il drammatico problema di non avere figli. Quindi quando sento dire: che mondo lasceremo ai nostri figli? Io mi domando: quali figli? Il problema di oggi è molto più grave di quello che si vuole intendere. Nelle mie poesie cerco una luce nel fitto buio&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify"><b>Ci sono degli autori, degli artisti che hanno influenzato il suo processo creativo, il suo stile?</b></p>
<p style="text-align: justify">&#8220;Leggo poeti e leggo riflessioni sulla poesia, come quelle di Benedetto Croce. Oggi si ritiene inutile leggere critica letteraria, ma è un errore perché la critica rende visibile il lavoro che il poeta giustamente nasconde. Una poesia anche quando appare semplice e chiara è frutto di un duro lavoro. Pensiamo a Saba o a Penna, è una semplicità, la loro, conquistata a caro prezzo. Saba si rifaceva ai petrarchisti del Millecinquecento, Penna prende in considerazione la poesia araba e persiana. Senza questo lavoro la poesia può al massimo essere come il tormentone estivo, una poesia di consumo. E il consumo appunto non prevede il futuro. Ed è appunto il futuro ciò che oggi fa più paura&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify"><b>Come mai ha deciso di pubblicare con <em>SP &#8211; Scrivere Poesia</em>?</b></p>
<p style="text-align: justify">&#8220;È l’editore che decide cosa pubblicare, bisognerebbe rivolgere la domanda a lui. Con Pietro non siamo sempre sulla stessa linea d’onda, ma è una persona intelligente e generosa, con cui si può parlare francamente. È animato da un grande amore per la poesia e dalla visione che il bene prima o poi ripaghi la fatica. Due forze invincibili&#8221;.</p>
<p style="text-align: right">(Elisa Marino)</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.finestraperta.it/parliamo-di-poesia-con-lautore-leonardo-tonini/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Redattori e redattrici di Radio FinestrAperta: che fine hanno fatto?</title>
		<link>https://www.finestraperta.it/redattori-e-redattrici-di-radio-finestraperta-che-fine-hanno-fatto/</link>
		<comments>https://www.finestraperta.it/redattori-e-redattrici-di-radio-finestraperta-che-fine-hanno-fatto/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 06 Jul 2022 16:14:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>FinestrAperta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ai Confini del Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[Andiamo al cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Campi e Campioni]]></category>
		<category><![CDATA[Dritte e Diritti]]></category>
		<category><![CDATA[Emotivamente]]></category>
		<category><![CDATA[Il granello di sale]]></category>
		<category><![CDATA[Il riso abbonda]]></category>
		<category><![CDATA[Intervista]]></category>
		<category><![CDATA[Ludoteca]]></category>
		<category><![CDATA[Magazine]]></category>
		<category><![CDATA[Radio]]></category>
		<category><![CDATA[Roba da Servizio Civile]]></category>
		<category><![CDATA[The Sound of Silence]]></category>
		<category><![CDATA[Tra le Righe]]></category>
		<category><![CDATA[Uildm]]></category>
		<category><![CDATA[un anno di volontà]]></category>
		<category><![CDATA[volontariato]]></category>
		<category><![CDATA[Radio FinestrAperta Party]]></category>
		<category><![CDATA[redattori]]></category>
		<category><![CDATA[testimonianze]]></category>

		<guid isPermaLink="false">https://www.finestraperta.it/?p=26737</guid>
		<description><![CDATA[Riascoltiamo le testimonianze di chi ha condiviso con noi una parte della propria vita e scopriamo cosa fanno oggi C&#8217;è chi ha scritto un libro, chi fa il giornalista, chi[...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h2 style="text-align: justify;">Riascoltiamo le testimonianze di chi ha condiviso con noi una parte della propria vita e scopriamo cosa fanno oggi</h2>
<div id="attachment_26743" class="wp-caption aligncenter" style="width: 2058px"><img class="size-full wp-image-26743" alt="Un momento del Radio FinestrAperta Party" src="https://www.finestraperta.it/wp-content/uploads/2022/07/radio.jpeg" width="2048" height="921" /><p class="wp-caption-text">Un momento del Radio FinestrAperta Party</p></div>
<p style="text-align: justify;">C&#8217;è chi ha scritto un libro, chi fa il giornalista, chi è attivo nel campo associativo, chi ha deciso di mettersi al servizio degli altri. Hanno tutti qualcosa in comune: sono stati, o sono tuttora, redattori volontari di <em>Radio FinestrAperta.</em></p>
<p style="text-align: justify;">In questi dieci anni di attività, di persone passate per la redazione ne sono passate tante, davvero tante. <strong>Ognuna di loro ha condiviso giorni, mesi e molte volte anni della propria vita con noi</strong>, abbracciando questo progetto editoriale che, dal 2012, ogni giorno informa, intrattiene e racconta il mondo delle persone con disabilità a chi lo vive e a chi non lo conosce.</p>
<p style="text-align: justify;">Ragazzi, ragazze, persone con e senza disabilità, italiane e straniere, tutte accomunate dalla passione per il mezzo radiofonico e dalla <strong>voglia di esprimersi</strong>, indagando i temi del sociale. Le redattrici e i redattori volontari di <em>Radio FinestrAperta</em> hanno curato decine di programmi, preparato scalette, condotto interviste, gestito regia e aspetti tecnici di trasmissioni di ogni tipo. Alcuni di loro sono ancora con noi dopo tanti anni, altri hanno preso la loro strada.</p>
<p style="text-align: justify;">In occasione del <em>Radio FinestrAperta</em> <em>Party</em>, svoltosi il 10 giugno 2022 per celebrare i primi dieci anni di attività della web radio della UILDM LAZIO, abbiamo raggiunto molti di loro e ci siamo fatti raccontare il proprio percorso all&#8217;interno della redazione. È stato emozionante ascoltare nuovamente le voci di chi ci ha frequentati in questo decennio e scoprire che <strong>l&#8217;affetto nei confronti di <em>Radio FinestrAperta</em> non è mutato nel tempo</strong>. Ed è stato motivo di orgoglio scoprire che, dopo averci conosciuti, tanti di loro hanno intrapreso dei <strong>percorsi di vita legati alla comunicazione, alla solidarietà, all&#8217;attivismo nella difesa dei diritti</strong>: un segno tangibile del fatto che l&#8217;esperienza all&#8217;interno della nostra redazione ha influito positivamente nelle vite di tante persone.</p>
<p style="text-align: justify;">Pieni di gratitudine, riascoltiamo le testimonianze di alcuni di loro e scopriamo che fine hanno fatto attraverso questi podcast.</p>
<p><iframe src="https://www.mixcloud.com/widget/iframe/?hide_cover=1&amp;mini=1&amp;light=1&amp;feed=%2FFinestrAperta%2F10062022-radio-finestraperta-party-manuel-tartaglia%2F" height="60" width="560" frameborder="0"></iframe></p>
<p><iframe src="https://www.mixcloud.com/widget/iframe/?hide_cover=1&amp;mini=1&amp;light=1&amp;feed=%2FFinestrAperta%2F10062022-radio-finestraperta-party-davide-montesi%2F" height="60" width="560" frameborder="0"></iframe></p>
<p><iframe src="https://www.mixcloud.com/widget/iframe/?hide_cover=1&amp;mini=1&amp;light=1&amp;feed=%2FFinestrAperta%2F10062022-radio-finestraperta-party-emanuela-astolfi%2F" height="60" width="560" frameborder="0"></iframe></p>
<p><iframe src="https://www.mixcloud.com/widget/iframe/?hide_cover=1&amp;mini=1&amp;light=1&amp;feed=%2FFinestrAperta%2F10062022-radio-finestraperta-party-davide-garritano%2F" height="60" width="560" frameborder="0"></iframe></p>
<p><iframe src="https://www.mixcloud.com/widget/iframe/?hide_cover=1&amp;mini=1&amp;light=1&amp;feed=%2FFinestrAperta%2F10062022-radio-finestraperta-party-massimo-guitarrini-edoardo%2F" height="60" width="560" frameborder="0"></iframe></p>
<p><iframe src="https://www.mixcloud.com/widget/iframe/?hide_cover=1&amp;mini=1&amp;light=1&amp;feed=%2FFinestrAperta%2F10062022-radio-finestraperta-party-giuseppe-franchina%2F" height="60" width="560" frameborder="0"></iframe></p>
<p><iframe src="https://www.mixcloud.com/widget/iframe/?hide_cover=1&amp;mini=1&amp;light=1&amp;feed=%2FFinestrAperta%2F10062022-radio-finestraperta-party-gianfranco-scarpone-elisa-marino%2F" height="60" width="560" frameborder="0"></iframe></p>
<p><iframe src="https://www.mixcloud.com/widget/iframe/?hide_cover=1&amp;mini=1&amp;light=1&amp;feed=%2FFinestrAperta%2F10062022-radio-finestraperta-party-giorgio-decclesia%2F" height="60" width="560" frameborder="0"></iframe></p>
<p><iframe src="https://www.mixcloud.com/widget/iframe/?hide_cover=1&amp;mini=1&amp;light=1&amp;feed=%2FFinestrAperta%2F10062022-radio-finestraperta-party-daniela-myr%2F" height="60" width="560" frameborder="0"></iframe></p>
<p><iframe src="https://www.mixcloud.com/widget/iframe/?hide_cover=1&amp;mini=1&amp;light=1&amp;feed=%2FFinestrAperta%2F10062022-radio-finestraperta-party-roberta-latella%2F" height="60" width="560" frameborder="0"></iframe></p>
<p><iframe src="https://www.mixcloud.com/widget/iframe/?hide_cover=1&amp;mini=1&amp;light=1&amp;feed=%2FFinestrAperta%2F10062022-radio-finestraperta-party-daniele-risa%2F" height="60" width="560" frameborder="0"></iframe></p>
<p><iframe src="https://www.mixcloud.com/widget/iframe/?hide_cover=1&amp;mini=1&amp;light=1&amp;feed=%2FFinestrAperta%2F10062022-radio-finestraperta-party-gabriele-di-mario%2F" height="60" width="560" frameborder="0"></iframe></p>
<p><iframe src="https://www.mixcloud.com/widget/iframe/?hide_cover=1&amp;mini=1&amp;light=1&amp;feed=%2FFinestrAperta%2F10062022-radio-finestraperta-party-lucia-romani%2F" height="60" width="560" frameborder="0"></iframe></p>
<p><iframe src="https://www.mixcloud.com/widget/iframe/?hide_cover=1&amp;mini=1&amp;light=1&amp;feed=%2FFinestrAperta%2F10062022-radio-finestraperta-party-angelo-andrea-vegliante%2F" height="60" width="560" frameborder="0"></iframe></p>
<p><iframe src="https://www.mixcloud.com/widget/iframe/?hide_cover=1&amp;mini=1&amp;light=1&amp;feed=%2FFinestrAperta%2F10062022-radio-finestraperta-party-alexandra-kous%2F" height="60" width="560" frameborder="0"></iframe></p>
<p><iframe src="https://www.mixcloud.com/widget/iframe/?hide_cover=1&amp;mini=1&amp;light=1&amp;feed=%2FFinestrAperta%2F10062022-radio-finestraperta-party-alessandro-lazzari-marina-lazzari%2F" height="60" width="560" frameborder="0"></iframe></p>
<p><iframe src="https://www.mixcloud.com/widget/iframe/?hide_cover=1&amp;mini=1&amp;light=1&amp;feed=%2FFinestrAperta%2F10062022-radio-finestraperta-party-enrichetta-alimena%2F" height="60" width="560" frameborder="0"></iframe></p>
<p><iframe src="https://www.mixcloud.com/widget/iframe/?hide_cover=1&amp;mini=1&amp;light=1&amp;feed=%2FFinestrAperta%2F10062022-radio-finestraperta-party-angelica-giordano-tiziano-damico-sara-faccenna%2F" height="60" width="560" frameborder="0"></iframe></p>
<p><iframe src="https://www.mixcloud.com/widget/iframe/?hide_cover=1&amp;mini=1&amp;light=1&amp;feed=%2FFinestrAperta%2F10062022-radio-finestraperta-party-andrea-desideri%2F" height="60" width="560" frameborder="0"></iframe></p>
<p><iframe src="https://www.mixcloud.com/widget/iframe/?hide_cover=1&amp;mini=1&amp;light=1&amp;feed=%2FFinestrAperta%2F10062022-radio-finestraperta-party-morena-burattini%2F" height="60" width="560" frameborder="0"></iframe></p>
<p><iframe src="https://www.mixcloud.com/widget/iframe/?hide_cover=1&amp;mini=1&amp;light=1&amp;feed=%2FFinestrAperta%2F10062022-radio-finestraperta-party-marcello-tomassetti-alessandro-fontanazza%2F" height="60" width="560" frameborder="0"></iframe></p>
<p><iframe src="https://www.mixcloud.com/widget/iframe/?hide_cover=1&amp;mini=1&amp;light=1&amp;feed=%2FFinestrAperta%2F10062022-radio-finestraperta-party-giulia-le-pera-melissa-mattiocco%2F" height="60" width="560" frameborder="0"></iframe></p>
<p><iframe src="https://www.mixcloud.com/widget/iframe/?hide_cover=1&amp;mini=1&amp;light=1&amp;feed=%2FFinestrAperta%2F10062022-radio-finestraperta-party-vito-poredos%2F" height="60" width="560" frameborder="0"></iframe></p>
<p><iframe src="https://www.mixcloud.com/widget/iframe/?hide_cover=1&amp;mini=1&amp;light=1&amp;feed=%2FFinestrAperta%2F10062022-radio-finestraperta-party-sandra-prez%2F" height="60" width="560" frameborder="0"></iframe></p>
<p><iframe src="https://www.mixcloud.com/widget/iframe/?hide_cover=1&amp;mini=1&amp;light=1&amp;feed=%2FFinestrAperta%2F10062022-radio-finestraperta-party-claudio-buonfiglio%2F" height="60" width="560" frameborder="0"></iframe></p>
<p><iframe src="https://www.mixcloud.com/widget/iframe/?hide_cover=1&amp;mini=1&amp;light=1&amp;feed=%2FFinestrAperta%2F10062022-radio-finestraperta-party-elise-contion%2F" height="60" width="560" frameborder="0"></iframe></p>
<p><iframe src="https://www.mixcloud.com/widget/iframe/?hide_cover=1&amp;mini=1&amp;light=1&amp;feed=%2FFinestrAperta%2F10062022-radio-finestraperta-party-graziano-rossi%2F" height="60" width="560" frameborder="0"></iframe></p>
<p><iframe src="https://www.mixcloud.com/widget/iframe/?hide_cover=1&amp;mini=1&amp;light=1&amp;feed=%2FFinestrAperta%2F10062022-radio-finestraperta-party-marilena-ridolfi%2F" height="60" width="560" frameborder="0"></iframe></p>
<p><iframe src="https://www.mixcloud.com/widget/iframe/?hide_cover=1&amp;mini=1&amp;light=1&amp;feed=%2FFinestrAperta%2F10062022-radio-finestraperta-party-manu%C3%A8l%2F" height="60" width="560" frameborder="0"></iframe></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.finestraperta.it/redattori-e-redattrici-di-radio-finestraperta-che-fine-hanno-fatto/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Podcast: riflessioni dall&#8217;isolamento</title>
		<link>https://www.finestraperta.it/podcast-riflessioni-dallisolamento/</link>
		<comments>https://www.finestraperta.it/podcast-riflessioni-dallisolamento/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 09 Apr 2020 13:42:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>FinestrAperta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Arte]]></category>
		<category><![CDATA[Magazine]]></category>
		<category><![CDATA[Opinione]]></category>
		<category><![CDATA[Radio]]></category>
		<category><![CDATA[Tra le Righe]]></category>
		<category><![CDATA[coronavirus]]></category>
		<category><![CDATA[cultura]]></category>
		<category><![CDATA[isolamento]]></category>
		<category><![CDATA[pandemia]]></category>

		<guid isPermaLink="false">https://www.finestraperta.it/?p=22634</guid>
		<description><![CDATA[Una puntata speciale di Tra le Righe: diamo un senso a questa pandemia. O perlomeno ci proviamo Malattia, isolamento, pericolo, sussidiarietà, ma soprattutto cultura: quale il suo ruolo ora e[...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h2 style="text-align: justify;">Una puntata speciale di <em>Tra le Righe</em>: diamo un senso a questa pandemia. O perlomeno ci proviamo</h2>
<p><iframe src="https://www.mixcloud.com/widget/iframe/?hide_cover=1&amp;mini=1&amp;light=1&amp;feed=%2FFinestrAperta%2F08042020-tra-le-righe-riflessioni-dallisolamento%2F" height="60" width="560" frameborder="0"></iframe></p>
<p style="text-align: justify;">Malattia, isolamento, pericolo, sussidiarietà, ma soprattutto<strong> cultura</strong>: quale il suo ruolo ora e dopo? Protagoniste di questa puntata speciale di <em>Tra le Righe</em> sono le <strong>undici voci</strong> di persone che operano nei campi della letteratura, dell&#8217;insegnamento e della comunicazione, che abbiamo invitato a riflettere sull&#8217;<strong>evento storico</strong> che stiamo vivendo.</p>
<p style="text-align: justify;">Il podcast è frutto della collaborazione tra <em>Radio FinestrAperta</em> e <a href="https://www.passaportonansen.it/" target="_blank"><em>Passaporto Nansen</em></a>. Con le voci di Angelo Deiana, Dario Pontuale, Andrea Comincini, Elisa Toma, Manuela Marsili, Silvia Morgani, Maria Letizia Perrini, Emiliano Sabadello, Alex Piovan e Manuel Tartaglia.</p>
<div id="attachment_22640" class="wp-caption aligncenter" style="width: 632px"><img class="size-large wp-image-22640" alt="Riflessioni dall'isolamento" src="https://www.finestraperta.it/wp-content/uploads/2020/04/city-4991094_1920-1024x576.jpg" width="622" height="349" /><p class="wp-caption-text">Riflessioni dall&#8217;isolamento</p></div>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.finestraperta.it/podcast-riflessioni-dallisolamento/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>&#8220;Tra le Righe&#8221;: questioni di immagine</title>
		<link>https://www.finestraperta.it/tra-le-righe-questioni-di-immagine/</link>
		<comments>https://www.finestraperta.it/tra-le-righe-questioni-di-immagine/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 07 Mar 2020 13:44:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>FinestrAperta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arte]]></category>
		<category><![CDATA[Intervista]]></category>
		<category><![CDATA[Radio]]></category>
		<category><![CDATA[Tra le Righe]]></category>
		<category><![CDATA[Chili di Libri]]></category>
		<category><![CDATA[Eclissi]]></category>
		<category><![CDATA[Le nostre anime di notte]]></category>
		<category><![CDATA[Manuela Marsili]]></category>
		<category><![CDATA[Modus Legendi]]></category>
		<category><![CDATA[Passaporto Nansen]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.finestraperta.it/?p=22376</guid>
		<description><![CDATA[L’uso delle immagini nella contemporaneità: una riflessione su immagini, stereotipi, attraverso la storia dell’arte e della società Nella puntata del 9 marzo 2020 di Tra le Righe approfondiremo il tema[...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h2 style="text-align: justify;">L’uso delle immagini nella contemporaneità: una riflessione su immagini, stereotipi, attraverso la storia dell’arte e della società</h2>
<div id="attachment_22379" class="wp-caption aligncenter" style="width: 1610px"><img class="size-full wp-image-22379" alt="La Venere di Botticelli" src="http://www.finestraperta.it/wp-content/uploads/2020/03/Particolare-volto-Venere-Afrodite-Nascita-Venere-Botticelli.jpg" width="1600" height="960" /><p class="wp-caption-text">La Venere di Botticelli</p></div>
<p style="text-align: justify;">Nella puntata del <strong>9 marzo 2020</strong> di <em>Tra le Righe</em> approfondiremo il tema dell’importanza e dell’uso delle <strong>immagini nella storia</strong>, con un focus particolare sulla storia dell’arte e sull’uso delle immagini artistiche nell’epoca contemporanea.</p>
<p style="text-align: justify;">Ad accompagnarci in questo viaggio ci sarà <strong>Manuela Marsili, insegnante di storia dell’arte</strong>, che ci porterà dal passato al presente, aiutandoci a comprendere le problematiche attualmente legate al tema dell’uso delle immagini e la diffusione, il radicamento di stereotipi che l’abuso della comunicazione figurativa alimenta. <strong>Donne, politica, discriminazioni</strong>: quanto subiscono l&#8217;influenza delle immagini?</p>
<p style="text-align: justify;">Nell&#8217;ultima parte della trasmissione <strong>parleremo dell&#8217;iniziativa di <em>Eclissi</em> e dell’iniziativa <em>Modus Legendi</em></strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Non mancherà la recensione: questa volta è il turno di <strong><em>Le nostre anime di notte</em> (<em>NN Editore</em>)</strong>, di Kent Haruf.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Tra le Righe</em>, in collaborazione con <a href="https://www.passaportonansen.it/"><em>Passaporto Nansen</em></a> e <a href="https://chilidilibri.altervista.org/"><em>Chili di Libri</em></a>, è in onda i lunedì alle 11:30 e i mercoledì alle 9:00.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.finestraperta.it/tra-le-righe-questioni-di-immagine/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Investigazioni nella valle perduta</title>
		<link>https://www.finestraperta.it/investigazioni-nella-valle-perduta/</link>
		<comments>https://www.finestraperta.it/investigazioni-nella-valle-perduta/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 23 Nov 2019 11:54:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>FinestrAperta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Extra]]></category>
		<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[Magazine]]></category>
		<category><![CDATA[Radio]]></category>
		<category><![CDATA[Tra le Righe]]></category>
		<category><![CDATA[Ilaria Tuti]]></category>
		<category><![CDATA[Ninfa Dormiente]]></category>
		<category><![CDATA[recensione]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.finestraperta.it/?p=21761</guid>
		<description><![CDATA[Tra le Righe: il thriller di Ilaria Tuti ci porta in una terra, sì italiana, ma la cui popolazione ha dei geni che vengono da molto lontano Ninfa Dormiente –[...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h3 style="text-align: justify;"><em>Tra le Righe</em>: il thriller di Ilaria Tuti ci porta in una terra, sì italiana, ma la cui popolazione ha dei geni che vengono da molto lontano</h3>
<div id="attachment_21764" class="wp-caption aligncenter" style="width: 1060px"><img class="size-full wp-image-21764" alt="Un dettaglio della copertina di Ninfa Dormiente" src="http://www.finestraperta.it/wp-content/uploads/2019/11/71U7pDrv65L1.jpg" width="1050" height="590" /><p class="wp-caption-text">Un dettaglio della copertina di Ninfa Dormiente</p></div>
<h3 style="text-align: justify;"><em>Ninfa Dormiente</em> – Ilaria Tuti (<em>Longanesi</em>)</h3>
<p style="text-align: justify;"><strong>Dal sito dell’editore</strong></p>
<p style="text-align: justify;">“Li chiamano &#8216;cold case&#8217;, e sono gli unici di cui posso occuparmi ormai. Casi freddi, come il vento che spira tra queste valli, come il ghiaccio che lambisce le cime delle montagne. Violenze sepolte dal tempo e che d’improvviso riaffiorano, con la crudele perentorietà di un enigma. Ma ciò che ho di fronte è qualcosa di più cupo e più complicato di quanto mi aspettavo. Il male ha tracciato un disegno e a me non resta che analizzarlo minuziosamente e seguire le tracce, nelle valli più profonde, nel folto del bosco che rinasce a primavera. Dovrò arrivare fin dove gli indizi mi porteranno. E fin dove le forze della mia mente mi sorreggeranno. Mi chiamo Teresa Battaglia e sono un commissario di polizia specializzato in profiling. Ogni giorno cammino sopra l’inferno, ogni giorno l’inferno mi abita e mi divora. Perché c’è qualcosa che, poco a poco, mi sta consumando come fuoco. Il mio lavoro, la mia squadra, sono tutto per me. Perderli sarebbe come se mi venisse strappato il cuore dal petto. Eppure, questa potrebbe essere l’ultima indagine che svolgerò. E, per la prima volta nella mia vita, ho paura di non poter salvare nessuno, nemmeno me stessa”.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Recensione</strong></p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;">Guerriera… Una poliziotta, forse. Una donna di sessant’anni, malata, che cerca di fare l’eroina e invece non è nemmeno più capace di dare un nome alle cose&#8221;.</p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify;">Amo Teresa Battaglia, Massimo Marini e Ilaria Tuti. Si può dire? Mi piace moltissimo quest’autrice, di cui ho letto entrambi i thriller, avvincenti e interessanti, per nulla banali né scontati.</p>
<p style="text-align: justify;">Teresa Battaglia e la sua squadra sono chiamati a risolvere un caso vecchio di settant’anni. Un quadro dipinto alla fine della guerra, con un “ingrediente” particolare, unico. Dovranno capire che cosa è successo, perché quel quadro è stato dipinto in quel modo? E chi era la ragazza dipinta? Una ragazza bellissima, dai tratti quasi esotici. L’autore, Alessio Andrian, è davvero il suo assassino? E perché non parla? Ci sarà un modo per entrare in contatto con lui, per oltrepassare quel muro di ostinato silenzio. Teresa Battaglia lo deve trovare, se vuole risolvere il caso. E se c’è qualcuno che può farlo, è lei, nessun altro.</p>
<p style="text-align: justify;">La ricerca della verità li porterà in una valle chiusa, la cui popolazione ha mantenuto intatta la propria discendenza nel corso dei secoli. Il loro genoma è assimilabile a quello delle popolazioni del Mar Caspio, invariato da 1400 anni. Come può essere?</p>
<p style="text-align: justify;">Amo quando un libro ti insegna cose che non sapevi. Ilaria Tuti ancora una volta ci porta in luoghi poco raccontati, nelle sue terre di confine, in una regione che non è sempre stata tutta italiana, una zona dove convivono, più o meno volontariamente, popoli di origini diverse, culture miste. Ci porta in mezzo a una popolazione orgogliosa, che mantiene un forte legame con le proprie origini e con la terra, con le tradizioni e coi canti; ninna nanna che è anche canto funebre, saggezza antica e rimedi naturali, la tendenza a voler essere come gli altri e la voglia di mantenere intatte le proprie caratteristiche e rivendicare con orgoglio le proprie radici. Una popolazione la cui lingua è diversa, unica. Né italiana né slava. Un gruppo che è riuscito a mantenere la propria identità, che ha sempre sostenuto la propria unicità, ancora prima che lo studio del DNA lo confermasse.</p>
<p style="text-align: justify;">In tutto questo, Teresa deve combattere contro demoni personali, fronteggiare il futuro che sembra sempre più confuso e un passato che ancora le chiede il conto. E anche Marini ha i suoi demoni da affrontare. Il passato non è sepolto, senz’altro non dimenticato, le conseguenze sono attuali, inevitabili. Un libro in cui presente e passato si mischiano di continuo. Il presente come risultato delle nostre azioni, il futuro dipende da ciò che faremo.</p>
<p style="text-align: justify;">Un libro che mostra il fascino di certi riti e il buio che nascondono. Che ci svela, una volta di più, che le cose non sono sempre come appaiono, che bisogna imparare a vedere oltre. Un thriller che parla anche di violenza contro le donne, della facilità e regolarità con cui si fa del male agli altri.</p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;">Perché non c’è sensazione più appagante, potente e totalizzante, di sentire la vita della tua donna spegnersi tra le braccia. In quel momento, lei è davvero tua. È vero possesso, il potere più grande&#8221;.</p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify;">La penna di Ilaria Tuti ti aggancia e non ti molla. La trama si dipana in maniera naturale, senza forzature, e le ambientazioni sono affascinanti. Sei lì con Marini e la Battaglia, fai il tifo per loro, li sostieni nelle difficoltà ed esulti quando qualcosa, nella loro vita, va per il verso giusto. Perché sembrano persone vere, col diritto alla felicità e non solo personaggi di un libro.</p>
<p style="text-align: justify;">Un thriller da leggere, ma prima leggete <em>Fiori Sopra l’Inferno</em>, per conoscere i protagonisti.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://chilidilibri.altervista.org/">Chili di Libri</a></p>
<p style="text-align: justify;">P.S.: Consigliamo a tutti di cercare Val Resia e di informarsi. Una popolazione che lotta per salvaguardare la propria identità.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.finestraperta.it/investigazioni-nella-valle-perduta/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>&#8220;Tra le Righe&#8221;: alla ricerca del capo</title>
		<link>https://www.finestraperta.it/tra-le-righe-alla-ricerca-del-capo/</link>
		<comments>https://www.finestraperta.it/tra-le-righe-alla-ricerca-del-capo/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 07 Nov 2019 15:29:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>FinestrAperta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Extra]]></category>
		<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[Magazine]]></category>
		<category><![CDATA[Radio]]></category>
		<category><![CDATA[Tra le Righe]]></category>
		<category><![CDATA[Alice Basso]]></category>
		<category><![CDATA[Un caso speciale per la ghostwriter]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.finestraperta.it/?p=21688</guid>
		<description><![CDATA[Alice Basso torna a incollare il lettore al suo libro con un nuovo caso per il suo personaggio Vani Un caso speciale per la ghostwriter – di Alice Basso (Garzanti)[...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h2 style="text-align: justify;">Alice Basso torna a incollare il lettore al suo libro con un nuovo caso per il suo personaggio Vani</h2>
<div id="attachment_21691" class="wp-caption aligncenter" style="width: 1010px"><img class="size-full wp-image-21691" alt="Un dettaglio della copertina di &quot;Un caso speciale per la ghostwriter&quot;" src="http://www.finestraperta.it/wp-content/uploads/2019/11/ghost.jpg" width="1000" height="747" /><p class="wp-caption-text">Un dettaglio della copertina di &#8220;Un caso speciale per la ghostwriter&#8221;</p></div>
<h3 style="text-align: justify;"><em>Un caso speciale per la ghostwriter</em> – di Alice Basso (<em>Garzanti</em>)</h3>
<p style="text-align: justify;"><strong>Dal sito dell’editore.</strong> Per Vani le parole sono importanti. Nel modo in cui una persona le sceglie o le usa, Vani sa leggere abitudini, indole, manie. E sa imitarla. Infatti Vani è una ghostwriter: riempie le pagine bianche di scrittori di ogni genere con storie, articoli, saggi che sembrino scaturiti dalla loro penna. Una capacità innata che le ha permesso di affermarsi nel mondo dell’editoria, non senza un debito di gratitudine nei confronti dell’uomo che, per primo, ha intuito la sua bravura: Enrico Fuschi, il suo capo. Non sempre i rapporti tra i due sono stati idilliaci, ma ora Vani, anche se non vorrebbe ammetterlo, è preoccupata per lui. Da quando si è lasciato sfuggire un progetto importantissimo non si è più fatto vivo: non risponde al telefono, non si presenta agli appuntamenti, nessuno sa dove sia. Enrico è sparito. Vani sa che può chiedere l’aiuto di una sola persona: il commissario Berganza. Dopo tante indagini condotte fianco a fianco, Vani deve ammettere di sentirsi sempre più legata all’uomo che l’ha scelta come collaboratrice della polizia per il suo intuito infallibile. Insieme si mettono sulle tracce di Enrico. Tracce che li porteranno fino a Londra, tra le pagine senza tempo di Lewis Carroll e Arthur Conan Doyle. Passo dopo passo, i due scoprono che Enrico nasconde segreti che mai avrebbero immaginato e, soprattutto, che ha bisogno del loro aiuto. E non solo lui. Vani ha di fronte a sé un ultimo caso da risolvere e fra le mani, dalle unghie rigorosamente smaltate di viola, le vite di tutte le persone cui ha imparato a volere bene.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Recensione.</strong> Mi manca l’ultimo capitolo della saga Vani Sarca. Il terzo e il quarto mi erano piaciuti, ma, soprattutto il terzo, mi avevano lasciato anche una sensazione non piacevole. Però volevo sapere che fine aveva fatto Enrico Fuschi, lo storico capo di Vani. E devo dire che quest’ultimo capitolo merita. Molto, davvero. Mi ha riappacificata con i precedenti e mi è sembrato di tornare alle origini, quando la Basso mi stupiva e mi ammaliava. È successo di nuovo.</p>
<p>Sarca e Berganza, ma anche Riccardo, Olga (la stagista) e Antonia, la segretaria personale di Fuschi, sono preoccupati per le di lui sorti. È sparito nel nulla, senza dire niente a nessuno, senza chiavi di casa, documenti, soldi, abiti… Niente. Potrebbe anche essere morto, per quel che ne sanno loro. Ma è solo Vani a dar voce alla peggiore ipotesi.</p>
<blockquote><p>E questa sono io: ovvio, perché certe cose sono sempre e solo io a dirle. Antonia e Olga mi guardano scandalizzate, come se avessi urlato «Voldemort» in mezzo alla mensa di Hogwarts&#8221;.</p></blockquote>
<p>Iniziano quindi le ricerche, non ufficiali, dove sono coinvolti tutti e sospettati tutti. La Basso ci svela alcuni passaggi fondamentali nella vita di Enrico, incontri e delusioni che lo hanno cambiato profondamente e reso ciò che è oggi. Conosciamo il suo primo amore e i suoi genitori. E riscopriamo un Fuschi che avevamo intravisto nel quarto capitolo, un Fuschi umano, capace di provare sentimenti e, a volte, anche empatia.</p>
<p>Tutto cambia, muta, si evolve, matura. Tendiamo a respingere il cambiamento perché ci fa paura, ma è inevitabile, dobbiamo accettarlo e cercare di trarne il meglio. Lo sa bene Vani, che vede gli effetti dei legami affettivi, nel bene e nel male, che assiste impotente a cambiamenti radicali e che deve prendere atto che nemmeno lei è la stessa, e lo deve accettare.</p>
<blockquote><p>Le cose cambiano. Le storie finiscono. Altre storie iniziano. E ci vuole coraggio per affrontare tutto questo. Questo grande romanzo d’avventura che è la vita. Che lo vogliamo o meno. Ma è bellissimo&#8221;.</p></blockquote>
<p>Un gran bel finale. Un vissero tutti felici e contenti, ma non troppo.</p>
<p>Il tutto ci viene raccontato con la verve e l’ironia che contraddistinguono Alice Basso.</p>
<p><a href="https://chilidilibri.altervista.org/">Chili di Libri</a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.finestraperta.it/tra-le-righe-alla-ricerca-del-capo/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>&#8220;Tra le Righe&#8221;: quell&#8217;assenza che fatichiamo ad accettare</title>
		<link>https://www.finestraperta.it/tra-le-righe-quellassenza-che-fatichiamo-ad-accettare/</link>
		<comments>https://www.finestraperta.it/tra-le-righe-quellassenza-che-fatichiamo-ad-accettare/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 30 Sep 2019 13:59:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>FinestrAperta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Extra]]></category>
		<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[Magazine]]></category>
		<category><![CDATA[Radio]]></category>
		<category><![CDATA[Tra le Righe]]></category>
		<category><![CDATA[Ape Bianca]]></category>
		<category><![CDATA[recensione]]></category>
		<category><![CDATA[Valentina Villani]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.finestraperta.it/?p=21511</guid>
		<description><![CDATA[Al centro del romanzo di Valentina Villani c&#8217;è la perdita, da parte della protagonista, di sua madre. Un vuoto superabile attraverso un doloroso viaggio introspettivo Ape Bianca – di Valentina[...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h2 style="text-align: justify;">Al centro del romanzo di Valentina Villani c&#8217;è la perdita, da parte della protagonista, di sua madre. Un vuoto superabile attraverso un doloroso viaggio introspettivo</h2>
<div id="attachment_21520" class="wp-caption aligncenter" style="width: 1010px"><img class="size-full wp-image-21520" id="longdesc-return-21520" tabindex="-1" alt="Ape Bianca, di Valentina Villani" src="http://www.finestraperta.it/wp-content/uploads/2019/09/ape.jpg" width="1000" height="634" longdesc="http://www.finestraperta.it?longdesc=21520&amp;referrer=21511" /><p class="wp-caption-text">Ape Bianca, di Valentina Villani</p></div>
<h3 style="text-align: justify;"><em>Ape Bianca</em> – di Valentina Villani (<em>Adiaphora</em>)</h3>
<p style="text-align: justify;"><strong>Dal sito dell’editore.</strong> La perdita precoce di un genitore è un’esperienza dolorosa e paralizzante. Chi la vive subisce una crudele disconnessione da una parte profonda di sé, tanto che pensieri ed emozioni paiono precipitare in un vortice sinuoso e inesorabile come l’interno di una conchiglia. E, quando il rapporto tra madre e figlia si rivela complesso, intricato, conflittuale, eppure intimamente profondo, quell’assenza si manifesta in tutta la sua brutalità dilatandosi in un atroce senso di irrisolutezza.</p>
<p style="text-align: justify;">La nascita di un figlio durante la malattia fatale della madre conduce l’autrice in un luogo sospeso tra vita e morte, un regno di opposti dominato da un’atmosfera onirica.</p>
<p style="text-align: justify;">Le sue parole rievocano la faticosa esplorazione di sé alla ricerca di quell’assenza, di quella madre prima presente ma distante, affettuosa eppure eclissante, e delle sue reliquie ora spezzate e pungenti. L’analisi introspettiva del ricordo diventa, così, evento di riconciliazione.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Libri citati nel libro.</strong> <em>Bianca ape ronzi</em>, di Pablo Neruda; <em>Berlin – ein Stadtschicksal</em>, di Karl Scheffler.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Recensione.</strong> Le sensazioni che questo libro mi ha trasmesso e mi ha fatto provare sono state inaspettate. Avevo letto di una figlia che cerca la madre nelle assenze e non mi aspettavo una madre così presente.</p>
<p style="text-align: justify;">Le prime pagine mi hanno trasmesso l’immagine di una madre che racconta la figlia, e non il contrario. Una figlia che ama il mare, il vento, la natura, che raccoglie conchiglie e ne fa arte. Vedevo questa madre orgogliosa della propria bambina e incapace di comprenderla fino in fondo. Invece era la madre che raccoglieva conchiglie. E la figlia la osservava, la studiava, la fotografava. Immagini dolcissime. E poi la scoperta della malattia, proprio quando Valentina è incinta. Non ci sono speranze, la madre fa la chemio, ma sanno già che quella sarà la loro ultima estate insieme.</p>
<p style="text-align: justify;">Con grande coraggio e sincerità, l’autrice dice di essere stata arrabbiata con sua madre. Per la malattia, per essersi presa, ancora una volta, la scena e il ruolo da protagonista. È un percorso di autoconsapevolezza, di comprensione e avvicinamento. Prima che sia troppo tardi, prima che il tempo smetta di scorrere, che l’ultimo granello di sabbia scenda nella parte bassa della clessidra, lasciando il vuoto.</p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;">Ti guardavo con occhi severi, come se non ti fosse permesso di stare male. Ero arrabbiata, sì, molto arrabbiata. Mi stavi abbandonando e questa volta anche con il corpo, definitivamente&#8221;.</p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify;">Prima della fine, prima che la clessidra termini di scorrere, riescono a ritrovarsi, e in quel momento il tempo è sospeso. Si ritrovano in un abbraccio che riempie le trame delle loro vite.</p>
<p style="text-align: justify;">Ci sono anche delle poesie bellissime in questo libro. Poesie semplici, brevi, eppure di grande intensità.</p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;">non si può correre tutta la vita</p>
<p style="text-align: justify;">su un prato immerso nel sole</p>
<p style="text-align: justify;">perché la verde macchia si dissolva</p>
<p style="text-align: justify;">nel grigio sempre uguale</p>
<p style="text-align: justify;">un giorno è passato</p>
<p style="text-align: justify;">e già i miei capelli sono bianchi</p>
<p style="text-align: justify;">ora verrà la fredda notte</p>
<p style="text-align: justify;">chiudendo gli occhi a una vita sprecata&#8221;</p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify;">La mancanza della madre si fa sentire dappertutto, nei posti più impensati. Ed è difficile accettare quel dolore che come le onde del mare a volte ti travolge, a volte ti lascia stare.</p>
<p style="text-align: justify;">Un libro veloce, facile, ma non per questo “poca roba”. È un libro intenso e da figlia mi fa apprezzare ancora di più il fatto di avere ancora mia madre. Il dolore arriva forte e vivo; ti metti al suo posto e lo senti nella pelle, nella pancia, dappertutto.</p>
<p style="text-align: justify;">Un libro che ci ricorda che il tempo per parlarci, per chiarirci è poco. La vita passa in un attimo. Ma ci dice anche che alcune emozioni che bolliamo come negative, che a volte cerchiamo di negare e bloccare, sono naturali.</p>
<p style="text-align: justify;">Un libro che rileggerò volentieri.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://chilidilibri.altervista.org/">Chili di Libri</a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.finestraperta.it/tra-le-righe-quellassenza-che-fatichiamo-ad-accettare/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Troppo facile giudicare quando non sei un giudice</title>
		<link>https://www.finestraperta.it/troppo-facile-giudicare-quando-non-sei-un-giudice/</link>
		<comments>https://www.finestraperta.it/troppo-facile-giudicare-quando-non-sei-un-giudice/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 02 Sep 2019 15:27:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>FinestrAperta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Extra]]></category>
		<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[Magazine]]></category>
		<category><![CDATA[Radio]]></category>
		<category><![CDATA[Tra le Righe]]></category>
		<category><![CDATA[Darien Levani]]></category>
		<category><![CDATA[recensione]]></category>
		<category><![CDATA[Tavolo Numero Sette]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.finestraperta.it/?p=21362</guid>
		<description><![CDATA[Tra le Righe: pregiudizio e voglia di forca sono alla base del legal thriller di Darien Levani Tavolo Numero Sette – di Darien Levani (Spartaco) Dal sito dell’editore Durante un[...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h2 style="text-align: justify;"><em>Tra le Righe</em>: pregiudizio e voglia di forca sono alla base del legal thriller di Darien Levani</h2>
<div id="attachment_21365" class="wp-caption aligncenter" style="width: 1004px"><img class="size-full wp-image-21365" id="longdesc-return-21365" tabindex="-1" alt="Un dettaglio della copertina di Tavolo Numero Sette" src="http://www.finestraperta.it/wp-content/uploads/2019/09/46269882._UY1562_SS1562_.jpg" width="994" height="742" longdesc="http://www.finestraperta.it?longdesc=21365&amp;referrer=21362" /><p class="wp-caption-text">Un dettaglio della copertina di Tavolo Numero Sette</p></div>
<h3 style="text-align: justify;"><em>Tavolo Numero Sette</em> – di Darien Levani (<em>Spartaco</em>)</h3>
<p style="text-align: justify;"><strong>Dal sito dell’editore</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Durante un matrimonio sei sconosciuti si ritrovano a condividere lo stesso tavolo, il numero sette. Stefano, collega dello sposo, giovane brillante e disinvolto, è seduto vicino a un uomo distinto che tutti evitano e guardano con sospetto. Ben presto la conversazione si concentra sul duplice omicidio di una madre e della figlia incinta che ha destato scalpore e polemiche perché l’unico imputato, un agente di recupero crediti, è stato giudicato non colpevole. Piano piano e con sempre più livore gli invitati cominciano a esprimere il proprio parere sulla sentenza, manifestando opinioni e pretese di imparzialità, che si scontrano con il freddo e professionale distacco degli uomini di legge. L’arco narrativo dura una manciata di ore, scandite dai momenti salienti delle nozze, dalla celebrazione in chiesa fino al taglio della torta. Nel frattempo Stefano si aggira tra le sale e nel giardino della grande villa scelta per il ricevimento, con l’intento di utilizzare il pacchetto di preservativi che si è infilato in una tasca prima di uscire e, perché no?, di risolvere il mistero sul delitto delle due donne.</p>
<p style="text-align: justify;">A metà strada tra giallo investigativo e legal thriller, con prevalenza o dell’uno o dell’altro genere che si compensano e completano a vicenda, Tavolo numero sette è un romanzo sulla giustizia sociale, sul mondo mediatico e sull’influenza che ha nella percezione generale degli eventi. Un piccola perla.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Recensione</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Immaginatevi al matrimonio di un vostro collega che conoscete poco, degli altri invitati non conoscete nessuno. È luglio, fa caldo, voi non siete particolarmente socievoli e non avete nessuna voglia di essere lì. Però ci siete. E per puro caso al vostro tavolo è seduto un giudice che ha da poco liberato un omicida. O così si dice.</p>
<p>Iniziate a parlare del caso. Tutti sembrano sapere esattamente come sono andate le cose, tranne il giudice che ha ritenuto l’imputato innocente. Eppure in televisione i supertestimoni – ma esistono testimoni normali o sono tutti <em>super</em>? – hanno affermato di aver visto l’assassino. E ci sono i precedenti. E, insomma, la polizia non può aver preso un tale abbaglio!</p>
<blockquote><p>Il primo istinto umano è quello di decidere subito, poi magari riflettere. Dobbiamo prendere posizione, dobbiamo avere la nostra opinione e non riusciamo proprio a sospendere il giudizio&#8221;.</p></blockquote>
<p>Ecco che Levani ci regala il ritratto di alcuni processi. Quanti ce ne vengono in mente? Tanti. Già risolti nei salotti televisivi, facili facili, l’assassino spesso non è nemmeno troppo simpatico.</p>
<blockquote><p>Uno sempre sfocato, non solo nelle foto, ma nella vita. Sembrava colpevole, fuori luogo, uno che chiedeva di essere condannato e trattato male. Era una bottiglietta di plastica vuota lanciata in mare e che le onde portavano avanti e indietro senza sosta, uno che non raggiungeva mai la riva&#8221;.</p></blockquote>
<p style="text-align: justify;">Ma come si fa a non condannarlo? Perché l’ha lasciato libero?</p>
<p style="text-align: justify;">Il giudice Bordin spiega ai suoi commensali come non sia così semplice. Ci sono tanti aspetti da considerare, tanti risvolti e sfumature che sono emersi nel processo, ma che sono stati tralasciati dai media. Eppure alcuni a quel tavolo insistono, vorrebbero che il giudice ammettesse di aver sbagliato, che ha lasciato a piede libero un omicida.</p>
<p style="text-align: justify;">E lui, con pazienza, illustra loro i procedimenti, racconta la storia emersa dagli interrogatori e raccolta nelle duecento pagine di sentenza, che nessuno si è preso la briga di leggere. Lui è convinto dell’innocenza dell’Erardi. Non prende mai decisioni alla leggera. Il suo compito è quello di ascoltare le parti e di analizzare fatti e prove, non di dar retta all’opinione pubblica ed eseguirne la volontà.</p>
<p style="text-align: justify;">Solo due persone a quel tavolo lo ascoltano davvero, sinceramente interessati alla vicenda, a capire come sono andata le cose, ad ascoltare la sua verità. E alla fine scopriamo l’assassino.</p>
<p style="text-align: justify;">Un bel libro che ci ricorda come siamo e come dovremmo essere. Che ci dice che la giustizia a volte sbaglia, ma che la gente, quello che vuole sempre, è la forca, più ancora della verità. Che i processi che ci vengono raccontati in televisione, nei salotti o nei programmi di approfondimento, per forza di cose sono spesso di parte, non obiettivi, perché seguono le pance, non la logica.</p>
<p style="text-align: justify;">La giurisprudenza e la giustizia hanno mille sfumature e risvolti, definire la verità non è sempre possibile, ma la spettacolarizzazione di un dramma umano non è motivo sufficiente per definire colpevole qualcuno senza essere certi che lo sia. Bisogna maneggiare con cura certe affermazioni.</p>
<p style="text-align: justify;">Levani ci ricorda che a giudicare e accusare siamo tutti bravi, troppo bravi. Ma che la giustizia, per fortuna, segue altre strade.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://chilidilibri.altervista.org/">Chili di Libri</a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.finestraperta.it/troppo-facile-giudicare-quando-non-sei-un-giudice/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Tra le Righe: &#8220;Funzioni&#8221; di un futuro opprimente raccontato con leggerezza</title>
		<link>https://www.finestraperta.it/tra-le-righe-funzioni-di-un-futuro-opprimente-raccontato-con-leggerezza/</link>
		<comments>https://www.finestraperta.it/tra-le-righe-funzioni-di-un-futuro-opprimente-raccontato-con-leggerezza/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 18 Jul 2019 09:43:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>FinestrAperta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Extra]]></category>
		<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[Magazine]]></category>
		<category><![CDATA[Radio]]></category>
		<category><![CDATA[Tra le Righe]]></category>
		<category><![CDATA[Andrea Michelotti]]></category>
		<category><![CDATA[Funzioni]]></category>
		<category><![CDATA[recensione]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.finestraperta.it/?p=21103</guid>
		<description><![CDATA[Il romanzo di Andrea Michelotti ci racconta una società distopica, ma senza angoscia. Anzi, talvolta con spunti comici Funzioni – di Andrea Michelotti (Ensemble) Dal sito dell’editore Ivan Raversi è[...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h2 style="text-align: justify;">Il romanzo di Andrea Michelotti ci racconta una società distopica, ma senza angoscia. Anzi, talvolta con spunti comici</h2>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-21104" alt="" src="http://www.finestraperta.it/wp-content/uploads/2019/07/funzioni.jpg" width="900" height="898" /></p>
<h3 style="text-align: justify;"><em>Funzioni</em> – di Andrea Michelotti (<em>Ensemble</em>)</h3>
<p style="text-align: justify;"><strong>Dal sito dell’editore</strong></p>
<p>Ivan Raversi è un quarantenne ancora costretto a vivere con i genitori, a mendicare affetto e a barcamenarsi nella ricerca di un’occupazione. Un nuovo impiego è l’occasione per risolvere tutti i suoi problemi. Ma a che prezzo? Ambientato in una città-laboratorio – isolata ed esausta, vigilata e incasellata in protocolli molto rigidi – questo romanzo, tra distopia e metafora del presente, racconta il nostro tempo stretto nella morsa della precarietà esistenziale, dell’edonismo, dell’eccessivo controllo delle nostre vite e del confine sempre più invisibile tra pubblico e privato.</p>
<p><strong>Recensione</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Perennea, città immaginaria in un futuro non troppo lontano. È una città chiusa, si può uscire solo con un permesso e nessuno vi è mai entrato. Ma è meglio così, dato che fuori, stando alle notizie che danno in televisione, vige il caos, l’inferno: guerre, epidemie, povertà, nessuno è al sicuro. Ma nemmeno a Perennea se la passano molto bene e qualcuno ha iniziato a mettere in discussione il sistema. Si incontrano, discutono, progettano un nuovo modello economico. Ma non Ivan. Lui no. Lui accetta la situazione, gli sembra che in fondo, nonostante sia senza lavoro, viva ancora coi genitori e non abbia prospettive, non si stia così male. L’alternativa proposta dal suo amico Piero non è praticabile, non ha senso. Ogni economia si basa sul denaro, sulla domanda e sull’offerta, e il pagamento non può che avvenire coi soldi, non certo con lo scambio di favori. Non si va da nessuna parte con quelli, non si può mangiare né acquistare ciò che serve. Oggi il primo prodotto, la prima cosa che viene venduta e comprata sono le persone, la nostra dignità. Io non voglio essere comprato: è un ricatto, Ivan, un brutto ricatto. Dobbiamo smettere di accettarlo. Le cose cambieranno. Gli vuole bene Piero, sono amici, cerca di mostrargli ciò che è la loro vita, ma a Ivan va bene così, non vuole cambiare. L’Agenzia, che monopolizza ogni attività e impresa all’interno di Perennea, sa quello che fa.</p>
<p style="text-align: justify;">Finalmente Ivan ha un lavoro fisso e ben retribuito. A nulla valgono le parole del suo amico: nulla è più importante dei soldi che gli permettono di vivere come vuole, comprare ciò che vuole, senza più limiti. Poco importa il genere di lavoro, lui è bravo, si impegna, segue le direttive. Finché qualcosa va storto. E allora si rende conto che quel sistema è malato, che non va bene, che annulla le persone, le schiaccia. Ma è troppo tardi. Ha avuto tempo e modo per ribellarsi, per non adattarsi, per tentare qualcosa di diverso, ma non lo ha fatto. E ora ne paga le conseguenze. Ha accettato il sistema, nel bene e nel male, non è riuscito o non ha voluto vedere che cosa fosse realmente. Non c’è pietà per miopi e ingenui.</p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;">Ricordo, adesso ricordo, anche se c’è nebbia nei miei pensieri. Mamzen e le mie missioni.</p>
<p style="text-align: justify;">“Chiamami Ivan… E qual è la mia nuova mansione?”</p>
<p style="text-align: justify;">“Cavia”</p>
<p style="text-align: justify;">Rimango interdetto, vagamente stupito: speravo di avere un ruolo più attivo, date le referenze del mio ultimo impiego.</p>
<p style="text-align: justify;">“Non ricordo di aver dato l’autorizzazione…”</p>
<p style="text-align: justify;">“Le clausole del suo contratto prevedono la possibilità di utilizzarla come cavia per le ricerche dei centri sperimentali dell’Agenzia”.</p>
<p style="text-align: justify;">Non si leggono mai le clausole in piccolo&#8221;.</p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify;">Un distopico che ci ricorda dove viviamo noi, adesso. Una società che cerca di chiudersi per preservare il proprio benessere, di tenere fuori le minacce, di gestire tutto in una sola direzione. Un pensiero unico omologato. Alcune persone che cercano di cambiare le cose, che si attivano, a fronte della maggioranza che accetta, sperando nella bontà della società, nel fatto che la fortuna, prima o poi, gira per tutti. Forse.</p>
<p>Una società, nel libro come nella realtà, dove si cerca di trasformare le insicurezze in opportunità, come la precarietà.</p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;">Un solo lavoro per tutta un’esistenza è una condizione demotivante. È ampiamente dimostrato che variare attività con un certa frequenza mantiene alto il livello di vitalità, concentrazione e ambizione”.</p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify;">Nonostante sia un distopico, non ne ha l’apparenza. Non c’è quella sensazione persistente di angoscia per la catastrofe imminente. Anzi, è piuttosto ironico in molti passaggi. Però nel leggerlo ho provato fastidio per Ivan, per la sua voglia di avere tutto e subito, senza pensare, senza riflettere, senza considerare l’altro. La sua compulsione ad accumulare cose e complimenti, ammirazione e stupore nei suoi confronti. Cose vuote, senza futuro. Del resto è degno figlio di suo padre: un padre che è evidente non approvi le sue scelte, ma che non si fa problemi ad approfittarne.</p>
<p style="text-align: justify;">Piero invece appare come un sognatore, un illuso, ma la sua figura è una boccata d’aria, una luce nel mare di spazzatura (letteralmente). Il futuro che vorremmo, qualcosa di nuovo, di diverso, di più umano.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://chilidilibri.altervista.org/">Chili di Libri</a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.finestraperta.it/tra-le-righe-funzioni-di-un-futuro-opprimente-raccontato-con-leggerezza/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Tra le Righe: tornando sui passi di chi ci ha cresciuti</title>
		<link>https://www.finestraperta.it/tra-le-righe-tornando-sui-passi-di-chi-ci-ha-cresciuti/</link>
		<comments>https://www.finestraperta.it/tra-le-righe-tornando-sui-passi-di-chi-ci-ha-cresciuti/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 06 Jul 2019 12:15:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>FinestrAperta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Extra]]></category>
		<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[Magazine]]></category>
		<category><![CDATA[Opinione]]></category>
		<category><![CDATA[Radio]]></category>
		<category><![CDATA[Tra le Righe]]></category>
		<category><![CDATA[Giuseppe Culicchia]]></category>
		<category><![CDATA[Il Cuore e la Tenebra]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.finestraperta.it/?p=21060</guid>
		<description><![CDATA[Il protagonista del romanzo Il Cuore e la Tenebra cerca di ricostruire, dopo il suo decesso, la vita del padre con cui non aveva da tempo rapporti, tra il rammarico[...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h2 style="text-align: justify;">Il protagonista del romanzo <em>Il Cuore e la Tenebra</em> cerca di ricostruire, dopo il suo decesso, la vita del padre con cui non aveva da tempo rapporti, tra il rammarico per il tempo perduto e la sorpresa di scoprire un uomo diverso da quello che pensava di conoscere</h2>
<div id="attachment_21065" class="wp-caption aligncenter" style="width: 778px"><img class="size-full wp-image-21065" alt="Un dettaglio della copertina de Il Cuore e la Tenebra" src="http://www.finestraperta.it/wp-content/uploads/2019/07/cuore.jpg" width="768" height="763" /><p class="wp-caption-text">Un dettaglio della copertina de Il Cuore e la Tenebra</p></div>
<h3 style="text-align: justify;"><em>Il Cuore e la Tenebra</em> – di Giuseppe Culicchia (<em>Mondadori</em>)</h3>
<p style="text-align: justify;"><strong>Dal sito dell’editore</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Giulio, trent’anni superati da poco, viene raggiunto dalla notizia della morte del padre. Famoso direttore d’orchestra, si era trasferito anni prima a Berlino, dove era stato nominato direttore della Filarmonica. Ossessionato dall’esecuzione della <em>Nona Sinfonia</em> diretta da Furtwängler nel 1942 per il compleanno di Hitler, aveva costretto l’orchestra a migliaia di prove estenuanti per ripeterla identica. La rivolta dei musicisti e l’accusa di nazismo che ne era seguita avevano troncato la sua carriera. Sullo sfondo di una Berlino in costante mutazione, Giulio intraprende il suo viaggio per raccogliere i pezzi della vita di quel padre scomparso improvvisamente e che aveva visto così poco dopo che aveva lasciato la madre e lui e suo fratello ancora bambini. Tocca a Giulio occuparsi di tutto e, nell’appartamento berlinese, tra gli oggetti, i libri e i file personali, quella che piano piano prende forma davanti ai suoi occhi è una nuova immagine del padre, una nuova storia.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Recensione</strong></p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;">Mio dio, papà. Col fatto che a un certo punto della tua vita te ne sei andato a Berlino mi sono così abituato alla tua lontananza che non mi sembra vero che tu sia morto. E invece&#8221;.</p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify;">Il padre di Giulio è morto: infarto. Viveva a Berlino, da anni non parlava con l’atro figlio, Pietro. O meglio: Pietro non parlava più col padre. E la ex moglie vive dall’altra parte del mondo, col suo compagno. Giulio è l’unico familiare a cui, pare, importi qualcosa di lui, anche se si sentivano poco, per pochi minuti. Suo padre, ex direttore d’orchestra, era ossessionato dall’idea di replicare l’esibizione della <em>Nona</em> di Beethoven, così come l’aveva eseguita Furtwängler in occasione del compleanno di Hitler, nel &#8217;42. Giulio pensa che sia questo l’inizio della discesa del padre, della sua incapacità di riprendersi. Anche se ha sempre lavorato, al figlio sembra che non si sia mai ripreso dall’essere stato licenziato proprio per questo motivo, per di più con l’accusa infamante di essere simpatizzante nazista, lui, che i nazisti li definiva mostri, che ha sempre votato sinistra e che poteva essere molte cose, ma non certo filonazista.</p>
<p style="text-align: justify;">Giulio parte per Berlino, per salutare suo padre per l’ultima volta. E fa un viaggio: un viaggio nei ricordi, alla riscoperta del suo ruolo di figlio, alla scoperta di un padre che gli è mancato tanto, ma del quale conosceva solo un lato. Era un padre affettuoso il suo, nonostante la separazione dalla moglie era presente, li accompagnava ogni giorno a scuola. E si commuoveva. Troppo, secondo Giulio che, una volta cresciuto, non ha capito né condiviso questa sensibilità.</p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;">Ciao papà. Ti bacio, come quando eri vivo. Tutte le mattine quando mi lasciavi alla materna non la finivo più di baciarti e abbracciarti e tu prima di andare ogni volta ti chinavi e mi sussurravi in un orecchio: Ti voglio un bene infinito. Io ti rispondevo: Anch’io. Prima che imboccassi il corridoio che portava all’uscita mi accarezzavi ancora la nuca con una mano. Era calda. Ora invece sei freddo. Anzi no, gelido. Dopo di te forse toccherà alla mamma. Quindi a Pietro. E dopo di lui a me. Almeno in teoria. E mentre penso questo, mi accorgo che dall’ultima volta che ci eravamo visti ti sei fatto tatuare le nocche delle mani. Ma come? Alla tua età, papà? Che ti è preso? HOLD FAST, è inciso con l’inchiostro nero nella tua pelle. Tieni duro&#8221;.</p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify;">Suo padre si è fatto carico della separazione, da un punto di vista economico ed emotivo. Non si è mai perdonato: è stato il suo tradimento a sancire la fine di un matrimonio già in crisi, e questo ha avuto conseguenze. Prima tra tutte la sua difficoltà a farne parte, sempre alla ricerca di un rapporto coi figli, del perdono dell’ex moglie, di un ricordo da incidere nel cuore per andare avanti e non disperarsi, per dirsi che la vita vale la pena di essere vissuta. Un aspetto che Giulio scopre leggendo le sue carte.</p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;">Avevo una famiglia. Avevo una moglie. Avevo due figli. No. Eravamo una famiglia. Eravamo io e mia moglie. Eravamo io e mia moglie e i nostri bambini. Eravamo una famiglia e avevamo una casa. Eravamo una famiglia e avevamo una casa e la sera, prima di addormentarci nel letto dove avevamo concepito i nostri bambini, ci dicevamo: a noi non succederà. Agli altri succede ma a noi no. A noi non può succedere non perché siamo migliori o diversi dagli altri ma perché non permetteremo che succeda. Era superbia, la nostra? O ingenuità? Perché poi è successo. E quando è successo, era diverso da come lo avevamo visto succedere agli altri o da come gli altri ce lo avevano raccontato. Era diverso perché stava succedendo a noi. Ai nostri bambini. Alla nostra famiglia. Alla nostra casa. Al nostro futuro. Che d’improvviso non era più un futuro. Zero futuro, così, da un giorno all’altro. Nessun progetto. Niente sogni. Solo dolore&#8221;.</p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify;">Ma ciò che Giulio scopre è anche altro. Un lato oscuro, tenebroso, inquietante. Suo padre ha raccolto decine di libri, documenti, filmati e informazioni sul nazismo. Per poter replicare l’esibizione di Furtwängler, si è immedesimato in quel periodo, in quella cultura. L’ha studiata a fondo, al punto da restarne affascinato. Non in toto: rifiuta, ad esempio, la violenza sui bambini e la violenza in generale. Ma alcuni aspetti, come il non arrendersi mai, lottare fino all fine, l’arte da portare nella vita… lo affascinano e in qualche modo sembra capirli. Questa scoperta spiazza il figlio, che non lo credeva capace di simpatizzare per loro. Eppure suo padre li ha sempre incitati a non arrendersi, come i nazisti, che davanti alla sconfitta non si sono arresi.</p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;">Sta di fatto che per tutta la vita non hai mai fatto altro che incoraggiarci. E però hai anche sempre cercato di farci capire che le sconfitte non avevano importanza. Quello che contava, per te, non era vincere ma battersi fino in fondo e lealmente. È per questo che ho sempre tifato per i Troiani, ci spiegavi. I Greci vincono, certo, ma con l’inganno. I Troiani invece resistono per dieci anni, circondati, assediati, senza possibilità di fuga, e ciò nonostante non cedono&#8221;.</p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify;">Trovo che sia un libro molto interessante, oltre che bello, da leggere in questo periodo di derive fasciste. L’uomo forte e altre idee estreme, non nascono da un giorno all’altro e se hanno presa e successo, è perché sono legate a una cultura più ampia, a un modo di pensare in qualche modo affascinante.</p>
<p style="text-align: justify;">Giuseppe Culicchia ci parla anche di un altro aspetto: dello scoprire le persone, ma in particolare i genitori, da morti. La paura di ogni figlio: pentirsi per ciò che non si è fatto per i genitori quando erano in vita, rimpiangere di non aver sfruttato meglio il tempo, che sembra lunghissimo, infinito mentre lo si vive, ma un battito di ciglia quando poi ci si volta indietro. E allora: potevo ascoltarlo un po’ di più al telefono, andarlo a trovare più spesso, raccontargli qualcosa di me.</p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;">Solo chi è parte di una coppia sa che cosa si cela dietro le apparenze di ogni rapporto. E io? Io ho capito? Certo che no. Ma forse la domanda che conta è un’altra. Perché in fondo non si tratta di capire, ma di perdonare. Ecco: ti ho perdonato, io?&#8221;.</p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify;">Uno stile a tratti ironico quello di Culicchia, come quando descrive una ex di Giulio.</p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;">Come se non bastasse, si esprimeva usando di continuo proverbi e luoghi comuni. Roba tipo chiusa una porta se ne apre un’altra, oppure non ci sono più gli uomini di una volta o anche non bere l’acqua appena tolta dal frigo che ti viene una congestione&#8221;.</p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify;">Un libro che parla di molti temi, della famiglia, dei rapporti genitori-figli, della fine delle storie, della difficoltà di restare in un rapporto di coppia, del nazismo e di tanto altro. Ambientato a Berlino, con numerose citazioni e un’autocitazione (meraviglioso Culicchia che mette il proprio libro, questo libro, nella libreria del padre!), con tanti riferimenti e numerose foto. In una parola, un libro ricco. Da leggere.</p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;">Dal Talmud: “Quindi, un uomo soltanto è stato creato all’inizio del mondo, per insegnare che se qualcuno fa sì che una sola anima perisce, le Scritture lo ritengono colpevole come se avesse fatto perire un mondo intero; e se qualcuno salva una sola anima, le Scritture gli riconosceranno il merito di aver salvato un mondo intero&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;A volte mi chiedo perché esistiamo tutti, su questo pianeta&#8221;.<br />
&#8220;Noi&#8221;.<br />
Pietro mi guarda. Io guardo lui.<br />
&#8220;Noi.esistiamo.perché&#8221;.<br />
Metto la freccia. Rallento. Mi fermo. Laggiù in fondo alle vigne adesso si vede il mare. &#8220;Noi veniamo al mondo per amare i nostri cari. Per farli star bene. Solo questo conta, in fondo&#8221;.<br />
E mentre lo dico mi viene un groppo in gola, ma riesco a trattenermi e con un dito gli indico la linea blu che segna l’orizzonte&#8221;.</p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://chilidilibri.altervista.org/">Chili di Libri</a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.finestraperta.it/tra-le-righe-tornando-sui-passi-di-chi-ci-ha-cresciuti/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>
