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	<title>FinestrAperta.it &#187; Musica | FinestrAperta.it</title>
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		<title>Oltre Spotify: come amare la musica senza sensi di colpa</title>
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		<pubDate>Wed, 03 Dec 2025 17:58:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Manuel Tartaglia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Tra algoritmi invadenti, compensi da fame agli artisti e scelte etiche controverse, la nota piattaforma è sotto accusa. Ma le alternative non mancano Non è necessario essere attivisti, eroi o eroine[...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h2 style="text-align: justify;">Tra algoritmi invadenti, compensi da fame agli artisti e scelte etiche controverse, la nota piattaforma è sotto accusa. Ma le alternative non mancano</h2>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-31307" alt="wesley-tingey-4q_1c0rd1a0-unsplash" src="https://www.finestraperta.it/wp-content/uploads/2025/12/wesley-tingey-4q_1c0rd1A0-unsplash.jpg" width="4922" height="4000" /></p>
<p style="text-align: justify;">Non è necessario essere attivisti, eroi o eroine per contribuire a una società migliore: possiamo fare la differenza anche con piccoli gesti quotidiani, apparentemente insignificanti. Ascoltare musica, per esempio.</p>
<p style="text-align: justify;">In un mondo dove le piattaforme digitali dominano il panorama musicale, la nostra attenzione e i nostri click hanno un valore. E allora vale la pena chiedersi: dove va quel valore? Chi ne beneficia? Possiamo fare scelte più etiche anche quando si tratta di ascoltare musica? Come vedremo, possiamo eccome.</p>
<h3 style="text-align: justify;"><em>Spotify</em> sotto i riflettori: di cosa la si accusa</h3>
<p style="text-align: justify;">La riflessione parte dalle critiche e proteste che in tutto il mondo stanno investendo quello che probabilmente è il più popolare servizio di streaming musicale in circolazione, <em>Spotify</em>. Non sono poche le ombre che destano preoccupazione riguardo l&#8217;aspetto etico di questa piattaforma. Ecco di cosa la si accusa.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Compensi agli artisti.</strong> Molti musicisti indipendenti denunciano guadagni irrisori, mentre solo una piccola élite riesce a sopravvivere grazie agli stream. Se un brano caricato sulla piattaforma non supera i mille ascoltatori all’anno, infatti, non riceverà alcun pagamento. Ad essere colpiti da questa pratica, chiamata &#8220;demonetizzazione&#8221;, sono circa due terzi del catalogo. La conseguenza è che crescerà sempre più il divario tra le poche grandi star internazionali sostenute dalle major, che continueranno a prosperare, e la maggioranza composta da artisti minori.</p>
<p style="text-align: justify;">La United Musicians and Allied Workers Union ha criticato la riforma dei pagamenti introdotta lo scorso anno, affermando che arricchirà ulteriormente chi è già in cima alla piramide, lasciando a bocca asciutta tutti gli altri. Critiche anche da Future of Music Coalition, che ha accusato <em>Spotify</em> di tradire la sua promessa iniziale di equità e accesso per tutti.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Un algoritmo particolarmente aggressivo.</strong> <em>Spotify</em> scoraggia la libera scelta dell&#8217;utente, trasformando l&#8217;esperienza d&#8217;ascolto in un feed che ripete se stesso, soffocando la scoperta e premiando solo chi si piega alle sue regole. In pratica, più che suggerirci cosa ascoltare, l&#8217;app ci forza attraverso un algoritmo che registra ogni skip, replay e preferito, costruendo un profilo a cui spinge sempre più musica simile a quella che già ascoltiamo. Il risultato è che ci ritroviamo chiusi in una bolla musicale, nella quale c&#8217;è poca varietà. Gli artisti più coraggiosi e originali vengono di fatto tagliati fuori perché l’algoritmo di <em>Spotify</em> favorisce chi produce brani “ottimizzati” per funzionare bene nel sistema. In altre parole, la personalizzazione diventa così forte da trasformarsi in una sorta di filtro che riduce la scoperta e concentra la visibilità su pochi nomi, rendendo la musica meno libera e più scontata.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Investimenti nel settore bellico.</strong> Le polemiche più recenti sono legate alla figura di Daniel Ek, fondatore di <em>Spotify</em>, che ha investito centinaia di milioni di euro, tramite il fondo Prima Materia, nella start-up Helsing, specializzata in tecnologie militari basate sull’intelligenza artificiale. L’azienda sviluppa software per droni, sottomarini e sistemi di sorveglianza. Questo ha scatenato una vera e propria ondata di boicottaggi. Tra i più noti, i Massive Attack hanno chiesto la rimozione il loro catalogo da <em>Spotify</em>, dichiarando: “Vedere i proventi del nostro lavoro contribuire allo sviluppo di tecnologie letali e distopiche è inaccettabile”. La band ha aderito anche alla campagna <a href="https://nomusicforgenocide.org." target="_blank">No Music For Genocide</a>, che denuncia l’uso dell’intelligenza artificiale per scopi bellici e repressivi. In Italia il Mei (Meeting etichette indipendenti) ha invitato i propri sostenitori ad abbandonare <em>Spotify</em>, favorendo piattaforme più etiche.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Annunci pubblicitari anti immigrati.</strong> A peggiorare la situazione, nel settembre 2025 <em>Spotify</em> ha iniziato a trasmettere annunci pubblicitari dell’agenzia statunitense ICE (Immigration and Customs Enforcement), rivolti al reclutamento di nuovi agenti. La ICE è accusata di metodi repressivi, violazioni dei diritti e di alimentare un clima di paura con agenti mascherati in assetto da guerra e deportazioni di massa. Alcuni spot trasmessi su <em>Spotify</em> descrivono gli immigrati come “pericolosi illegali”, suscitando indignazione tra utenti e artisti. La band americana Thursday ha chiesto pubblicamente la rimozione di questi annunci, invitando i fan a boicottare la piattaforma.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Amicizie discutibili.</strong> <em>Spotify</em> ha finanziato parte della cerimonia di insediamento di Donald Trump, contribuendo all’organizzazione di un brunch celebrativo nella sua campagna elettorale.</p>
<p style="text-align: justify;">All&#8217;evento era presente Ben Shapiro, conservatore radicale critico verso il progressismo, il femminismo, il multiculturalismo e le politiche identitarie. Il suo podcast ha suscitato polemiche per alcune dichiarazioni su Islam, aborto, transgender e Black Lives Matter, che molti considerano provocatorie e offensive.</p>
<p style="text-align: justify;">Sulla piattaforma, inoltre, è ospitato in esclusiva il podcast di Joe Rogan, noto per le sue posizioni giudicate razziste e negazioniste. Le polemiche attorno al suo podcast hanno portato artisti come Neil Young a ritirare la propria musica da <em>Spotify</em> in segno di protesta.</p>
<h3 style="text-align: justify;">Scegliere diversamente si può</h3>
<p style="text-align: justify;">Le voci critiche nei confronti di <em>Spotify</em> non mancano: giornalisti, riviste culturali, critici musicali e centinaia di artisti tra cui Taylor Swift, Joni Mitchell, Thom Yorke, Nigel Godrich, David Byrne, Trent Reznor, Adele, Beyoncé, Jay‑Z, Garth Brooks, The Black Keys, Tool, Moby, Snoop Dogg, Coldplay e tanti altri. Tutti d&#8217;accordo nel denunciare mancanza di trasparenza e pratiche discutibili.</p>
<p style="text-align: justify;">Cosa possiamo fare, invece, noi utenti? Esiste la possibilità di continuare a coltivare la nostra passione per la musica senza sensi di colpa, rispettando i nostri valori e sostenendo i nostri artisti preferiti in maniera più equa? La risposta è decisamente affermativa.</p>
<h3 style="text-align: justify;">La musica che si sente meglio: tanti altri servizi di streaming musicale</h3>
<p style="text-align: justify;"><em>Spotify</em> è diventata sinonimo di streaming musicale, ma non è affatto l’unica opzione disponibile. Anzi, per chi cerca un’esperienza diversa, più etica e di miglior qualità, esistono piattaforme che offrono condizioni migliori per gli artisti, maggiore definizione audio e una filosofia più trasparente. Alcune di queste alternative mettono al centro la musica indipendente, altre puntano sull’alta fedeltà, altre ancora propongono modelli di pagamento più equi.</p>
<p style="text-align: justify;">Passiamo dunque in rassegna, in ordine alfabetico, le piattaforme di streaming musicale più importanti. A voi la scelta.</p>
<p style="text-align: justify;"><em><strong>Amazon Music</strong></em> è un&#8217;opzione comoda per chi è già dentro l’ecosistema <em>Amazon</em>. Offre audio HD e Ultra HD, un catalogo vasto e integrazione con Alexa. Tuttavia, i compensi agli artisti non sono particolarmente trasparenti e la filosofia resta legata a logiche commerciali. Non è tra le opzioni più etiche, ma può essere utile per chi cerca praticità.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em>Apple Music</em></strong> punta su qualità e integrazione. Supporta l’audio Lossless e Dolby Atmos, ha uno dei cataloghi più ampi al mondo e offre una remunerazione agli artisti leggermente superiore a quella di <em>Spotify</em>. Si distingue per la sua accessibilità, con una integrazione profonda con VoiceOver, Siri e l’intero ecosistema <em>Apple</em>, che garantisce un’esperienza molto fluida per chi usa screen reader o comandi vocali. Tuttavia, la piattaforma resta chiusa e poco trasparente nei suoi algoritmi. È una scelta solida per chi cerca qualità e compatibilità, ma non è la più virtuosa sul piano etico.</p>
<p style="text-align: justify;"><em><strong>Bandcamp</strong></em> è la piattaforma più etica in assoluto. Gli artisti ricevono circa l’85% dei ricavi e gli utenti possono acquistare direttamente album, singoli e merchandising. <em>Bandcamp</em> promuove addirittura giornate speciali in cui rinuncia alla propria quota per devolvere tutto agli artisti. Non ha algoritmi, non ha pubblicità, e valorizza la musica come bene culturale. È la scelta ideale per chi vuole sostenere la scena indipendente in modo diretto e consapevole.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em>Deezer</em> </strong>si distingue per aver sperimentato il modello di pagamento “user-centric”, in cui i soldi dell’abbonamento vanno direttamente agli artisti che l’utente ascolta, anziché essere distribuiti in base al volume totale di stream. Offre anche audio Flac (qualità CD) e un’interfaccia intuitiva, con un buon equilibrio tra algoritmi e scoperta musicale. È una delle opzioni più promettenti per chi cerca equità nel sistema di distribuzione.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em>Qobuz</em></strong> è perfetta per gli audiofili e gli amanti della musica curata. Offre contenuti editoriali, download in alta risoluzione (fino a 24-bit) e promuove l’acquisto diretto degli album. Non usa algoritmi invasivi e valorizza la musica come esperienza culturale. È meno mainstream, ma più profonda e rispettosa della musica come arte.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em>SoundCloud</em></strong> è un ecosistema aperto e creativo, dove chiunque può caricare musica. È particolarmente amato da DJ, produttori e artisti emergenti. La piattaforma consente monetizzazione diretta e interazione tra utenti, con commenti sulle tracce e possibilità di repost. È meno strutturata delle altre, ma più viva e sperimentale. L’etica dipende molto da come viene usata, ma resta uno spazio importante per la libertà creativa.</p>
<p style="text-align: justify;"><em><strong>Tidal</strong> </em>è un’alternativa etica e orientata alla qualità. Offre audio HiFi e HiRes, ha una politica di compensi più generosa rispetto alla media e ha promosso iniziative per la giustizia sociale. Alcuni piani prevedono che una quota dell’abbonamento vada direttamente agli artisti più ascoltati dall&#8217;utente. È una delle scelte migliori per chi cerca un ascolto di alto livello e vuole contribuire a un modello più equo.</p>
<p style="text-align: justify;"><em><strong>YouTube Music</strong></em> è una scelta accessibile e ricca di contenuti, grazie all’integrazione con i video musicali e le performance live. Tuttavia, l’etica della piattaforma è controversa: l’uso intensivo di algoritmi, la pubblicità invasiva e i compensi bassi agli artisti la rendono meno sostenibile. È utile per varietà e accesso gratuito, ma non è la scelta più responsabile.</p>
<p style="text-align: justify;">Di seguito vi forniamo la nostra classifica delle tre migliori piattaforme per etica, vastità del catalogo, qualità audio e accessibilità.</p>
<table border="1" cellspacing="0" cellpadding="8">
<thead>
<tr>
<th>Classifica</th>
<th>Etica</th>
<th>Catalogo</th>
<th>Qualità Audio</th>
<th>Accessibilità</th>
</tr>
</thead>
<tbody>
<tr>
<td>1° posto</td>
<td>Tidal / Qobuz (pari)</td>
<td>Apple Music / YouTube Music (pari)</td>
<td>Tidal / Qobuz (pari)</td>
<td>Apple Music</td>
</tr>
<tr>
<td>2° posto</td>
<td>Apple Music / Deezer (pari)</td>
<td>Spotify / Amazon Music (pari)</td>
<td>Apple Music / Amazon Music (pari)</td>
<td>Spotify</td>
</tr>
<tr>
<td>3° posto</td>
<td>Amazon Music</td>
<td>Deezer</td>
<td>Deezer / YouTube Music (pari)</td>
<td>Deezer</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<h3 style="text-align: justify;">Come trasferire le nostre playlist in una nuova piattaforma</h3>
<p style="text-align: justify;">Una volta scelto un nuovo servizio di streaming musicale, molti si chiederanno: come trasferire da <em>Spotify</em> le nostre playlist, gli artisti, gli album e le canzoni preferite salvate nel tempo?</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;operazione è semplice e richiede pochi minuti grazie a vari servizi online specializzati in questo lavoro, come <a href="https://www.tunemymusic.com/it" target="_blank">TuneMyMusic</a>, <a href="https://soundiiz.com/" target="_blank">Soundiiz</a> o <a href="https://freeyourmusic.com/it" target="_blank">FreeYourMusic</a>, che permettono di trasferire e sincronizzare facilmente i contenuti tra piattaforme diverse. Basta collegare i propri account, selezionare le playlist o gli album da trasferire e scegliere la piattaforma di destinazione: il servizio copierà automaticamente i brani, mantenendo spesso anche l’ordine originale della playlist. Questi strumenti sono particolarmente utili per chi vuole cambiare servizio senza perdere anni di raccolte musicali o per chi desidera ascoltare le proprie selezioni su più piattaforme contemporaneamente.</p>
<h3 style="text-align: justify;">La scelta sta a voi</h3>
<p style="text-align: justify;">La musica ci accompagna ogni giorno, ma raramente ci fermiamo a pensare al sistema che la sostiene. Un sistema di luci e ombre, in cui però possiamo fare la differenza. Liberarsi da <em>Spotify</em> non vuol dire rinunciare alla nostra passione: significa scegliere consapevolmente come viverla, in alcuni casi provando un&#8217;esperienza d&#8217;ascolto decisamente migliore.</p>
<p style="text-align: justify;">Ogni stream è una scelta. Voi da che parte state?</p>
<p style="text-align: right;">(Manuel Tartaglia)</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Prayer of the Mothers è la canzone che spiega il dolore israelopalestinese</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Oct 2023 10:55:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Angelica Irene Giordano</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ha sette anni ma è oggi più che mai attuale, la canzone che dà voce alle madri che chiedono la pace In mezzo al caos e alla discordia del nuovo[...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h2 style="text-align: justify;">Ha sette anni ma è oggi più che mai attuale, la canzone che dà voce alle madri che chiedono la pace</h2>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-28644" alt="israelopalestinese" src="https://www.finestraperta.it/wp-content/uploads/2023/10/israelopalestinese.jpg" width="717" height="508" /></p>
<p style="text-align: justify;">In mezzo al caos e alla discordia del nuovo conflitto israelo-palestinese, <strong>si riscopre la speranza attraverso la potente canzone <em>Prayer of the Mothers</em></strong>, interpretata dall’artista israeliana Yael Deckelbaum nel 2016. Questo brano ha nel tempo assunto un significato particolare all&#8217;interno del contesto complesso e disperato del Medio Oriente.</p>
<p style="text-align: justify;">Ciò che rende questa canzone così importante è il suo originale punto di partenza. &#8220;<em>Prayer of the Mothers</em> nasce da<strong> un movimento di donne coraggiose, molte delle quali madri</strong>, che hanno deciso di unire le loro voci per chiedere una fine al conflitto che ha causato sofferenza alle loro famiglie e alle loro comunità per generazioni. Questo brano, perciò, rappresenta le madri provenienti da entrambi i lati del conflitto, unite dal comune desiderio di pace e riconciliazione.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Prayer of the Mothers</em> cattura l&#8217;essenza di un desiderio condiviso, quello di vedere un futuro in cui i loro figli possano crescere lontani dalla paura e dalla violenza. La musica è solo il mezzo unificante di questa volontà. Il testo richiama un&#8217;urgenza universale per la pace. La canzone è diventata un simbolo di speranza e riconciliazione tra i palestinesi e gli israeliani e nasce a seguito di <strong>un’alleanza nata tra la cantautrice e un gruppo di donne alla guida del movimento “Women Wage Peace”</strong>. Movimento nato nell’estate del 2014 durante l’operazione militare “Margine di protezione”, uno dei tanti lampi di guerra fra Israele e Gaza.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel video della canzone sono presenti donne di moltissime religioni diverse, intervallate dalle immagini della reale marcia avvenuta nell&#8217;ottobre del 2016. <strong>Più di 3mila donne, sia israeliane che palestinesi</strong>, hanno partecipato camminando dal nord di Israele fino a Gerusalemme. La marcia si è conclusa con una manifestazione di fronte alla residenza ufficiale del primo ministro Netanyahu. Tra i relatori dell&#8217;evento era presente anche Leymah Gbowee, un&#8217;attivista liberiana per la pace che ha ricevuto il Premio Nobel nel 2011, nota per il suo contributo alla fine della seconda guerra civile liberiana. Marcia, questa per la pace, tra l&#8217;altro ripetuta tre giorni prima del fatidico 7 ottobre 2023.</p>
<p style="text-align: justify;">Sette anni di vita per una canzone, adesso come prima, più attuale che mai. Capace, di nuovo, di farci comprendere come il conflitto abbia radici profonde e dolorose per entrambe le parti.</p>
<p style="text-align: justify;"><iframe title="YouTube video player" src="https://www.youtube.com/embed/YyFM-pWdqrY?si=fQCjZyWksiWBArWF" height="315" width="560" allowfullscreen="" frameborder="0"></iframe></p>
<p style="text-align: right;">(Angelica Irene Giordano)</p>
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		<title>Concerti negati: la vicenda della fan italiana di Taylor Swift</title>
		<link>https://www.finestraperta.it/concerti-negati-la-vicenda-della-fan-italiana-di-taylor-swift/</link>
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		<pubDate>Wed, 23 Aug 2023 11:34:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Angelica Irene Giordano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Barriere Architettoniche]]></category>
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		<description><![CDATA[La storia di Silvia Stoyanova, una fan milanese di Taylor Swift, evidenzia l&#8217;inaccessibilità nei luoghi che molte persone con disabilità ancora devono affrontare per seguire degli eventi in strutture pubbliche[...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h2 style="text-align: justify;">La storia di Silvia Stoyanova, una fan milanese di Taylor Swift, evidenzia l&#8217;inaccessibilità nei luoghi che molte persone con disabilità ancora devono affrontare per seguire degli eventi in strutture pubbliche</h2>
<div id="attachment_28366" class="wp-caption aligncenter" style="width: 1290px"><img class="size-full wp-image-28366" alt="Silvia Stoyanova in un frammento del suo video appello" src="https://www.finestraperta.it/wp-content/uploads/2023/08/909724-thumb-full-720-170823_l_appello_di_silvia_stoya.jpg" width="1280" height="720" /><p class="wp-caption-text">Silvia Stoyanova in un frammento del suo video appello</p></div>
<p style="text-align: justify;">È il 17 agosto quando Silvia Stoyanova, un&#8217;entusiasta fan di Taylor Swift, residente a Milano, decide di condividere sugli ormai nuovi mezzi di denuncia (i social network e in questo caso le piattaforme <em>Tik Tok</em> e<em> Change.org</em>) l’esperienza frustrante che ha vissuto, che l’ha portata a dover rinunciare al concerto della sua cantante preferita. Infatti, nonostante l’acquisto di un biglietto per spettatori disabili in platea vip, <strong>le possibilità della struttura di ospitare sedie a ruote sono molto limitate</strong>. Problema comune, che molte persone non deambulanti affrontano quotidianamente. Ma a stupire è forse il luogo in cui si terrà il concerto; non una piccola struttura di paese, bensì lo stadio più grande e forse più importante d’Italia: San Siro, a Milano. Con la capacità di ospitare 75.925 spettatori, l&#8217;indignazione sulla mancanza di spazio adibito per qualche fan non deambulante è prevedibile.</p>
<p style="text-align: justify;">Nonostante i progressi nell&#8217;ambito dell&#8217;accessibilità, molte persone affrontano ancora ostacoli insormontabili per partecipare a eventi che per molti sono una fonte di gioia e svago. Nel caso di Silvia, i posti riservati alle persone con disabilità erano già esauriti, <strong>l&#8217;acquisto del biglietto Vip non è bastato</strong>: l&#8217;agenzia ha comunque negato l&#8217;accesso a causa della sua carrozzina.</p>
<p style="text-align: justify;">La sua reazione però non è stata quella di rassegnazione, bensì di azione. <strong>Silvia ha lanciato una petizione online</strong> per chiedere l&#8217;installazione di una pedana aggiuntiva allo stadio di San Siro, affinché le persone con disabilità possano partecipare senza impedimenti. L&#8217;ampio sostegno raccolto dalla petizione &#8211; siamo ora a più di 34mila firme in pochissimi giorni e all&#8217;attenzione di figure di spicco dell&#8217;ambito sociale &#8211; dimostra quanto sia urgente e molto richiesto affrontare la questione dell&#8217;accessibilità e dell&#8217;inclusione nelle strutture pubbliche, grazie anche al suo racconto: “Una volta chiuse le vendite, l&#8217;agenzia ha iniziato a occuparsi anche di noi (persone con disabilità NdR), mandando a destra e a sinistra mail in cui decideva chi fare entrare e chi no. Il criterio con cui sono state prese tali decisioni non è mai stato reso noto o scritto nero su bianco sul sito degli organizzatori. Purtroppo, essendo un evento privato, questa agenzia può gestire le cose come più le pare e piace. Io rientro tra le persone che sono state escluse dall&#8217;evento. Allora ho chiamato l&#8217;agenzia comunicando loro che mi sono comprata un biglietto Vip zona prato fronte palco (area accessibile con la sedia a rotelle) e la loro risposta è stata: ‘in ogni caso, seduta sulla sedia a rotelle, non puoi partecipare pure avendo quel biglietto’, lasciando intendere che se io fossi in grado di alzarmi e camminare non ci sarebbe alcun problema&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Mi rendo conto che sia impossibile far entrare tutti i disabili che hanno inviato la loro richiesta&#8221;, spiega Silvia nella descrizione della petizione, considerando le limitazioni di sicurezza. Tuttavia, l&#8217;installazione di spazi aggiuntivi, anche se limitati, potrebbe garantire l&#8217;accesso a un maggior numero di persone con disabilità.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La notizia ha raggiunto addirittura la ministra per le Disabilità</strong>, Alessandra Locatelli, che ha promesso: &#8220;A settembre istituirò, presso il ministero della disabilità, un tavolo di lavoro per un confronto serio e approfondito con tutti i principali soggetti coinvolti e interessati al tema&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">In attesa che le istituzioni ti intervengano garantendo a tutte e tutti la partecipazione alle attività pubbliche, <strong>possiamo partecipare alla petizione di Silvia Stoyanova a questo indirizzo: <a href="https://www.change.org/p/anche-i-disabili-italiani-hanno-diritto-a-partecipare-al-concerto-di-taylor-swift">https://www.change.org/p/anche-i-disabili-italiani-hanno-diritto-a-partecipare-al-concerto-di-taylor-swift</a></strong></p>
<p style="text-align: right;">(Angelica Irene Giordano)</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Quando le note sono accessibili</title>
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		<pubDate>Tue, 30 May 2023 15:27:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Angelica Irene Giordano</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Tra i progetti che ci sono stati raccontati dai nostri ospiti alle Manifestazioni Nazionali UILDM, ha suscitato il nostro interesse &#8220;Musica senza confini&#8221;, del quale si era tenuto un laboratorio[...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h2 style="text-align: justify;">Tra i progetti che ci sono stati raccontati dai nostri ospiti alle Manifestazioni Nazionali UILDM, ha suscitato il nostro interesse &#8220;Musica senza confini&#8221;, del quale si era tenuto un laboratorio nel 2022 proprio durante l&#8217;evento di Lignano</h2>
<div id="attachment_28073" class="wp-caption aligncenter" style="width: 2058px"><img class="size-full wp-image-28073" alt="&quot;Musica senza Confini&quot; dal vivo" src="https://www.finestraperta.it/wp-content/uploads/2023/05/WhatsApp-Image-2023-05-19-at-18.15.30.jpeg" width="2048" height="1152" /><p class="wp-caption-text">&#8220;Musica senza Confini&#8221; dal vivo</p></div>
<p style="text-align: justify;">Un concerto, gli strumenti risuonano, gli applausi si alzano nell&#8217;aria. Le note si fondono e i musicisti si esprimono con maestria. Ma cosa accade quando queste stesse note incontrano le sfide delle limitazioni fisiche? È così che prende vita il progetto &#8220;Musica senza confini&#8221;, <strong>ideato dal musicista Manuele Maestri</strong> nel 2019 (<a href="https://www.mixcloud.com/FinestrAperta/31072020-note-a-margine-manuele-maestri/" target="_blank">qui</a> una nostra intervista a lui nel 2020 e <a href="https://www.mixcloud.com/FinestrAperta/19052022-manifestazioni-nazionali-uildm-manuele-maestri/" target="_blank">qui</a> un&#8217;altra nel 2022), che dimostra come l&#8217;armonia musicale non conosca barriere né confini.</p>
<p style="text-align: justify;">Durante le <a href="https://www.finestraperta.it/lignano-2023-speciale-manifestazioni-nazionali-uildm/">Manifestazioni Nazionali UILDM</a> abbiamo incontrato Stefano Minozzi, presidente della Sezione UILDM di Bolzano, che con entusiasmo ha voluto promuovere &#8220;Musica senza confini&#8221;, un progetto musicale che permette a tutti di suonare &#8211; ma sempre dopo tanto esercizio e prove -. Il progetto ha visto <strong>la collaborazione con la sezione UILDM di Bolzano</strong>, guidata dal presidente Minozzi, che è anche un abile flautista nella band. Insieme, hanno realizzato concerti indimenticabili, per il pubblico e per i musicisti sul palco. Inoltre, Manuele Maestri ha dato vita al concorso &#8220;Una canzone per la ricerca&#8221;, invitando persone con disabilità a raccontare la propria esperienza attraverso un testo. La giuria, presieduta da Mogol, aveva scelto <a href="https://youtu.be/mSbVtfkRfMM" target="_blank"><em>La Vita è sempre una magia</em></a>, di Antoine Ruiz come testo vincitore della prima edizione, superando oltre trenta brani ricevuti. Questo brano è l&#8217;essenza stessa dell&#8217;esistenza e delle sue infinite possibilità, nonostante le oggettive limitazioni che si possono incontrare. Il testo è stato poi trasformato in una canzone, a cui il presidente di UILDM di Bolzano, ha partecipato suonando il flauto e i diritti editoriali sono stati devoluti per sostenere la ricerca della Fondazione Telethon.</p>
<div id="attachment_28072" class="wp-caption aligncenter" style="width: 911px"><img class="size-full wp-image-28072" alt="Il Presidente Stefano Minozzi mentre suona" src="https://www.finestraperta.it/wp-content/uploads/2023/05/WhatsApp-Image-2023-05-19-at-18.13.02.jpeg" width="901" height="1600" /><p class="wp-caption-text">Il Presidente Stefano Minozzi mentre suona</p></div>
<p style="text-align: justify;">Ma tutto ciò ha avuto inizio quando <strong>il bassista Manuele Maestri ha incontrato una cantante, madre di due bambini con disabilità</strong>, desiderosi di provare a suonare degli strumenti musicali. Da questa esperienza è nata una domanda fondamentale nella mente di Maestri: &#8220;Esistono strumenti musicali adattati per le persone con disabilità?&#8221;. La risposta è stata positiva.</p>
<p style="text-align: justify;">I due bambini, con le loro difficoltà, hanno spinto Manuele Maestri a cercare, adattare e selezionare strumenti sofisticati utilizzabili da diverse tipologie di disabilità. Strumenti spesso provenienti dall&#8217;estero. Ciò che era iniziato come una ricerca personale si è trasformato in un vero e proprio progetto, con l&#8217;obiettivo di produrre materiale musicale appositamente pensato per le persone con disabilità.</p>
<p style="text-align: justify;">Non solo il flauto, ma anche l&#8217;armonica, la chitarra, l&#8217;ukulele e <strong>strumenti simili a computer che consentono di trasformare i gesti e i suoni in musica</strong>. Per le persone che hanno limitazioni motorie e problemi di respirazione, vengono utilizzati strumenti con simulatori di mouse, noti come &#8220;mouse player&#8221;. Software che suddividono lo schermo in otto quadranti, ognuno dei quali corrisponde a una nota. La nota viene attivata passandoci sopra con la freccetta. I simulatori di mouse possono essere puntatori oculari, un joystick mosso dal mento o dalla bocca. Anche la lettura delle note in Braille per i musicisti ciechi è realtà.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Musica senza confini&#8221; è un progetto che sta funzionando ogni giorno di più e in cui le barriere architettoniche si dissolvono. Grazie a una combinazione di strumenti musicali adattivi e tecnologie all&#8217;avanguardia, questa iniziativa apre le porte della musica alle persone con disabilità psico-fisiche, permettendo loro di suonare e comporre in modo indipendente. Le tecnologie innovative si trasformano in strumenti magici, in grado di trasmettere la potenza dei sentimenti di chiunque abbia limitazioni fisiche, trasformandole nel linguaggio universale che tutti conosciamo. Attraverso delle melodie che un tempo sembravano impossibili.</p>
<p style="text-align: right;">(Angelica Irene Giordano)</p>
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		<title>Vengono a trovarci i Gazosa</title>
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		<pubDate>Thu, 26 May 2022 09:54:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>FinestrAperta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Da www.mipiacitu a L&#8217;Italiano Erano i primissimi anni Duemila e un gruppo di ragazzini conquistava l&#8217;Italia: tre album di successo, il trionfo al Festival di Sanremo e una manciata di[...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h2 style="text-align: justify;">Da <em>www.mipiacitu</em> a <em>L&#8217;Italiano</em></h2>
<div id="attachment_26492" class="wp-caption aligncenter" style="width: 1223px"><img class="size-full wp-image-26492" alt="Federico, Valentina e Vincenzo: i Gazosa" src="https://www.finestraperta.it/wp-content/uploads/2022/05/gazosa2.jpg" width="1213" height="1600" /><p class="wp-caption-text">Federico, Valentina e Vincenzo: i Gazosa</p></div>
<p style="text-align: justify;">Erano i primissimi anni Duemila e <strong>un gruppo di ragazzini conquistava l&#8217;Italia</strong>: tre album di successo, il trionfo al Festival di Sanremo e una manciata di singoli che abbiamo ascoltato migliaia di volte.</p>
<p style="text-align: justify;">La carriera dei Gazosa fu breve ma travolgente. Nel 2003 lo scioglimento e poi silenzio per vent&#8217;anni.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Oggi i Gazosa sono adulti</strong>, hanno fatto le loro esperienze, sono maturati e non hanno mai perso quella voglia di esprimersi che avevano da piccoli. Rieccoli quindi insieme con <strong><em>L&#8217;Italiano</em></strong>, un nuovo singolo decisamente distante da quel pop che li caratterizzava vent&#8217;anni fa, ma in una veste più energica è decisamente rock.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Ospiti di <em>Note a Margine</em> nella puntata del 27 maggio 2022</strong> alle 15:00, i Gazosa ci racconteranno tante curiosità sul loro percorso e sulla loro evoluzione.</p>
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		<title>Roma, i Ladri di Carrozzelle e UILDM ancora insieme per i diritti di tutti</title>
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		<pubDate>Thu, 14 Oct 2021 12:17:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>FinestrAperta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il noto gruppo e l&#8217;associazione hanno dato vita ad una serata di musica e solidarietà. Noi c&#8217;eravamo e ve la raccontiamo Un messaggio importante per continuare a lottare contro la[...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h2 style="text-align: justify;">Il noto gruppo e l&#8217;associazione hanno dato vita ad una serata di musica e solidarietà. Noi c&#8217;eravamo e ve la raccontiamo</h2>
<div id="attachment_25532" class="wp-caption aligncenter" style="width: 632px"><img class="size-large wp-image-25532" alt="I Ladri di Carrozzelle in concerto a Roma" src="https://www.finestraperta.it/wp-content/uploads/2021/10/WhatsApp-Image-2021-10-13-at-21.32.29_1-1024x679.jpeg" width="622" height="412" /><p class="wp-caption-text">I Ladri di Carrozzelle in concerto a Roma</p></div>
<p style="text-align: justify;">Un messaggio importante per continuare a lottare contro la distrofia muscolare e “Musica sbrock”, come amano definirla, <strong>canzoni che fanno pensare e divertire</strong>, musicisti a tutto tondo che, con una formazione di sette elementi, si sono esibiti il 13 ottobre al Parco dell’Archeologia di Roma. Il concerto gratuito aveva lo scopo di rilanciare un messaggio d’inclusione sociale e sensibilizzare i presenti sul tema della disabilità e diversità. Il concerto è stato anche un modo<strong> per festeggiare la conclusione di un progetto molto caro alla UILDM: “A scuola d’inclusione, giocando si impara”</strong>, promosso da UILDM Direzione Nazionale e finanziato dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali. Il progetto ha visto la realizzazione di un parco accessibile anche ai bambini con disabilità, grazie alla donazione da parte di UILDM di giostre inclusive al parco della Cecchina a Roma, ha previsto interventi formativi sul tema della disabilità nelle scuole medie ed elementari in sedici regioni d’Italia ed infine eventi di sensibilizzazione e informazione come i concerti della rock band, che ha suonato in diverse città italiane negli ultimi mesi. Durante il concerto, mentre <strong>le note riempivano il piccolo teatro all’aperto in via Ferruccio Amendola</strong>, alcuni volontari UILDM, ad uno stand, offrivano le latte del caffè solidale UILDM raccogliendo fondi che serviranno a finanziare ore di trasporto a vantaggio della mobilità delle persone con disabilità, ore di riabilitazione e di attività di inclusione sociale.</p>
<p style="text-align: justify;">Il concerto ha alternato musica, divertimento, cover – alcune molto fantasiose –, brani tratti dal repertorio della band, momenti di riflessione importanti, ma sempre contraddistinti da dissacrante ironia, gag e aneddoti personali per demolire i luoghi comuni sulle persone con disabilità.</p>
<p style="text-align: justify;">Aprendo con una cover dei Bon Jovi, <em>It’s my life</em>, il gruppo – formato da <strong>Tiziana Civitani e Orietta “Nonna Rock” Contalini alle voci, Paolo Falessi alla chitarra, Massimiliano Colaizzi (detto “Pippo”) al basso, Danilo Pacifici al basso, Gian Marco Pio (detto “Fonzie”) alle tastiere e Giuseppe Splendorio (detto “Beppe il Pazzo”) alla batteria</strong> – ha scaldato il pubblico coi primi due brani tratti dai loro quinddici album pubblicati.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Cavalcando la luna</em> e <em>Areanova Sbrock</em> hanno dunque fatto da premessa per la cover di Rino Gaetano, <em>Ma il cielo è sempre più blu</em>, che ha fatto cantare davvero tutti.</p>
<p style="text-align: justify;">Un siparietto divertente si è aperto sul misterioso “glifosato”: la band non ha voluto rivelare di cosa si tratti, ma è il titolo della loro canzone migliore per parlare d’ambiente. Va detto, senza alcun dubbio, che il glifosato sia un diserbante potenzialmente cancerogeno  anche per l’uomo che non è stato ancora tolto dal commercio.</p>
<p style="text-align: justify;">Quando i Ladri di Carrozzelle si proposero di fare una campagna di sensibilizzazione nelle scuole per questo problema, i musicisti, in modo molto divertente, hanno ammesso di essersi sentiti rispondere: “E che c’entrano gli handicappati con l’ambiente?”.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La parola “handicappato” è ricorsa più volte durante il concerto, ma solo per prendere in giro i cosiddetti “normodotati”</strong> che, secondo la band, restano spiazzati nel vederli seduti in carrozzina e suonare davvero. Ma quella parola è uscita anche dalla voce di “Nonna Rock”, impegnata in una cover improvvisata di Toto Cutugno trasformata in: “Io sono handicappata, handicappata vera”, per difendere uno status symbol e “gufare” contro i falsi invalidi che rubano pensioni allo Stato.</p>
<p style="text-align: justify;">Le proposte musicali dei Ladri di Carrozzelle hanno spaziato dal genere “disco” (con <em>I will Survive</em>) al rock di <em>Creep</em> dei Radiohead, ai Ricchi e Poveri di <em>Sarà perché ti amo</em>, quest’ultima scelta per far ballare soprattutto il pubblico più giovane formato dai volontari del Servizio Civile.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma al divertimento ha fatto da controcanto la lotta espressa in musica attraverso le canzoni più famose del gruppo: <em>Diversi da chi</em>, <em>Invisibili e Tenaci</em> e <em>Distrofichetto</em>, canzone questa che, ricalcando l’inizio di <em>Rock Around the Clock</em>, ha fatto conoscere i Ladri di Carrozzelle al grande pubblico.</p>
<p style="text-align: justify;">Per non perdere di vista l’obiettivo di trasformare il mondo e di trasformarci in persone libere e migliori, le note di <em>Micheal Jordan</em> – canzone sulla nostalgia che ha ricevuto i ringraziamenti dell’ex campione di pallacanestro – sono state accompagnate dalle immagini proiettate di persone (da Bob Marley ad Anna Frank) schierate per i diritti di chi è diverso. Ai volti noti si sono alternati proverbi sulla libertà e l’uguaglianza, frasi sulla bellezza della vita, citazioni di canzoni molto significative, da quelle composte da Bob Dylan al già citato Bob Marley.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma se i momenti musicali esilaranti sono stati regalati al pubblico soprattutto dalle cover in romanesco e finto spagnolo e finto inglese da “Nonna Rock”, una menzione particolare meritano due brani: il primo è <em>Diversi da chi</em>, divenuta la sigla del programma del docu-reality sulla disabilità di Rai Tre <em>O anche no</em>, il secondo è <em>All’inferno</em>, che ha chiuso il concerto prima del bis finale con <em>On The Radio</em> e che oggi rappresenta i Ladri di Carrozzelle, attualmente impegnati con la Cooperativa Arcobaleno di Frascati, per parlare di depressione e di persone con disabilità psichiche.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Per la UILDM la band è in tour per sostenere il progetto “A scuola d’inclusione”</strong> e per continuare uniti la lotta alla distrofia muscolare in musica.</p>
<p style="text-align: right;">(Giuseppina Brandonisio)</p>
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		<title>Addio a Laura Boerci, esempio di creatività e tenacia</title>
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		<pubDate>Thu, 16 Sep 2021 18:41:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe Franchina</dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<h2 style="text-align: justify;">Lunedì 13 settembre, si è spenta l’autrice, regista, scrittrice, decoratrice ed imprenditrice milanese, Laura Boerci. La donna, con atrofia muscolare spinale, aveva cinquantadue anni</h2>
<div id="attachment_25355" class="wp-caption aligncenter" style="width: 650px"><img class="size-full wp-image-25355" alt="Laura Boerci intenta a decorare" src="https://www.finestraperta.it/wp-content/uploads/2021/09/WEB3-Laura-Boerci-Facebook.jpg" width="640" height="320" /><p class="wp-caption-text">Laura Boerci intenta a decorare</p></div>
<p style="text-align: justify;">Conosciuta da molti per la sua carica vitale e la sua prepotente creatività, <strong>Laura Boerci</strong> è stata un faro per tutto il mondo della disabilità.</p>
<p style="text-align: justify;">Laureata in Scienze Politiche, indirizzo sociologico, vantava un’abbondante carriera da autrice e regista teatrale ed aveva fondato la <strong>compagnia Legamani</strong> per la quale aveva scritto ventuno commedie, rappresentate in diverse regioni d’Italia. Nel 2007 ha pubblicato, per <em>Ibiskos,</em> il suo primo romanzo<em><strong> L’Aura di tutti i giorni</strong></em>, giunto alla sua quinta edizione, nel 2009 <em><strong>I colori del buio</strong></em>, scritto con il pianista padovano Filippo Visentin e nel 2014 <strong><em>Un sogno vero</em>, il primo libro</strong> <strong>al mondo illustrato a bocca</strong>, dal quale è stato tratto un cartone animato, con le musiche di Umberto Fortunato.</p>
<p style="text-align: justify;">È stata assessore presso il comune di <strong>Zibido S. Giacomo</strong>, in provincia di Milano, con le deleghe al tempo libero, biblioteca, accessibilità e affari generali. Nel 2012, ha fondato il <strong>Mi-Rò</strong>, un circolo culturale molto amato dai musicisti blues e jazz della Lombardia. Successivamente ha collaborato con <a href="https://www.striscialanotizia.mediaset.it/"><em>Striscia la Notizia</em></a>, vestendo i panni dell’inviata &#8220;a spinta&#8221; con <strong>Max Laudadio</strong>, per cercare di abbattere qualche barriera architettonica e mentale. Proprio in queste ore, il programma satirico di <strong>Antonio Ricci</strong> si dichiara in lutto e definisce l’artista con disabilità come “un’amica di <em>Striscia</em>” e scrive di lei: “Una forza travolgente, un carisma fuori dal comune. Laura Boerci è morta a cinquantadue anni lasciando un vuoto nel cuore di tutti coloro che l’hanno conosciuta o chi &#8211; come noi di <em>Striscia</em> &#8211; ha avuto il piacere di lavorare con lei. Una mente brillante, piena di idee mai banali, una creatività che le ha permesso di affrontare la disabilità da cui era affetta sempre con grinta e con il sorriso”.</p>
<p style="text-align: justify;">Aveva dato vita all’<strong>Happiness Cafè</strong> e, recentemente, aveva registrato un videoclip, dal titolo <em><a href="https://www.youtube.com/watch?v=h8zBWmKuSo4" target="_blank">La mano in testa</a></em>, diventato virale in pochissimo tempo.</p>
<p style="text-align: justify;">“È stata una donna fantastica, di una creatività ed attività da far impallidire molti ‘normodotati’: ha aperto locali pubblici, è stata assessore del suo Comune, ha scritto commedie che sono state rappresentate in teatro, ha scritto libri e fra le ultime cose ha pure cantato e registrato un videoclip con forte autoironia ma pure grande determinazione”, racconta chi l’ha conosciuta.</p>
<p style="text-align: justify;">La Redazione tutta di <em>FinestrAperta.it,</em> che era in procinto di intervistare l’artista milanese, si unisce al dolore di tutti per una così significativa perdita.</p>
<p style="text-align: right;">(Giuseppe Franchina)</p>
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		<title>I Ladri di Carrozzelle tornano sul palco con “A scuola di inclusione: giocando si impara”</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Sep 2021 11:40:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe Franchina</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Tre i concerti del gruppo di Frascati che si terranno a Torino, Landriano e Genova per il progetto “A scuola di inclusione: giocando si impara”, promosso da UILDM UILDM (Unione[...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h2 style="text-align: justify;">Tre i concerti del gruppo di Frascati che si terranno a Torino, Landriano e Genova per il progetto “A scuola di inclusione: giocando si impara”, promosso da UILDM</h2>
<div id="attachment_25329" class="wp-caption aligncenter" style="width: 1180px"><img class="size-full wp-image-25329" alt="L'attuale formazione dei Ladri di Carrozzelle" src="https://www.finestraperta.it/wp-content/uploads/2021/09/Ladri-di-Carrozzelle.jpg" width="1170" height="877" /><p class="wp-caption-text">L&#8217;attuale formazione dei Ladri di Carrozzelle</p></div>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.uildm.org/" target="_blank">UILDM (Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare),</a> nata nel 1961 con l’obiettivo di promuovere l’inclusione sociale delle persone con disabilità e sostenere la ricerca scientifica e l’informazione sulle malattie neuromuscolari, promuove il progetto <strong>“A scuola di inclusione: giocando si impara”</strong> per incoraggiare il diritto al gioco dei bambini con disabilità.</p>
<p style="text-align: justify;">Al fianco di UILDM, questa volta, i <a href="https://www.ladri.com/" target="_blank">Ladri di Carrozzelle,</a> band dei Colli Albani che vede la luce nell’estate del 1989, che coinvolge una ventina di persone con diversi tipi disabilità. I Ladri terranno tre concerti a <strong>Torino, Landriano, nel pavese, e Genova</strong> venerdì 10, sabato 11 e domenica 12 settembre. Come da loro abitudine nei loro spettacoli, diffonderanno il loro originale genere musicale, la musica <strong>SBROCK</strong>, dove l’allegria e l’impegno per l’inclusione della band si esprimono pienamente.</p>
<p style="text-align: justify;">A Torino il concerto si terrà <strong>venerdì 10 settembre alle ore 20.30 all’Arena Manin,</strong> nel cortile della scuola Muratori di via Daniele Manin 18.</p>
<p style="text-align: justify;">Il giorno successivo, sabato 11 settembre <strong>alle 18:00, sarà la volta di Landriano,</strong> in provincia di Pavia, dove i Ladri di Carrozzelle si esibiranno al Bar Drink “Il Portichetto”, in via Pietro Nenni, 1.</p>
<p style="text-align: justify;">Il terzo appuntamento della settimana è previsto per domenica <strong>12 settembre</strong> e vedrà impegnata la rock band in <strong>Piazza delle Feste, nel Porto Antico di Genova</strong>. L’esibizione dei Ladri di Carrozzelle, prevista per le 21:00, è inserita all’interno del Festival Music Expo, quattro giorni di eventi, spazi espositivi e workshop dedicati alla musica.</p>
<p style="text-align: justify;">UILDM Pavia ha contribuito a organizzare una delle tre date. Il presidente della Sezione, <strong>Fabio Pirastu</strong>, commenta a <em>FinestrAperta.it</em>: &#8220;Siamo molto felici di aver contribuito a realizzare un concerto dei Ladri di Carrozzelle. Usare la musica per trattare il tema dell&#8217;inclusione crediamo sia fondamentale per parlare ai giovani, e quindi alle <strong>generazioni future, di diritti, partecipazione</strong> e voglia di creare una comunità in grado di rendere tutti partecipi al cammino di crescita&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;L&#8217;evento &#8211; continua Pirastu &#8211; si svolgerà in un paese della provincia e siamo ancora più felici di poter realizzare il concerto non nel capoluogo ma in un piccolo centro proprio perché riteniamo che di inclusione si debba parlare ovunque&#8221;. &#8220;Qualche anno fa i <strong>Ladri di Carrozzelle</strong> erano già stati a Pavia riscuotendo molto successo. Siamo quindi ansiosi di replicare anche quest&#8217;anno il gran numero di partecipanti che c&#8217;era già stato. Il lavoro che con i nostri volontari facciamo ogni giorno andando a parlare nelle scuole &#8211; conclude il presidente &#8211; è fatto anche di momenti come questo in cui, da una serata con gli amici, possono nascere importanti segnali di <strong>impegno civile e attenzione verso l&#8217;altro</strong>, tutto nel modo più semplice e più naturale possibile, così come piace a noi&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong style="text-align: justify;">Per partecipare agli eventi è necessario essere muniti di mascherina e presentare il Green Pass.</strong></p>
<p style="text-align: right;">(Giuseppe Franchina)</p>
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		<title>Se ne va Raffaella Carrà: la madre a distanza più famosa d’Italia</title>
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		<pubDate>Tue, 06 Jul 2021 08:04:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe Franchina</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arte]]></category>
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		<category><![CDATA[Musica]]></category>
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				<content:encoded><![CDATA[<h2 style="text-align: justify;">Arriva inaspettata la notizia della morte di Raffaella Carrà, la “Raffa” nazionale, che, come comunicato da Sergio Japino – storico ex-compagno dell’artista – “Si è spenta alle ore 16.20 di oggi (lunedì 5 luglio), dopo che una malattia da qualche tempo aveva attaccato quel suo corpo minuto eppure così pieno di straripante energia”</h2>
<p style="text-align: justify;"><img class="aligncenter size-full wp-image-25083" alt="muore-addio-raffaella-carra" src="https://www.finestraperta.it/wp-content/uploads/2021/07/Muore-addio-Raffaella-Carrà.jpg" width="649" height="390" /></p>
<p style="text-align: justify;">Raffaella Maria Roberta Pelloni, in arte <strong>Raffaella Carrà</strong>, nella sua lunghissima carriera, è stata cantante, ballerina, attrice, conduttrice televisiva, radiofonica e autrice televisiva italiana. Ma la showgirl bolognese non è stata “soltanto” questo.</p>
<p style="text-align: justify;">Una donna impegnata per i bisogni dei bambini più poveri e necessitanti di aiuto. Con<em> Amore</em>, titolo del programma televisivo che firmò con <strong>Sergio Japino</strong>, la Raffa nazionale, nella primavera del 2006, portò in prima serata, sulla Rai, <strong>l’adozione a distanza.</strong> L’effetto fu travolgente: almeno 130mila italiani avviarono un sostegno a distanza.</p>
<p style="text-align: justify;">A quei tempi, erano almeno <strong>un milione nel mondo i bambini sostenuti a distanza dagli italiani</strong> e, sicuramente, quel programma, con lo strascico di polemiche che lo contraddistinse, diede a tutto ciò una spinta notevole. La Carrà infatti per dieci puntate andò in giro per il mondo a documentare come un sostegno a distanza potesse &#8211; e può ancora adesso -<strong> cambiare la vita di un bambino.</strong> In alcune occasioni, il sostenitore italiano ed il figlio dall&#8217;altra parte del mondo, si incontravano in studio con una sorta di <strong>“carrambata”</strong>. Lei stessa ha più volte raccontato pubblicamente di avere diversi bimbi adottati a distanza.</p>
<p style="text-align: justify;">Un’artista a tutto tondo, ma, nonostante non abbia mai avuto figli, anche <strong>una “mamma” per decine di migliaia di bambini meno fortunati.</strong></p>
<p style="text-align: right;">(Giuseppe Franchina)</p>
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		<title>In collegamento da Israele, parliamo con Noa</title>
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		<pubDate>Fri, 12 Mar 2021 12:07:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>FinestrAperta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Intervista]]></category>
		<category><![CDATA[Musica]]></category>
		<category><![CDATA[Note a Margine]]></category>
		<category><![CDATA[Radio]]></category>
		<category><![CDATA[Sociale]]></category>
		<category><![CDATA[Israele]]></category>
		<category><![CDATA[La vita è bella]]></category>
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		<category><![CDATA[Noa]]></category>

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		<description><![CDATA[La cantante a Radio FinestrAperta: &#8220;Complimenti per lo splendido lavoro che fate&#8221; Ha emozionato il mondo con la sua Beautiful that way, dalla colonna sonora del film premiato con l&#8217;Oscar[...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h2 style="text-align: justify;">La cantante a <em>Radio FinestrAperta</em>: &#8220;Complimenti per lo splendido lavoro che fate&#8221;</h2>
<div id="attachment_24428" class="wp-caption aligncenter" style="width: 1585px"><img class="size-full wp-image-24428" alt="Noa (foto: Ronen Akerman)" src="https://www.finestraperta.it/wp-content/uploads/2021/03/Noa-ph-Ronen-Akerman-br.jpg" width="1575" height="1050" /><p class="wp-caption-text">Noa (foto: Ronen Akerman)</p></div>
<p style="text-align: justify;">Ha emozionato il mondo con la sua <em>Beautiful that way</em>, dalla colonna sonora del film premiato con l&#8217;<em>Oscar La vita è bella</em>; ha dato un tocco di modernità alla musica barocca con l&#8217;album <em>Letters to Bach</em>; ha omaggiato il Bel Paese col suo <em>Noapolis</em>, in cui interpreta i classici della tradizione napoletana; ha ricevuto valanghe di premi e riconoscimenti per il suo valore artistico e il suo impegno per la pace. <strong>È Noa, cantante israeliana elegante e impegnata, che torna col singolo <em>My Funny Valentine</em></strong>, che anticipa il suo nuovo album, <em>Afterallogy</em>.</p>
<p style="text-align: justify;">Noa ci concede una bella chiacchierata, dove <strong>parliamo di musica, di amore, di opportunità e di armonia</strong>. Dalla sua casa in Israele, dove ha costruito uno splendido studio di registrazione, ci racconta come ha vissuto e come sta vivendo questo periodo di pandemia e le riflessioni che le ha suscitato questo evento.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La sorpresa, alla fine, è che è Noa a fare i complimenti a <em>Radio FinestrAperta</em></strong> per il fatto di esserci e di contribuire a rendere normale la diversità, con buona pace di pregiudizi e prevaricazioni.</p>
<p style="text-align: justify;">Ascoltate questa bella intervista martedì alle 11:30, venerdì alle 15:00 e sabato alle 19:00.</p>
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