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	<title>FinestrAperta.it &#187; Scuola | FinestrAperta.it</title>
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		<title>Aggiornarsi per trovare lavoro: un&#8217;opportunita per donne, persone inoccupate e con disabilità</title>
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		<pubDate>Thu, 11 Jun 2026 16:13:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>FinestrAperta</dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<h2 style="text-align: justify;">&#8220;NEET and WOMEN inside A.I.&#8221;, aperto il bando per 550 giovani e donne: candidature entro il 6 luglio</h2>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-31694" alt="charlesdeluvio-lks7vei-eag-unsplash" src="https://www.finestraperta.it/wp-content/uploads/2026/06/charlesdeluvio-Lks7vei-eAg-unsplash.jpg" width="5418" height="3612" /></p>
<p style="text-align: justify;">Se è vero che il mondo del lavoro è difficile per la maggioranza delle persone &#8211; e per alcune in particolare -, è altrettanto vero che esistono opportunità concrete che attendono solo di essere colte.</p>
<p style="text-align: justify;">Una di queste è &#8220;NEET and WOMEN inside A.I.&#8221;, un bando che mette a disposizione 550 posti destinati a giovani Neet (persone che non studiano e non lavorano) tra i 15 e i 29 anni, e a 300 donne tra i 20 e i 25 anni in condizioni di disoccupazione, inoccupazione o fragilità occupazionale. <strong>Particolare attenzione sarà riservata alle persone con disabilità, ai soggetti provenienti da contesti socioeconomici svantaggiati e a chi si trova in situazioni di rischio di esclusione sociale</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;intelligenza artificiale sta cambiando le regole in ambito lavorativo. E se da una parte sta mettendo a rischio diverse figure professionali, dall&#8217;altra sta aprendo la strada a nuovi impieghi. Cogliere questi mutamenti è essenziale se si cerca un&#8217;occupazione ed è in tale contesto che si inserisce questa iniziativa. Lo scopo è quello di offrire opportunità di crescita attraverso l’acquisizione di competenze nuove. <strong>I partecipanti potranno scegliere uno o più percorsi formativi dedicati all’intelligenza artificiale, ai media digitali, all’analisi dei dati, alla creatività, all’innovazione e all’imprenditorialità</strong>, approfondendo anche temi legati all’uso consapevole delle tecnologie, alla privacy e ai nuovi modelli organizzativi del lavoro.</p>
<p style="text-align: justify;">Le attività saranno completamente gratuite e si svolgeranno in presenza, online e in modalità mista, con il coinvolgimento di professionisti del settore.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Le domande di partecipazione dovranno essere inviate entro le ore 23.59 del 6 luglio 2026 all&#8217;indirizzo e-mail <em>neetandwomen.inside.ai@gmail.com</em></strong>. Ai partecipanti che frequenteranno almeno il 70% delle attività previste sarà rilasciato un attestato finale di partecipazione.</p>
<p style="text-align: justify;">Il progetto &#8220;NEET and WOMEN inside A.I.&#8221; è promosso da Anis Regione Puglia APS in qualità di capofila e realizzato in partenariato con le associazioni Oltre le Mura, Crescere Insieme, Atlantis 27, Faip, Fiadda, Fiadda Roma, Fish Calabria, Fish FVG, Fondazione Messina Ente Filantropico, Terni Digital. L&#8217;iniziativa è finanziata dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.</p>
<p style="text-align: right;">(Manuel Tartaglia)</p>
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		<title>La fisica che non ci piace</title>
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		<pubDate>Wed, 04 Mar 2026 10:42:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>FinestrAperta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Le recenti polemiche sul professore influencer Vincenzo Schettini, stimolano una riflessione sull&#8217;accessibilità della cultura Non ho mai avuto una passione particolare per la fisica. O almeno così credevo, perché anni dopo[...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h2 style="text-align: justify;">Le recenti polemiche sul professore influencer Vincenzo Schettini, stimolano una riflessione sull&#8217;accessibilità della cultura</h2>
<div id="attachment_31460" class="wp-caption aligncenter" style="width: 884px"><img class="size-full wp-image-31460" alt="Il professore di fisica Vincenzo Schettini" src="https://www.finestraperta.it/wp-content/uploads/2026/03/Screenshot-2026-03-04-113923.png" width="874" height="592" /><p class="wp-caption-text">Il professore di fisica Vincenzo Schettini</p></div>
<p style="text-align: justify;">Non ho mai avuto una passione particolare per la fisica. O almeno così credevo, perché anni dopo la scuola, durante il corso per il brevetto da subacquea, la materia è riemersa con prepotenza: “un corpo immerso in un liquido riceve una spinta dal basso verso l’alto pari al peso del volume del liquido spostato”, <strong>la legge di Archimede</strong>, imparata davvero sott’acqua. Ed è stato lì che ho capito una cosa semplice: le regole diventano memorabili quando diventano esperienza, quando smettono di essere teoria e inizi a toccarle con mano.</p>
<p style="text-align: justify;">Per questo, quando ho visto il professore <strong>Vincenzo Schettini</strong> spiegare la fisica con esperimenti pratici, entusiasmo e una teatralità contagiosa (a tratti esagerata), ho pensato: finalmente qualcuno che ha capito come si insegna. <strong>Barattoli pieni d’acqua, palline colorate, esperimenti in classe</strong>: un modo eccentrico, forse bizzarro, ma efficace.</p>
<p style="text-align: justify;">All’inizio il suo metodo è stato celebrato sui social, condiviso, rilanciato, era quasi rassicurante vedere un insegnante che accendeva la curiosità invece di spegnerla, come spesso accade. Poi però, negli ultimi giorni, alcune vicende hanno acceso un dibattito più ampio e a quel punto la mia riflessione è andata oltre la fisica.</p>
<p style="text-align: justify;">È andata all’università. Un anno e mezzo fa mi sono iscritta all’università in tarda età, e l’ho fatto anche perché la facoltà che ho scelto prevede addirittura che le lezioni si possano seguire online, comodamente da casa. Se non fosse stato così, probabilmente non mi sarei iscritta, perché a una certa età si cercano le comodità, ma soprattutto si cercano possibilità concrete. <strong>La modernità, in questo caso, non è un capriccio: è inclusione.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Le università telematiche permettono di seguire le lezioni quando si vuole, ma hanno un costo diverso. L’università pubblica, invece, in alcuni casi offre una grande opportunità, una formula ibrida: aula e collegamento da casa. Eppure, dentro questa opportunità convivono mentalità molto diverse.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Ci sono professori generosi</strong> che registrano le lezioni, condividono materiali, preparano slide chiare, facilitano chi lavora o ha difficoltà, preparano esperimenti da condividere in aula. <strong>E poi ci sono quelli più rigidi</strong>, quelli che si infastidiscono se qualcuno prova a registrare la lezione online, quelli che, se da casa non riesci a collegarti, rispondono “non è un mio problema”, quelli che impediscono a chi segue da remoto di partecipare a un lavoro di gruppo perché — parole loro — il lavoro deve essere fatto da chi si “spacca la schiena in aula”, come se la fatica fosse misurabile solo in presenza.</p>
<p style="text-align: justify;">E poi c’è un altro aspetto, meno discusso ma molto diffuso: <strong>l’obbligo implicito di studiare su libri scritti dagli stessi professori</strong> che tengono il corso, testi inseriti nel programma come riferimento principale, talvolta unico, libri che difficilmente avrebbero lo stesso mercato se non fossero sostenuti dall’obbligo accademico (fortuna vuole che molti di questi testi siano reperibili nella biblioteca di ateneo, ma pochi studenti ne sono a conoscenza).</p>
<p style="text-align: justify;">È legittimo? Forse sì. È opportuno? La domanda resta, perché quando l’accesso allo studio passa anche attraverso l’acquisto di testi scritti da chi valuta, il confine tra didattica e interesse personale — anche in questo caso — diventa sottile.</p>
<p style="text-align: justify;">La vicenda legata al professore di fisica, che ultimamente ha fatto parlare di sé per le sue esternazioni in cui non disdegnava la possibilità di offrire cultura a pagamento, mi ha fatto riflettere su una questione più grande: la cultura è un bene prezioso, e proprio perché è preziosa <strong>dovrebbe essere accessibile</strong>. Non significa abbassare il livello, non significa regalare voti, significa riconoscere che oggi esistono strumenti che ampliano le opportunità. Una registrazione può permettere a uno studente lavoratore di non abbandonare, un collegamento online può consentire a una madre, a un caregiver, a chi vive lontano, di continuare a studiare. Un esperimento pratico può far amare una materia che altrimenti resterebbe soltanto un insieme di formule ostili. Perché insegnare non significa trasmettere contenuti, ma offrire uno sguardo sul mondo.</p>
<p style="text-align: justify;">Un barattolo pieno d’acqua può insegnare più di cento pagine di teoria, una piattaforma online può fare la differenza tra inclusione ed esclusione.</p>
<p style="text-align: justify;">Forse la vera domanda non è come o dove si insegna la fisica. La vera domanda è: <strong>vogliamo che la conoscenza sia davvero per tutti?</strong></p>
<p style="text-align: right;">(Tiziana Rinaldi)</p>
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		<title>Assistenza a scuola, quella penalizzante sentenza</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Sep 2024 18:54:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elisa Marino</dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<h2 style="text-align: justify">Il sostegno agli studenti con disabilità dipenderebbe da quanti soldi ha in cassa il Comune</h2>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-30027" alt="child-8347081_1280" src="https://www.finestraperta.it/wp-content/uploads/2024/09/child-8347081_1280.jpg" width="1280" height="853" /></p>
<p style="text-align: justify">In una sua recente sentenza, <strong>il Consiglio di Stato si è espresso sul diritto degli studenti con disabilità all’assistenza all’autonomia e alla comunicazione (Asacom)</strong>, prendendo una decisione ed effettuando, quindi, un’analisi della disciplina normativa sul tema, che ha scosso il mondo associativo e le famiglie di molti studenti con disabilità.</p>
<p style="text-align: justify">I genitori di un ragazzo con disabilità hanno fatto ricorso contro la decisione del proprio Comune di residenza di fornirgli <b>meno ore settimanali di assistenza all’autonomia e alla comunicazione</b> rispetto a quelle assegnategli dal GLO (Gruppo Operativo per l’inclusione), che si occupa della stesura del Piano educativo Individualizzato, nel quale si determinano i tipi e la quantità dei sostegni necessari per lo studente beneficiario.</p>
<p style="text-align: justify">Il Consiglio di Stato ha rigettato il loro ricorso, ritenendo legittima la decisione del Comune e confermando, perciò, quanto stabilito dalla sentenza di primo grado. Affermando che ricevere l’assistenza alla comunicazione e all’autonomia non è un diritto, bensì un <b>interesse legittimo</b>, che a differenza del primo, è garantito solo nelle modalità valutate come non lesive dell’interesse pubblico, e che la stessa norma che lo sancisce lo limita, letteralmente, in relazione alle <b>possibilità economiche</b> dell’ente territoriale che lo deve fornire. In sostanza, Il Comune può decidere di dare un totale di ore di assistenza, diverso da quello richiesto nel GLO, se questo comporta un costo eccessivo rispetto ai fondi presenti nel suo bilancio. In questo senso, nella stessa sentenza, l’organo giurisprudenziale ha detto, riferendosi alla Convenzione Onu sui Diritti delle Persone con Disabilità, la quale  sancisce il diritto all’educazione delle persone con disabilità, che la Asacom rientra, in relazione all’inclusione scolastica, nella definizione di <b>accomodamento ragionevole</b> e che quindi la pubblica amministrazione non è tenuta a sostenere oneri eccessivi. In aggiunta, il Consiglio ha chiarito che, sempre secondo la legge italiana, è chiaro che quanto indicato sull’assistenza all’autonomia e alla comunicazione nel piano educativo, non è vincolante per i Comuni, al contrario di quanto succede per <b>l’insegnante di sostegno</b>, il cui supporto è considerato <b>un diritto</b> e le cui ore stabilite dal Pei, non possono essere limitate da <b>ragioni economiche e di bilancio</b>.</p>
<p style="text-align: justify">Michele Adamo, <b>Segretario Nazionale UILDM,</b> ha commentato: &#8220;La recente sentenza ci ricorda che i diritti vanno sempre sorvegliati, anche quando sono consolidati&#8221;.</p>
<p style="text-align: right">(Elisa Marino)</p>
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		<title>La Camera approva il Decreto Legge con norme sul sostegno</title>
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		<pubDate>Wed, 17 Jul 2024 19:34:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elisa Marino</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il 17 luglio 2024, la Camera dei Deputati ha approvato il testo di conversione in legge del cosiddetto &#8220;DL Scuola&#8221; (DL 71/2024), che adesso passerà al vaglio del Senato Il[...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h2 style="text-align: justify">Il 17 luglio 2024, la Camera dei Deputati ha approvato il testo di conversione in legge del cosiddetto &#8220;DL Scuola&#8221; (DL 71/2024), che adesso passerà al vaglio del Senato</h2>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-29896" alt="apples-2276269_1280" src="https://www.finestraperta.it/wp-content/uploads/2024/07/apples-2276269_1280.jpg" width="1280" height="853" /></p>
<p style="text-align: justify">Il testo, appena promosso dalla Camera, contiene, tra le altre cose,<strong> interessanti previsioni sul sostegno e l’assistenza degli studenti con disabilità</strong>. Alcune già in vigore con la pubblicazione del DL, avvenuta lo scorso maggio, altre inserite dalla Commissione Cultura della Camera.</p>
<p style="text-align: justify">Vediamole insieme. Innanzitutto <strong>la possibilità, fino al 31 dicembre, per  coloro che hanno ricoperto il ruolo di insegnante di sostegno per tre anni, anche non consecutivi, nell’ultimo quinquennio, senza specializzazione, di acquisire tale titolo attraverso corsi ad hoc</strong>, tenuti sia dalle università sia dall’istituto Indire. Sempre dall’Indire e dalle università saranno tenuti dei corsi destinati agli insegnanti di sostegno, formatisi all’estero, che hanno un contenzioso per la non conclusione del procedimento di riconoscimento del proprio titolo. Questi, frequentando tale percorso e rinunciando al ricorso in tribunale, otterranno una specializzazione per il sostegno valida in Italia.</p>
<p style="text-align: justify">Il Decreto, inoltre, permette, alle famiglie di <strong>richiedere la conferma dell’insegnante di sostegno assegnato al figlio con disabilità per il successivo anno accademico</strong>, andando così a tamponare le esigenze di continuità didattica, più volte espresse  da genitori  e dalle associazioni delle persone con disabilità.</p>
<p style="text-align: justify">Dagli emendamenti della Camera, invece, è stato stabilito di <strong>incrementare i fondi dedicati al trasporto degli studenti con disabilità</strong> privi di autonomia che frequentano il liceo. Aumento che si dovrebbe ottenere prelevando dal Fondo per la formazione sulla valutazione multidimensionale e sul progetto di vita, e  dal Fondo per le politiche in favore delle persone con disabilità. Così come è stata introdotta, sempre in fase emendativa, l’istituzione di un <strong>assegno di cura rivolto agli studenti universitari</strong> con disabilità gravissima, con il quale si potranno pagare  un’assistenza qualificata che li supporti durante le lezioni.</p>
<p style="text-align: justify">Ora è il turno del Senato, che ha tempo fino al 30 luglio per dare il suo ok alla normativa.</p>
<p style="text-align: right">(Elisa Marino)</p>
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		<title>L’istruzione per le persone con disabilità tra passato, presente e futuro</title>
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		<pubDate>Fri, 10 May 2024 10:21:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>FinestrAperta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Riceviamo e pubblichiamo una riflessione su un tema di cui si sta recentemente discutendo, il ripristino delle classi separate Ultimamente ha fatto discutere la proposta di formare classi separate per[...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h2 style="text-align: justify;">Riceviamo e pubblichiamo una riflessione su un tema di cui si sta recentemente discutendo, il ripristino delle classi separate</h2>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-29675" alt="416a052f-692f-4e66-8478-5ff40ee14ec7" src="https://www.finestraperta.it/wp-content/uploads/2024/05/416a052f-692f-4e66-8478-5ff40ee14ec7.jpg" width="1024" height="1024" /></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Ultimamente ha fatto discutere la proposta di formare classi separate per gli alunni con disabilità</strong> all&#8217;interno delle scuole. Ma dove finirebbero gli anni di lotta d&#8217;inclusione di tutti gli esseri umani nelle scuole senza discriminazioni? Si tornerebbe a istruire alcune persone separatamente o addirittura a casa? E con quale finalità? I sostenitori di questa proposta rispondono in genere che &#8220;così sarebbero istruiti meglio&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Forse dovremmo porci delle domande e cercare delle risposte che vadano a racchiudere la globalità di questa tematica a più ampio raggio, affrontando con specificità tutte le criticità che si possono presentare. Parlando per esperienza personale,<strong> quando penso al mio passato come persona disabile e come studente di scuola pubblica e poi privata, non avrei mai voluto avere una formazione differente da quella che ho ricevuto</strong> perché sono orgogliosa di come ho trascorso quegli anni caratterizzati da lotte per affermarmi, ma soprattutto da molti gesti di solidarietà da parte dei miei compagni. Ricordo ancora con molto piacere che durante le scuole elementari un compagno, diventato poi un amico, mi portava spesso lo zainetto quando facevamo le gite e mi teneva per mano quando affrontavamo strade più complicate per me. Questa è una delle tante situazioni che ho vissuto, che mi hanno permesso di diventare ciò che sono ora: una donna ed una professionista che ha dedicato la sua intera vita, nella sua piccola quotidianità, a far capire che <strong>l&#8217;inclusione è uno dei mezzi più potenti per evolverci</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Bisognerebbe superare l&#8217;idea che l&#8217;istruzione possa essere percorsa da tutti attraverso tappe ben predefinite e standardizzate, non escludendo o stigmatizzando ma al contrario adottando una didattica inclusiva che possa trasformare l&#8217;ambiente educativo in un luogo in cui si possa favorire l&#8217;autosviluppo di ogni individuo, promuovendo la crescita globale dell&#8217;intera comunità, non solo scolastica, ognuno con la propria specificità. Infatti, facendo storicamente un passo indietro, alcuni bambini considerati &#8220;non normali&#8221; seguiti da Maria Montessori superarono gli esami di licenza elementare brillantemente accanto agli altri bambini considerati &#8220;normali&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Nell’epoca delle grandi riforme e precisamente <strong>negli anni Settanta, si posero le basi per effettuare dei cambiamenti radicali anche nell&#8217;istruzione</strong>, cominciando a parlare di &#8220;inserimento&#8221; per riferirsi all&#8217;adattamento del bimbo disabile al resto del contesto scolastico. In seguito, il vocabolo &#8220;inserimento&#8221; fu sostituito dalla parola &#8220;integrazione&#8221;, che spesso viene erroneamente utilizzata come sinonimo di &#8220;inclusione&#8221;, mentre si tratta di una strategia metodologica differente finalizzata alla partecipazione e al coinvolgimento delle persone disabili nella comunità. &#8220;Inclusione&#8221;, al contrario, mette al centro il valore delle diversità come occasione di crescita per tutti gli individui e nello specifico permette che l&#8217;istituto scolastico diventi una comunità contenente una differente pluralità di persone portatrici di diversi bisogni. In particolare, <strong>attraverso la Legge 517 del 04/08/1977, vennero abolite la scuole speciali</strong> ed ora a distanza di molti anni si discute se reinserire gli alunni disabili in classe separate.</p>
<p style="text-align: justify;">Come ci insegna il nostro passato, le classi eterogenee potrebbero essere una fonte di ricchezza poiché favoriscono lo sviluppo individuale delle persone attraverso il confronto diretto con l&#8217;altro basato sull&#8217;accettazione e il reciproco sostegno, combattendo ogni forma di pietismo o peggio di stigmatizzazione o bullismo.</p>
<p style="text-align: justify;">In ultima analisi, bisognerebbe riflettere molto sul promuovere una scuola inclusiva, che possa trasformare l&#8217;ambiente socioeducativo coinvolgendo l&#8217;intera comunità. Tale pensiero è anche in linea con l&#8217;attuale orientamento internazionale della concezione della disabilità dell&#8217;ICF (Classificazione Internazionale del Funzionamento, della Disabilità e della Salute) legata a un modello che vede la condizione dell&#8217;essere umano come il prodotto fra il suo &#8220;funzionamento&#8221; e il contesto di vita. Pertanto,<strong> sostenere l&#8217;inserimento dell&#8217;alunno con disabilità in classi separate potrebbe legittimare l&#8217;errata idea di considerarlo come un fardello</strong> che rallenta le lezioni scolastiche o addirittura come fonte di disturbo, vanificando e annientando anni di lotta che le persone hanno affrontato per includersi nella società senza essere etichettate.</p>
<p style="text-align: right;">(Ilaria Maugliani)</p>
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		<title>La Divina Commedia nelle sue versioni accessibili</title>
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		<pubDate>Mon, 25 Mar 2024 19:11:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elisa Marino</dc:creator>
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		<description><![CDATA[È il Dantedì, la giornata dedicata a Dante Alighieri instituita nel 2020 dal Consiglio dei Ministri. In questa occasione vi segnaliamo alcune versioni esistenti della Divina Commedia accessibili alle persone con disabilità,[...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h2 style="text-align: justify;">È il Dantedì, la giornata dedicata a Dante Alighieri instituita nel 2020 dal Consiglio dei Ministri. In questa occasione vi segnaliamo alcune versioni esistenti della <em>Divina Commedia </em>accessibili alle persone con disabilità, sensoriale  e cognitiva</h2>
<p><a href="https://www.finestraperta.it/wp-content/uploads/2024/03/dante-4184320_1280.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-29447" alt="dante-4184320_1280" src="https://www.finestraperta.it/wp-content/uploads/2024/03/dante-4184320_1280.jpg" width="1280" height="853" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Nel 2021, l’associazione di Piacenza <a href="https://www.lamatitaparlante.it/" target="_blank"><strong>La Matita Parlante</strong></a> ha dato vita a<strong>  <em>L’inferno di  Dante</em></strong> in <strong>CAA, comunicazione avanzata alternativa.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Questo testo, pubblicato da <em>Papero Editore</em>, è stato, quindi, <strong>strutturato associando ad ogni parola un’immagine ed è stato creato da una redazione composta da una decina di ragazzi con disturbo dello spettro autis</strong><strong>tico, </strong>protagonisti del progetto “Programma autismo 0-30” dell’Azienda Usl di Piacenza. Da tale redazione, che è un unicum in Italia, fondata dall’ associazione piacentina, sono stati realizzati diversi libri<strong> in CAA o “In-Book”</strong>, tutti<strong> narranti storie originali,</strong> come A<em>nimali in cerca di amici</em>. <em>L’inferno di Dante</em> è stato il loro primo lavoro tratto da un&#8217;opera esistente. Ciascun “In-Book” è utilizzabile anche da <strong>persone con bisogni educativi speciali</strong> o da coloro che si avvicinano all’apprendimento della lingua italiana.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel 2023, <strong>la Rai</strong>, con un suo progetto di pubblica utilità ha reso usufruibile l’interpretazione di Francesco Pannofino delle<strong> tre cantiche dantesche, alle persone sorde.</strong> Lo ha fatto, creandone<strong> video sottotitolatati</strong> e inserendo al loro interno la traduzione in<strong> LIS,</strong> la lingua italiana dei segni. Sono <a href="http://https://www.raiplay.it/programmi/ladivinacommedia/versione-lis/versione-lis" target="_blank">disponibili su <em><strong>Raiplay</strong></em></a>.</p>
<p style="text-align: justify;">Mentre <strong><em>La Divina Commedia semplice semplice. L’inferno</em></strong> di <strong>Agnès Pivot</strong> è un l<strong>ibro didattico adatto agli studenti con disabilità cognitiva che necessitano di un elevato  livello di sostegno.</strong> Il libro racconta in <strong>modo semplificato i dieci canti più rilevanti dell’Inferno</strong>, lo fa anche, grazie all’uso della narrazione a<strong> fumetto</strong> e di un linguaggio che rispetta le regole dei testi ad <strong>alta comprensibilità</strong>. Gli esercizi al suo interno, vanno a riguardare le esperienze dello studente e gli richiedono di svolgere compiti per lui <strong>leggeri e non stressanti.</strong></p>
<p style="text-align: right;">(Elisa Marino)</p>
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		<title>Studenti con disabilità, i dati Istat</title>
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		<pubDate>Sat, 17 Feb 2024 20:11:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Angelica Irene Giordano</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L’incremento del 7% di studenti con disabilità nelle scuole italiane e il bisogno di un maggiore impegno L&#8217;anno scolastico 2022/2023 ha registrato un aumento del 7% degli studenti con disabilità[...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h2 style="text-align: justify;">L’incremento del 7% di studenti con disabilità nelle scuole italiane e il bisogno di un maggiore impegno</h2>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-29206" alt="teacher-4784917_1280" src="https://www.finestraperta.it/wp-content/uploads/2024/02/teacher-4784917_1280.jpg" width="1280" height="853" /></p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;anno scolastico 2022/2023 ha registrato un aumento del 7% degli studenti con disabilità nelle scuole italiane, <strong>rappresentando ora il 4,1% del totale degli iscritti, con quasi 338mila alunni.</strong> Nonostante sia visibile anche un incremento del 10% nell&#8217;offerta degli insegnanti di sostegno, il rapporto alunno-insegnante è superiore a quello previsto dalla legge<b>, </b><strong>con un terzo degli insegnanti che non ha una formazione specifica per le disabilità che gli si presentano.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Ora guardiamo un po’ di dati dall’indagine Istat: uno sguardo più approfondito rivela che un terzo degli insegnanti di sostegno non ha formazione specifica e il 12% viene assegnato in ritardo, ad anno scolastico già iniziato, creando così una ovvia discontinuità nella didattica del bambino<b>. </b><strong>Il 60% degli alunni con disabilità cambia insegnante di sostegno annualmente e il 9% affronta cambiamenti durante lo stesso anno scolastico.</strong> Gli insegnanti per il sostegno sono circa 228mila. Tuttavia, più del 30% di essi sono selezionati dalle liste curricolari o tramite messa a disposizione, quindi senza formazione specifica per il sostegno.</p>
<p style="text-align: justify;"><b></b><strong>La disabilità intellettiva rimane la più comune, colpendo il 37% degli studenti con disabilità, e la sua incidenza aumenta nelle scuole secondarie.</strong> Disturbi dello sviluppo psicologico (32%) e disturbi dell&#8217;apprendimento e dell&#8217;attenzione (circa il 20% ciascuno) seguono nella classifica. La disabilità motoria e quella visiva o uditiva sono meno frequenti.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Circa un terzo degli studenti con disabilità ha problemi di autonomia, con significative difficoltà nella comunicazione e nelle attività quotidiane, che andrebbero seguite con più attenzione.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Il 97% degli alunni con disabilità presenta una certificazione, che attiva il sostegno scolastico. Tuttavia, l&#8217;1,3% usufruisce del sostegno didattico senza certificazione, spesso in attesa di essa. Le differenze regionali sono evidenti, con la percentuale più alta nel Centro Italia (2,3%).</p>
<p style="text-align: justify;">Però piccoli miglioramenti sono già visibili: la quota di insegnanti non specializzati selezionati dalle liste curricolari è diminuita negli ultimi quattro anni e ci sono segni positivi nel rapporto alunno-insegnante.</p>
<p style="text-align: justify;">Il sistema scolastico italiano sta in realtà affrontando con impegno l&#8217;incremento degli studenti con disabilità, <strong>ma lo sforzo degli insegnanti non basta, se non si mettono sul tavolo grossi aiuti economici statali, anche erogati sotto forma di formazione per gli insegnanti di sostegno.</strong><b> </b><b></b></p>
<p style="text-align: right;">(Angelica Irene Giordano)</p>
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		<title>Quant&#8217;è difficile crescere!</title>
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		<pubDate>Mon, 18 Dec 2023 13:12:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Angelica Irene Giordano</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Un apposito osservatorio si propone di studiare il passaggio dalla scuola all&#8217;età adulta dei giovani con disabilità Il progetto, denominato &#8220;Osservatorio permanente sui processi di inclusione delle persone disabili&#8220;, intrapreso[...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h2 style="text-align: justify;">Un apposito osservatorio si propone di studiare il passaggio dalla scuola all&#8217;età adulta dei giovani con disabilità</h2>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-28858" alt="oig" src="https://www.finestraperta.it/wp-content/uploads/2023/12/OIG.jpg" width="1024" height="1024" /></p>
<p style="text-align: justify;">Il progetto, denominato &#8220;<strong>Osservatorio permanente sui processi di inclusione delle persone disabili</strong>&#8220;, intrapreso dalla Fondazione Durante e dopo di noi &#8211; Donna Colonna, rappresenta <strong>un passo significativo verso la comprensione approfondita delle esigenze e delle aspettative delle persone con disabilità nel cruciale passaggio dalla scuola all&#8217;età adulta</strong>. Questa iniziativa, nata dalla collaborazione con l&#8217;Università di Trieste, mira a fornire un sostegno mirato alle famiglie e agli enti gestori dei servizi per offrire le risposte più appropriate alle esigenze dei cittadini. Sul territorio si è notata la mancanza di luoghi adatti che orientino nelle scelte e nella quotidianità dei ragazzi, i quali si affacciano al mondo con pochissimi strumenti a loro disposizione.</p>
<p style="text-align: justify;">Il momento di transizione dalla scuola alla vita adulta si sa, è universalmente complesso; un momento della vita che ognuno di noi ricorda con molta eccitazione. <strong>Ogni giorno c’è qualcosa di nuovo da imparare, ma ad ogni passo si ha paura di sbagliare</strong>. Per le persone con disabilità, questo passaggio assume un&#8217;ulteriore complessità, specialmente in un contesto locale che, purtroppo, manca di servizi di orientamento. Isabella D&#8217;Eliso, consigliera della Fondazione Colonna, sottolinea questa lacuna e il ruolo cruciale del progetto nel colmarla.</p>
<p style="text-align: justify;">La ricerca, attualmente condotta dalla ricercatrice Elena Bortolotti del Dipartimento di Studi Umanistici dell&#8217;Università di Trieste, coinvolge interviste a famiglie e operatori sociosanitari. Le interviste sono già iniziate e fra qualche mese avremo i risultati dell’analisi. <strong>L&#8217;obiettivo principale è quello di raccogliere dati sulle necessità, esperienze e aspettative delle famiglie e dei giovani con disabilità nel periodo di transizione e collaborare con i servizi locali per creare linee guida che agevolino il passaggio verso la vita adulta.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;appello della Fondazione Colonna alle famiglie, affinché si uniscano e diano voce a coloro che potrebbero altrimenti passare inosservati, testimonia l&#8217;importanza di coinvolgere la comunità nella costruzione di un futuro più adatto per i giovani con disabilità.</p>
<p style="text-align: right;">(Angelica Irene Giordano)</p>
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		<title>Il futuro è intelligente</title>
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		<pubDate>Fri, 13 Oct 2023 15:31:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>FinestrAperta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L&#8217;Intelligenza Artificiale al servizio della disabilità: rivoluzionare la vita delle persone L&#8217;Intelligenza Artificiale (IA) ha dimostrato di essere una delle tecnologie più impattanti del nostro tempo, rivoluzionando una vasta gamma[...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h2 style="text-align: justify;">L&#8217;Intelligenza Artificiale al servizio della disabilità: rivoluzionare la vita delle persone</h2>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-28611" alt="robot-7978247_1280" src="https://www.finestraperta.it/wp-content/uploads/2023/10/robot-7978247_1280.png" width="1280" height="853" /></p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;Intelligenza Artificiale (IA) ha dimostrato di essere una delle tecnologie più impattanti del nostro tempo, rivoluzionando una vasta gamma di settori, dalla medicina alla finanza, dalla logistica all&#8217;arte. Tuttavia, una delle sue applicazioni più significative a livello sociale è l&#8217;utilizzo dell&#8217;IA al servizio delle persone con disabilità. Questa rivoluzione sta migliorando la qualità della vita di milioni di individui in tutto il mondo.</p>
<p style="text-align: justify;">“L&#8217;intelligenza artificiale ha modificato radicalmente i termini di esistenza degli esseri umani”, ha affermato il relatore speciale delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità, Gerard Quinn. “Le nuove tecnologie possono essere di enorme beneficio per le persone con disabilità e guidare la ricerca di un&#8217;uguaglianza inclusiva in un&#8217;ampia gamma di campi come l&#8217;occupazione, l&#8217;istruzione e la Vita Indipendente”, ha affermato.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Assistenza nella mobilità.</strong> Una delle aree in cui l&#8217;IA sta facendo la differenza più tangibile è nell&#8217;assistenza alla mobilità delle persone con disabilità. Le tecnologie di IA consentono la creazione di dispositivi come carrozzine intelligenti, ausili per la deambulazione e persino protesi avanzate. Questi dispositivi utilizzano sensori e algoritmi di apprendimento automatico per adattarsi alle esigenze individuali degli utenti, migliorando la loro indipendenza e autonomia. L&#8217;IA, infatti, è resa “intelligente” attraverso un processo di apprendimento automatico dipendente da una serie di dati di addestramento o algoritmi, che spesso includono dati modellati da precedenti decisioni dell’utente. Inoltre, i veicoli autonomi stanno aprendo nuove opportunità di mobilità per le persone con disabilità, consentendo loro di viaggiare in modo più sicuro ed efficiente.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Comunicazione e accessibilità.</strong> L&#8217;IA sta rivoluzionando anche il modo in cui le persone disabili comunicano e accedono alle informazioni. Applicazioni e dispositivi basati su IA possono tradurre il linguaggio dei segni in testo o viceversa, rendendo più facile la comunicazione tra le persone sorde e udenti. Inoltre, la tecnologia di riconoscimento vocale e la sintesi vocale consentono alle persone con difficoltà nella comunicazione verbale di esprimere le proprie idee e interagire con il mondo esterno. Questi sviluppi aprono nuove opportunità di istruzione, lavoro e partecipazione sociale.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Assistenza sanitaria personalizzata.</strong> L&#8217;IA sta contribuendo anche a migliorare l&#8217;assistenza sanitaria. I medici possono utilizzare algoritmi di IA per diagnosticare e trattare condizioni mediche in modo più preciso e tempestivo. Le apparecchiature mediche basate su IA, come gli esoscheletri e le protesi avanzate, possono aiutare le persone con disabilità a recuperare la mobilità e a migliorare la qualità della vita. Inoltre, i dispositivi indossabili possono monitorare costantemente lo stato di salute e inviare notifiche in tempo reale ai caregiver o ai medici in caso di emergenza.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Accesso all&#8217;istruzione e all&#8217;occupazione.</strong> Gli strumenti di apprendimento basati su IA possono essere personalizzati per adattarsi alle esigenze specifiche degli studenti con disabilità, consentendo loro di apprendere in modo efficace. Nel mondo del lavoro, può aiutare a creare ambienti di lavoro inclusivi, adattando le condizioni e i compiti per le capacità individuali dei dipendenti con disabilità.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Sfide e Preoccupazioni.</strong> Nonostante i benefici evidenti, l&#8217;uso dell&#8217;IA al servizio della disabilità solleva alcune sfide e preoccupazioni. È fondamentale affrontare questioni legate alla privacy e alla sicurezza dei dati, nonché garantire che queste tecnologie siano accessibili e convenienti per tutte le persone con disabilità, indipendentemente dalla loro situazione economica.</p>
<p style="text-align: justify;">Non sono tutte rose e fiori. L&#8217;IA non dovrebbe mai sostituire il ruolo umano nell&#8217;assistenza e nell&#8217;empowerment delle persone con disabilità. Gli aspetti umani come l&#8217;empatia, la comprensione e il supporto continuano a essere insostituibili.</p>
<p style="text-align: justify;">“Ci sono molti noti impatti discriminatori”, puntualizza Quinn. “I predicati che stanno alla base degli algoritmi che guidano l&#8217;Intelligenza Artificiale possono riflettere e incorporare ipotesi abiliste. La disabilità può essere vista dalla tecnologia come deviante e quindi sgradita&#8221;, ha dichiarato Quinn. “(Le persone con disabilità) possono essere escluse dalla considerazione per l&#8217;impiego senza mai considerare i loro meriti e se un &#8216;accomodamento ragionevole&#8217; potrebbe aiutarli a consentire loro di svolgere le funzioni essenziali di un lavoro”.</p>
<p style="text-align: justify;">In conclusione, l&#8217;Intelligenza Artificiale sta rivoluzionando in modo positivo la vita delle persone con disabilità, offrendo nuove opportunità di autonomia, comunicazione, assistenza sanitaria e partecipazione sociale. Tuttavia, è importante che questa tecnologia sia sviluppata e utilizzata in modo etico, con attenzione alle esigenze e ai diritti delle persone con disabilità, e che continui a essere integrata in un approccio globale all&#8217;inclusione e all&#8217;uguaglianza.</p>
<p style="text-align: justify;">“Soprattutto, chiediamo un nuovo spazio collaborativo – conclude il professor Quinn – tra il settore aziendale, il governo e la società civile per elaborare e realizzare i vantaggi positivi della tecnologia e adottare misure attive per invertire alcuni dei suoi noti impatti negativi nel futuro. Altrimenti, gli &#8216;ultimi rimasti indietro&#8217; semplicemente non avranno alcuna possibilità di recuperare il ritardo. Data la promessa della tecnologia, questa sarebbe una tragedia per l&#8217;umanità”.</p>
<p style="text-align: justify;">A proposito, questo articolo è stato concepito grazie alla Intelligenza Artificiale. Sorprendente, non è vero?</p>
<p style="text-align: right;">(Giuseppe Franchina)</p>
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		<title>&#8220;Siamo invisibili alla Sanità e alle istituzioni. Diamone eco mediatica&#8221;. L&#8217;appello della mamma caregiver</title>
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		<pubDate>Wed, 30 Aug 2023 16:44:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>FinestrAperta</dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<h2 style="text-align: justify;"><strong>Riceviamo e volentieri pubblichiamo una lettera pervenuta in redazione. Antonietta S. ci scrive per raccontarci della difficile situazione che stanno vivendo lei e il figlio con autismo. Le diamo spazio auspicandoci di raggiungere chi è in grado di sostenerla<br />
</strong></h2>
<div id="attachment_28408" class="wp-caption aligncenter" style="width: 1546px"><img class="size-full wp-image-28408" alt="Antonietta S." src="https://www.finestraperta.it/wp-content/uploads/2023/08/b31e0e72-8144-4cdc-9880-02c2b19f186f.jpg" width="1536" height="2048" /><p class="wp-caption-text">Antonietta S.</p></div>
<p style="text-align: justify;">Scrivo alla cortese attenzione di codesta spettabile redazione di <em>FinestAperta</em> per rappresentarVi la drammatica situazione che stiamo vivendo io e mio figlio.</p>
<p style="text-align: justify;">Mi chiamo Antonietta Sipone. Io e mio figlio siamo in difficoltà. Invisibili alla Sanità e alle istituzioni. Dopo l&#8217;ennesima porta in faccia, il mio appello a chiedere un’alternativa dignitosa, per me e per mio figlio.</p>
<p style="text-align: justify;">Sono una di quelle madri caregiver che dedicano ogni minuto della propria vita alle esigenze dei propri figli. Mio figlio, di dieci anni, soffre del disturbo dello spettro autistico moderato, che è invalidante e lo rende non autosufficiente, bisognoso di costose terapie e di una figura adulta che lo affianchi e sostenga sempre. Quella figura sono IO.</p>
<p style="text-align: justify;">Sono in uno stato di separazione di fatto da circa un anno e vivo sola con mio figlio. Ho dovuto chiudere la mia attività a fine dicembre 2022, accumulando ingenti debiti. La situazione, già di per sé difficile, si complica con i problemi economici che gravano sulle spalle dell’intera famiglia. Il mio ex marito ha una situazione lavorativa precaria e non riesce a darmi un mantenimento regolare per nostro figlio. Io non riesco a trovare un lavoro compatibile con il mio ruolo di madre caregiver e con le esigenze di mio figlio. Non che non ci abbia provato a cercarlo e a reinventarmi. Infatti ad aprile 2023 avevo trovato lavoro come Assistente alla comunicazione aumentativa alternativa in una scuola primaria del Municipio Roma XIII, ma il mio incarico professionale si è concluso l’8 giugno scorso con la chiusura delle scuole. Da allora sono nuovamente disoccupata e i problemi economici si sono moltiplicati.</p>
<p style="text-align: justify;">La nostra vita si tiene in bilico sul filo della sopravvivenza. Viviamo in una casa di 35 metri quadrati piena di muffa, che provoca spesso in mio figlio affezioni delle vie respiratorie, dermatiti eccetera, aggravate dalle numerose allergie alimentari e farmacologiche di cui soffre. I preventivi per il risanamento dell’appartamento si aggirano intorno ai 30-35mila euro e ovviamente non posso cominciare i relativi interventi di ristrutturazione. Mi chiedo se esistano professionisti del settore che in casi eccezionali effettuino interventi di ristrutturazione a titolo di beneficenza.</p>
<p style="text-align: justify;">Ho in essere anche un mutuo da undici anni, che durerà fino al 2042 compreso. Ho dovuto sospendere il mutuo per tutto il 2023, non potendo permettermi le rate da circa 900 euro al mese. A gennaio 2024 dovrò, non so come, ricominciare a pagarle.</p>
<p style="text-align: justify;">Nonostante la nostra bella città, Roma, sia una delle più importanti al mondo e ricca di risorse, io e mio figlio non possiamo accedere a nessuna rete di sostegno familiare e sociale.</p>
<p style="text-align: justify;">Una situazione di solitudine che, se da un lato vede il silenzio delle istituzioni, si accompagna anche alla mancanza di familiari che mi possano aiutare concretamente, in quanto negli ultimi anni ho perso i miei genitori e, prematuramente, il mio unico Fratello di trentaquattro anni in un ospedale romano contro il quale avevo intentato un procedimento penale archiviato sempre per meri motivi economici.</p>
<p style="text-align: justify;">Come se non bastasse, pochi giorni fa mi è stata sospesa anche l’utenza domestica del servizio elettrico per sei giorni a causa di una fattura saldata di 7.200 euro relativa ai consumi dell&#8217;attività cessata a dicembre 2022, con gravi conseguenze per l’equilibrio psico-emotivo di mio figlio, oltre a difficoltà di ordine pratico e di igiene per entrambi. Ad oggi il Servizio Elettrico è stato ripristinato con l&#8217;accordo per una rateizzazione in quarantotto mesi.</p>
<p style="text-align: justify;">Questa situazione mi sta portando alla disperazione. Abbiamo diritto ad una vita dignitosa e a stare in un ambiente domestico salubre. Io ho diritto ad avere un lavoro. Mio figlio è un bambino con disabilità e in quanto tale deve essere tutelato! Ha diritto alle terapie che, a parte un breve intervento logopedico di cinque mesi nel 2022, sono state interrotte dalla Asl nel 2019. Mio figlio è senza le terapie in convenzione dal 2019.</p>
<p style="text-align: justify;">Per gravi problemi economici ho dovuto interrompere tutte le terapie private di mio figlio tranne la Terapia Multisistemica in Acqua (TMA) che, con enormi sacrifici, era l’unica possibile da sostenere grazie all’indennità di accompagnamento che percepisce mio figlio e, la cui rimanenza utilizzo per comprare alimenti e integratori a lui indispensabili a causa delle sue numerose allergie considerate dalla Sanità italiana &#8220;transitorie&#8221; per le quali non è riconosciuto alcun contributo e/o ticket di rimborso.</p>
<p style="text-align: justify;">Tra i vari tentativi di farmi ascoltare, ad aprile 2022 ho fatto richiesta anche di predisposizione del progetto individuale di vita L. 328/2000 art. 14, ma ad oggi né Municipio né Asl ci hanno dato udienza. In queste situazioni, di fronte al silenzio assordante delle istituzioni, in genere si tenta la strada del ricorso legale, ma non posso permettermelo: tutto ciò che ho è necessario per tirare avanti con e per mio figlio.</p>
<p style="text-align: justify;">Anche la burocrazia non mi aiuta. Avendo avuto un’attività commerciale fino al 31 dicembre 2022 non rientro neanche nel gratuito patrocinio. Ho anche contratto, per la stessa attività commerciale, un prestito post-Covid di 13.300 euro che, con la cessazione, non sono riuscita a sostenere: sono stata quindi segnalata come cattiva pagatrice. Seguirà a breve tutto l’iter di pignoramento per il recupero credito. Ho bisogno di assistenza legale e fiscale pro bono.</p>
<p style="text-align: justify;">Continuo a cercare lavoro. Sto anche frequentando un corso di formazione Oepac con pagamento rateizzato nella speranza di essere assunta a novembre dopo l’esame finale e lavorare nelle scuole con la sicurezza di poter stare con mio figlio durante i periodi di chiusura delle stesse. Per lavorare, però, è necessario l&#8217;aiuto delle istituzioni. Ho bisogno del Servizio Saish del Municipio Roma XIV con l&#8217;assegnazione di un operatore/educatore domiciliare formato sull’autismo che possa sostituirmi e assistere mio figlio a casa, per esempio quando si ammala, per permettermi di andare a lavorare e garantire una stabilità a mio figlio. Siamo in graduatoria d’attesa per il servizio Saish domiciliare del Municipio Roma XIV da almeno cinque anni.</p>
<p style="text-align: justify;">Ho bisogno di un lavoro in smart working o che mi consenta di stare con mio figlio quando sta male o quando le scuole sono chiuse senza disagio per nessuno.</p>
<p style="text-align: justify;">Sono una donna e madre disperata. Non cerco contributi economici.</p>
<p style="text-align: justify;">Vi chiedo umilmente di dare eco mediatica alla nostra terribile situazione e di attivarVi come possibile presso gli Uffici di competenza del territorio e/o eventuali Enti/Associazioni che possano intervenire in nostro favore. Non da ultimo è fondamentale considerare che aiutarci significa creare un precedente che aiuterà i milioni di caregiver familiari che si trovano purtroppo in situazioni analoghe alla nostra.</p>
<p style="text-align: justify;">Grazie.</p>
<p style="text-align: right;">Antonietta S.</p>
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