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	<title>FinestrAperta.it &#187; Libri | FinestrAperta.it</title>
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		<title>La Biblioteca Vivente della UILDM Lazio sta per riaprire</title>
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		<pubDate>Fri, 07 Jun 2024 10:24:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elisa Marino</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Volete ascoltare racconti che vi faranno comprendere realtà umane e sociali, spesso poco comprese ed emarginate? Se la risposta è sì, potete cogliere l&#8217;occasione di leggere i &#8220;libri&#8221; della Biblioteca[...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h2 style="text-align: justify">Volete ascoltare racconti che vi faranno comprendere realtà umane e sociali, spesso poco comprese ed emarginate? Se la risposta è sì, potete cogliere l&#8217;occasione di leggere i &#8220;libri&#8221; della Biblioteca Vivente della UILDM Lazio, martedì 18 giugno, in via Ostiense, 95</h2>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-29826" alt="materiale-per-facebook" src="https://www.finestraperta.it/wp-content/uploads/2024/06/materiale-per-facebook.png" width="1080" height="1080" /></p>
<p style="text-align: justify">Martedì 18 giugno, presso<strong> il Caffè Letterario di via Ostiense, alle ore 18:00</strong>, ritornerà per una nuova edizione la <strong>Biblioteca Vivente della UILDM Lazio</strong>, evento esperienziale in cui delle persone, per l’occasione, si trasformano in libri viventi al fine di raccontare le loro esperienze di vita.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>I libri viventi</strong> che saranno presenti e disponibili per essere ascoltati, rientrano nella categoria di quei testi che ci narrano di quegli individui che sperimentano spesso <strong>esclusione e marginalizzazione dalla società, a causa di una loro caratteristica, unicità, o della condizione in cui si trovano.</strong></p>
<p style="text-align: justify">Ci sarà quindi un <strong>libro </strong>che descriverà l’essere<strong> una persona con disabilità</strong>, un altro che parlerà dell’essere parte della comunità<strong> LGBT+</strong> e un altro ancora di cosa voglia dire essere una persona in <strong>condizioni di povertà e senza dimora</strong>. Ulteriori libri viventi ci racconteranno la vita di <strong>un migrante</strong>, di<strong> un rifugiato</strong>, di <strong>un membro delle comunità nomadi.<br />
</strong></p>
<p style="text-align: justify"><strong>Tutto questo con lo scopo di abbattere stereotipi</strong>, sempre  molto presenti nella nostra realtà sociale.</p>
<p style="text-align: justify">Alla base di questa iniziativa, per utilizzare le parole di chi l’ha organizzata, “vi è una idea semplice, ma rivoluzionaria”, ovvero<strong> la relazione che si istaura tra due persone che vi prendono parte: il libro umano e il suo lettore.</strong> Grazie a questa connessione che si crea attraverso “la lettura” della storia raccontata, la Biblioteca Vivente fin dalla prima volta in cui è stata realizzata, si è dimostrata<strong> un mezzo efficace di lotta contro quei preconcetti che spesso sono fonti di discriminazione e pregiudizi.</strong> Essa si è dimostrata, infatti, nel tempo, un <strong>ottimo strumento di inclusione sociale, creando empatia e comprensione tra ascoltato ed ascoltatore.</strong></p>
<p style="text-align: right">(Elisa Marino)</p>
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		<title>La Divina Commedia nelle sue versioni accessibili</title>
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		<pubDate>Mon, 25 Mar 2024 19:11:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elisa Marino</dc:creator>
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		<description><![CDATA[È il Dantedì, la giornata dedicata a Dante Alighieri instituita nel 2020 dal Consiglio dei Ministri. In questa occasione vi segnaliamo alcune versioni esistenti della Divina Commedia accessibili alle persone con disabilità,[...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h2 style="text-align: justify;">È il Dantedì, la giornata dedicata a Dante Alighieri instituita nel 2020 dal Consiglio dei Ministri. In questa occasione vi segnaliamo alcune versioni esistenti della <em>Divina Commedia </em>accessibili alle persone con disabilità, sensoriale  e cognitiva</h2>
<p><a href="https://www.finestraperta.it/wp-content/uploads/2024/03/dante-4184320_1280.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-29447" alt="dante-4184320_1280" src="https://www.finestraperta.it/wp-content/uploads/2024/03/dante-4184320_1280.jpg" width="1280" height="853" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Nel 2021, l’associazione di Piacenza <a href="https://www.lamatitaparlante.it/" target="_blank"><strong>La Matita Parlante</strong></a> ha dato vita a<strong>  <em>L’inferno di  Dante</em></strong> in <strong>CAA, comunicazione avanzata alternativa.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Questo testo, pubblicato da <em>Papero Editore</em>, è stato, quindi, <strong>strutturato associando ad ogni parola un’immagine ed è stato creato da una redazione composta da una decina di ragazzi con disturbo dello spettro autis</strong><strong>tico, </strong>protagonisti del progetto “Programma autismo 0-30” dell’Azienda Usl di Piacenza. Da tale redazione, che è un unicum in Italia, fondata dall’ associazione piacentina, sono stati realizzati diversi libri<strong> in CAA o “In-Book”</strong>, tutti<strong> narranti storie originali,</strong> come A<em>nimali in cerca di amici</em>. <em>L’inferno di Dante</em> è stato il loro primo lavoro tratto da un&#8217;opera esistente. Ciascun “In-Book” è utilizzabile anche da <strong>persone con bisogni educativi speciali</strong> o da coloro che si avvicinano all’apprendimento della lingua italiana.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel 2023, <strong>la Rai</strong>, con un suo progetto di pubblica utilità ha reso usufruibile l’interpretazione di Francesco Pannofino delle<strong> tre cantiche dantesche, alle persone sorde.</strong> Lo ha fatto, creandone<strong> video sottotitolatati</strong> e inserendo al loro interno la traduzione in<strong> LIS,</strong> la lingua italiana dei segni. Sono <a href="http://https://www.raiplay.it/programmi/ladivinacommedia/versione-lis/versione-lis" target="_blank">disponibili su <em><strong>Raiplay</strong></em></a>.</p>
<p style="text-align: justify;">Mentre <strong><em>La Divina Commedia semplice semplice. L’inferno</em></strong> di <strong>Agnès Pivot</strong> è un l<strong>ibro didattico adatto agli studenti con disabilità cognitiva che necessitano di un elevato  livello di sostegno.</strong> Il libro racconta in <strong>modo semplificato i dieci canti più rilevanti dell’Inferno</strong>, lo fa anche, grazie all’uso della narrazione a<strong> fumetto</strong> e di un linguaggio che rispetta le regole dei testi ad <strong>alta comprensibilità</strong>. Gli esercizi al suo interno, vanno a riguardare le esperienze dello studente e gli richiedono di svolgere compiti per lui <strong>leggeri e non stressanti.</strong></p>
<p style="text-align: right;">(Elisa Marino)</p>
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		<title>[LOW], la casa editrice che scommette sull&#8217;inclusione</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Nov 2023 20:50:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Angelica Irene Giordano</dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<h2 style="text-align: justify;">Grafica, gestione di biblioteche pubbliche e produzione di libri non bastavano punto adesso Officine Gutenberg entra a pieno titolo nel mondo dell&#8217;editoria</h2>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-28700" alt="book-1283865_1280" src="https://www.finestraperta.it/wp-content/uploads/2023/11/book-1283865_1280.jpg" width="1280" height="851" /></p>
<p style="text-align: justify;">La città di Piacenza vede sorgere una nuova voce nella scena editoriale nazionale, grazie all&#8217;iniziativa della cooperativa sociale <a href="https://www.officinegutenberg.it/" target="_blank">Officine Gutenberg</a>. Offrendo infatti un approccio originale nella pubblicazione di libri, <strong>la cooperativa ha deciso di espandersi ulteriormente nell&#8217;ambito dell&#8217;editoria tradizionale</strong>, creando la casa editrice indipendente <em>[LOW]</em>. La peculiarità di <em>[LOW]</em> risiede nel <strong>suo</strong> <strong>impegno a rappresentare le voci spesso trascurate nel territorio delle proprie radici emiliane</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Officine Gutenberg, con oltre quindici anni di esperienza nell&#8217;accompagnare persone con fragilità nel mondo del lavoro, ha lavorato principalmente nel settore dell&#8217;editoria e della comunicazione, creando spazi per individui con disabilità in un campo spesso carente della loro rappresentanza. La cooperativa ha affinato le proprie competenze nell&#8217;ambito della grafica, della gestione di biblioteche pubbliche e della produzione artigianale di libri, quaderni e agende. Il coinvolgimento attivo dei dipendenti fragili in tutte le fasi del processo editoriale, dalla realizzazione alla distribuzione e al book-crossing, ha reso Officine Gutenberg un esempio virtuoso d’integrazione.</p>
<p style="text-align: justify;">Recentemente, <strong>Officine Gutenberg ha intrapreso un percorso inusuale &#8211; considerando il processo ora in atto della digitalizzazione -, quello di esplorare l&#8217;editoria tradizionale</strong>, fondando <a href="https://www.officinegutenberg.it/editoria/" target="_blank">Edizioni Officine Gutenberg</a>. Questa iniziativa ha rapidamente ottenuto riconoscimento e apprezzamento a livello locale e adesso anche nazionale, con una serie di collane editoriali incentrate sul turismo sostenibile, la valorizzazione del territorio e la promozione della cultura e delle tradizioni locali.</p>
<p style="text-align: justify;">Basandosi sulla loro esperienza, che ha confermato il successo del loro progetto e il coinvolgimento sempre maggiore delle persone in condizione di fragilità, Officine Gutenberg ha deciso di varcare i confini regionali, dando vita a <em>[LOW]</em>, una casa editrice che mira a conquistare il mercato italiano.</p>
<p style="text-align: justify;">Il nome <em>[LOW]</em> è stato scelto con cura, rappresentando l&#8217;essenza della neonata casa editrice. Giovanni Battista Menzani, responsabile per l&#8217;editoria di Officine Gutenberg e direttore editoriale di <em>[LOW]</em>, spiega: &#8220;<strong>Cercavamo qualcosa che avesse a che fare con una voce che arriva dal basso, una voce non urlata, ma forte e gentile</strong>. Il nome era inizialmente provvisorio, poi ci siamo affezionati: e adesso ci piace. Perché veniamo tutti da terre basse, ovvero dalla grande pianura padana&#8221;. E poi, in tono leggero, la casa editrice racconta che si chiama così anche perché <em>LOW</em> “è un grande album di Bowie”, “perché si presta bene ai giochi di parole” e perché no, “perché suona bene”.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>[LOW]</em> ha dichiarato le parole d&#8217;ordine della sua missione editoriale: <strong>letteratura e fragilità</strong>. La casa editrice sta mirando a promuovere la diversità, contaminando il panorama letterario nazionale con voci rappresentative della complessità umana. <em>[LOW]</em> abbraccia l&#8217;idea di storie autentiche, in controtendenza con ogni canone mainstream.</p>
<p style="text-align: justify;">Con il lancio dei primi due titoli, <strong><em>Muretti a secco – La ricchezza della semplicità</em></strong>, di Vittorino Andreoli e <strong><em>La nuova Spoon River</em></strong>, di Edgar Lee Masters, a cura di Alberto Cristofori, <em>[LOW]</em> promette di portare una ventata di freschezza nel panorama editoriale italiano e di aprire nuovi spazi per voci spesso trascurate.</p>
<p style="text-align: justify;">A gennaio la nuova uscita <strong><em>Ripartire da qui – Da Barbiana a Ivrea, da Matera a Cinisi: dov’è finita l’Italia migliore?</em></strong>. Dieci autori e autrici che hanno realizzato altrettanti reportage in Italia, ripercorrendo gli insegnamenti rivoluzionari in campo sociale, politico ed educativo del nostro paese.</p>
<p style="text-align: right;">(Angelica Irene Giordano)</p>
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		<title>Parliamo di poesia con il poeta Leonardo Tonini</title>
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		<pubDate>Tue, 01 Aug 2023 18:05:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elisa Marino</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arte]]></category>
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		<description><![CDATA[ Leonardo Tonini, la penna dietro A metà del vivere, la raccolta di poesie edita dalla casa editrice SP &#8211; Scrivere Poesia, ci racconta del suo rapporto con questa forma d&#8217;arte[...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h2 style="text-align: justify"><strong> Leonardo Tonini, la penna dietro <em>A metà del vivere</em>, la raccolta di poesie edita dalla casa editrice <em>SP &#8211; Scrivere Poesia, </em>ci racconta del suo rapporto con questa forma d&#8217;arte e di questo suo libro pubblicato ad aprile 2023</strong></h2>
<div id="attachment_28316" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><img class="size-medium wp-image-28316" alt="Leonardo Tonini a Bologna nel 2022, foto di Giovanna Dell’Acqua" src="https://www.finestraperta.it/wp-content/uploads/2023/08/DSC7180-300x200.jpg" width="300" height="200" /><p class="wp-caption-text">Leonardo Tonini a Bologna nel 2022, foto di Giovanna Dell’Acqua</p></div>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify">In attesa di ascoltarlo ai microfoni della rubrica <em>Tra le Righe</em> di <em>Radio FinestrAperta</em>, gli abbiamo chiesto di parlarci della sua poesia e  delle ragioni che lo hanno spinto verso la decisione di condividere i ricavi della vendita della sua opera con l&#8217;Anfass.</p>
<p style="text-align: justify"><b>Come è iniziato il Suo rapporto con la poesia?</b></p>
<p style="text-align: justify">&#8220;Non si inizia un rapporto con l’arte se non molto presto, all’asilo per esempio. Solo che a quel tempo non la chiamiamo arte, prima la musica, i disegni e solo dopo le parole. All’inizio sono forme di espressione e per qualcuno rimangono forme di espressione per tutta la vita. Diventa arte quando si comincia a riflettere sul mezzo espressivo. Molti sedicenti poeti non arrivano mai a questa seconda fase&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify"><b>Cosa significa scrivere poesie per Lei?</b></p>
<p style="text-align: justify">&#8220;Non lo so, credo che per un artista non sia possibile farne a meno. Il pittore non può fare a meno di dipingere, il musicista di suonare. E questo avviene ogni giorno; si possono saltare dei giorni, ma significa essere in sofferenza&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify"><b>La Sua raccolta pubblicata si intitola <em>A metà del vivere</em>, ci può parlare di questo titolo?</b></p>
<p style="text-align: justify">&#8220;<em>A metà del vivere</em> è il titolo di una poesia di Hölderlin, un poeta tra i più grandi. Morì pazzo dopo aver vissuto trent&#8217;anni in una torre. Nonostante la malattia mentale, schizofrenia probabilmente, non smise mai di scrivere poesie di una bellezza straordinaria&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify"><b>Quali sono i temi centrali della Sua poesia? Perché ha sentito la necessità di parlarne?</b></p>
<p style="text-align: justify">&#8220;Lavoro su diversi tavoli, seguo filoni diversi che si creano negli anni. Ho iniziato la serie di <em>A metà del vivere</em> nel 2014, quasi dieci anni fa. Una parte delle poesie contenute nel libro era uscita in Svizzera, a Lugano, grazie a Mauro Valsangiacomo della <em>Chiara Fonte</em>&#8220;.</p>
<p style="text-align: justify"><b>Come definirebbe il Suo stile poetico? </b></p>
<p style="text-align: justify">&#8220;È stato definito &#8216;realismo etico&#8217; da Giuseppe Cerbino, mi piace come definizione&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify"><b>A quale Onlus ha deciso di devolvere una parte dei ricavi di questo libro?<br />
</b></p>
<p style="text-align: justify">&#8220;Si è deciso insieme a Pietro Fratta di devolvere ad Anffas. Con loro avevo un debito, involontario ma sempre un debito. Molti anni fa scrivevo per <em>La Gazzetta di Mantova</em>, avevo intervistato dei ragazzi che facevano un dopo scuola organizzato da Anffas, che come sappiamo si occupa di persone con disabilità intellettive e dei loro familiari. Avevo promesso loro che l’intervista sarebbe andata sul giornale e anche le foto, perché così mi era stato detto dalla redazione. Il giorno dopo ci fu un cambio di programma e uscì l’intervista a una parlamentare del Movimento Sociale Italiano solo perché era in visita in città. Questo è stato un modo per ripagare quei ragazzi di una promessa non mantenuta&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify"><b>Cos’è per Lei il progresso in relazione con la natura e la vita umana? </b></p>
<p style="text-align: justify">&#8220;Il progresso è puramente tecnologico, la tecnologia è l’unica cosa che è continuamente progredita dalle piramidi a noi. Sul progresso del diritto si discute, altri progressi vengono oggi messi in discussione. Siamo più progrediti noi occidentali che inquiniamo e distruggiamo le risorse naturali o l’indio nella foresta amazzonica che vive in sintonia con la natura? La vita umana è invece un percorso individuale tra la nascita e la morte, ognuno cerca di tirare avanti come può. Pensare che ci sia un modello da seguire significa creare una gerarchia tra chi più si avvicina al modello e chi più si allontana. E da qui ai campi di concentramento il passo è breve&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify"><b>Sta già lavorando ad altre poesie?</b></p>
<p style="text-align: justify">&#8220;La poesia è un continuo dialogo con se stessi. Ogni tanto ci si siede al tavolo e si scrive&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify"><b>Ci può parlare del Suo metodo creativo, come ha l’ispirazione, come le vengono in mente le poesie?</b></p>
<p style="text-align: justify">&#8220;La storia dietro alle poesie di <em>A metà del vivere</em> è semplice. Stavo attraversando un brutto periodo, come ne succedono a tutti gli esseri umani, per distrarmi ho fatto un viaggio in bicicletta per le zone della Bassa Bresciana e nel mentre mi è capitata una cosa curiosa. Ho visto il paesaggio che andavo attraversando come frutto del lavoro e dei desideri della gente che lo abitava, dal Medioevo a oggi. E mi sono chiesto: che cosa ha veramente voluto chi ha trasformato il territorio padano in quello che vediamo oggi? E soprattutto: che cosa vogliamo oggi? I miei genitori, i genitori di chi ha la mia età, cercavano di dare una casa a ogni figlio, di lasciare una eredità, un campo, una azienda, anche una istruzione. Questa è stata una grande spinta che ha dato un significato alle vite dei nostri genitori; oggi però abbiamo il drammatico problema di non avere figli. Quindi quando sento dire: che mondo lasceremo ai nostri figli? Io mi domando: quali figli? Il problema di oggi è molto più grave di quello che si vuole intendere. Nelle mie poesie cerco una luce nel fitto buio&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify"><b>Ci sono degli autori, degli artisti che hanno influenzato il suo processo creativo, il suo stile?</b></p>
<p style="text-align: justify">&#8220;Leggo poeti e leggo riflessioni sulla poesia, come quelle di Benedetto Croce. Oggi si ritiene inutile leggere critica letteraria, ma è un errore perché la critica rende visibile il lavoro che il poeta giustamente nasconde. Una poesia anche quando appare semplice e chiara è frutto di un duro lavoro. Pensiamo a Saba o a Penna, è una semplicità, la loro, conquistata a caro prezzo. Saba si rifaceva ai petrarchisti del Millecinquecento, Penna prende in considerazione la poesia araba e persiana. Senza questo lavoro la poesia può al massimo essere come il tormentone estivo, una poesia di consumo. E il consumo appunto non prevede il futuro. Ed è appunto il futuro ciò che oggi fa più paura&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify"><b>Come mai ha deciso di pubblicare con <em>SP &#8211; Scrivere Poesia</em>?</b></p>
<p style="text-align: justify">&#8220;È l’editore che decide cosa pubblicare, bisognerebbe rivolgere la domanda a lui. Con Pietro non siamo sempre sulla stessa linea d’onda, ma è una persona intelligente e generosa, con cui si può parlare francamente. È animato da un grande amore per la poesia e dalla visione che il bene prima o poi ripaghi la fatica. Due forze invincibili&#8221;.</p>
<p style="text-align: right">(Elisa Marino)</p>
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		<title>La distrofia raccontata in due libri: parliamone in terrazza</title>
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		<pubDate>Wed, 14 Jun 2023 19:23:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Angelica Irene Giordano</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Lunedì 26 giugno la presentazione di due libri presso la sede della Fondazione UILDM LAZIO La terrazza della Fondazione UILDM LAZIO, situata al quarto piano della struttura, si prepara ad[...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h2 style="text-align: justify;">Lunedì 26 giugno la presentazione di due libri presso la sede della Fondazione UILDM LAZIO</h2>
<div id="attachment_28147" class="wp-caption aligncenter" style="width: 2210px"><img class="size-full wp-image-28147" alt="Le copertine dei due libri presentati a cura di FSHD Italia" src="https://www.finestraperta.it/wp-content/uploads/2023/06/Libro-FSHD.jpg" width="2200" height="1315" /><p class="wp-caption-text">Le copertine dei due libri presentati a cura di FSHD Italia</p></div>
<p style="text-align: justify;">La terrazza della <a href="https://www.fondazioneuildmlazio.org/" target="_blank">Fondazione UILDM LAZIO</a>, situata al quarto piano della struttura, si prepara ad accogliere un evento speciale dedicato alla presentazione di due libri che affrontano il tema della disabilità. L&#8217;appuntamento è fissato per il 26 giugno alle ore 17:00, un&#8217;occasione unica per esplorare le storie e le esperienze di chi vive con una disabilità.</p>
<p style="text-align: justify;">I due libri in questione sono <em>Storie diverse. La normalità del disagio</em> a cura di <a href="https://fshditalia.org/" target="_blank">FSHD Italia</a> e a cui ha collaborato <strong>Angelo De Florio</strong>, e <em>Memorie di un distrofico</em>, sempre di De Florio, che sarà presente durante l&#8217;evento. Entrambi i libri offrono una prospettiva autentica sulla realtà della disabilità, gettando luce sulla normalità che può emergere anche all&#8217;interno delle sfide e dei disagi.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;evento vedrà la partecipazione di importanti ospiti, pronti a condividere le proprie esperienze e conoscenze in materia. Tra gli intervenuti, saranno presenti <strong>Cristina Sancricca</strong> (direttore sanitario della Fondazione UILDM LAZIO), <strong>Elena Torchia</strong> (neurologa Fondazione UILDM LAZIO e Policlinico Gemelli) e <strong>Marco Pelliccioni</strong> (Terapista della Neuropsicomotricità di Fondazione UILDM LAZIO). A moderare gli interventi ci sarà <strong>Elisa Marino</strong>, conduttrice della trasmissione <em>Tra le Righe</em>, spazio di <em>Radio FinestrAperta</em> dedicato al mondo dei libri.</p>
<p style="text-align: justify;">La presenza di Angelo De Florio, autore e curatore di entrambi i libri, garantirà un&#8217;opportunità per il pubblico di interagire direttamente con lui, per approfondire le tematiche trattate nelle sue opere. La sua esperienza personale e le sue riflessioni offrono una preziosa occasione per sensibilizzare il pubblico sulla disabilità e per favorire una maggiore comprensione della tematica.</p>
<p style="text-align: justify;">La terrazza della Fondazione UILDM LAZIO si prospetta come una cornice suggestiva per questo evento, offrendo uno spazio accogliente e stimolante dove discutere di temi importanti e scambiare opinioni. L&#8217;atmosfera informale e la condivisione di esperienze renderanno l&#8217;evento un&#8217;occasione unica per promuovere una maggiore consapevolezza sulle sfide e sulle potenzialità attuali delle persone con disabilità.</p>
<p style="text-align: justify;">La presentazione di <em>Storie diverse. <strong>La normalità del disagio</strong></em> e <strong><em>Memorie di un distrofico</em></strong> si preannuncia come un momento di incontro e di riflessione, un&#8217;opportunità per ampliare la conoscenza e promuovere una cultura dell&#8217;inclusione. L&#8217;evento imperdibile del 26 giugno si terrà in via Prospero Santacroce, 5 e rappresenterà un&#8217;occasione per tutti coloro che desiderano avvicinarsi a queste tematiche, offrendo un confronto libero da ogni stereotipo.</p>
<p style="text-align: right;">(Angelica Irene Giordano)</p>
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		<title>La Biblioteca Vivente della UILDM LAZIO: un’occasione per rompere i pregiudizi</title>
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		<pubDate>Sat, 10 Jun 2023 12:52:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>FinestrAperta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[UILDM LAZIO onlus, da anni impegnata per il raggiungimento della piena inclusione sociale delle persone con disabilità, organizza a Roma una Biblioteca Vivente La Biblioteca Vivente è uno strumento di[...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h2 style="text-align: justify;">UILDM LAZIO onlus, da anni impegnata per il raggiungimento della piena inclusione sociale delle persone con disabilità, organizza a Roma una Biblioteca Vivente</h2>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-28123" alt="carosello_ig" src="https://www.finestraperta.it/wp-content/uploads/2023/06/Carosello_Ig.jpg" width="2159" height="1080" /></p>
<p style="text-align: justify;">La Biblioteca Vivente è uno strumento di animazione sociale, che si avvale del potere generativo del dialogo per <strong>decostruire stereotipi e pregiudizi</strong> e, attraverso la relazione, offrire nuove prospettive che siano il frutto del reale incontro con l’altro.</p>
<p style="text-align: justify;">La Biblioteca Vivente funziona come qualsiasi biblioteca: ci sono libri da prendere in prestito, un catalogo dei titoli ampio ed eterogeneo, uno spazio dedicato alla lettura, i bibliotecari e i lettori. L’unica differenza è che <strong>non esistono volumi cartacei ma persone in carne e ossa</strong>!</p>
<p style="text-align: justify;">Con questo evento, la <a href="https://uildmlazio.org/" target="_blank">UILDM LAZIO</a> si propone di dare voce a persone appartenenti a minoranze spesso discriminate, rese fragili da contesti sociali escludenti e iper competitivi. Rifugiati, persone con disabilità, senza fissa dimora, appartenenti alla comunità Rom e con disturbi dell’umore: sono alcuni dei libri viventi che si metteranno a disposizione per raccontare la propria esperienza di vita a chi sceglierà di partecipare all’evento in qualità di lettore.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La Biblioteca Vivente avrà luogo a Roma il 16 Giugno, a partire dalle ore 16:30, presso il <a href="https://www.caffeletterarioroma.it/" target="_blank">Caffè Letterario</a>, in via Ostiense, 95.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">UILDM LAZIO Onlus è da molti anni attiva nel campo della solidarietà sociale quale organo territoriale della UILDM Nazionale. L’associazione si impegna a promuovere la ricerca scientifica sulle malattie neuromuscolari e ogni iniziativa utile e necessaria per la piena inclusione delle persone con distrofia muscolare.</p>
<p style="text-align: justify;">Attraverso proposte culturali, educative e di sensibilizzazione, contribuisce al processo di cambiamento sociale valorizzando le diversità individuali, favorendo l’inclusione e la tutela dei diritti fondamentali di ognuno.</p>
<p style="text-align: justify;">Via Prospero Santacroce, 5, 00167 Roma &#8211; Tel. 06 6604881-74/86 &#8211; www.uildmlazio.org</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="www.facebook.com/UildmLazio" target="_blank">www.facebook.com/UildmLazio</a> &#8211; <a href="www.instagram.com/uildmlazio" target="_blank">www.instagram.com/uildmlazio</a></p>
<p style="text-align: justify;">email: bibliotecavivente@uildmlazio.org</p>
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		<title>Un libro di poesie ci parla del rapporto tra caregiver e malati di Alzheimer</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Jun 2023 18:33:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elisa Marino</dc:creator>
				<category><![CDATA[disabilità]]></category>
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		<description><![CDATA[In A un ricordo da te, l&#8217;autrice Selene Pascasi, racconta il profondo rapporto tra i malati di Alzheimer e i loro cari che li accudiscono e il percorso che caregiver[...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h2 style="text-align: justify;">In <em>A un ricordo da te</em>, l&#8217;autrice Selene Pascasi, racconta il profondo rapporto tra i malati di Alzheimer e i loro cari che li accudiscono e il percorso che caregiver e assistiti percorrono a causa di questa malattia che porta la memoria a dissolversi</h2>
<div id="attachment_28103" class="wp-caption aligncenter" style="width: 621px"><img class="size-full wp-image-28103" alt="Selene Pascasi (fonte: Espressione24)" src="https://www.finestraperta.it/wp-content/uploads/2023/06/SELENE-PASCASI-2.jpeg" width="611" height="454" /><p class="wp-caption-text">Selene Pascasi (fonte: Espressione24)</p></div>
<p style="text-align: justify;">Parliamo con Selene Pascasi, poetessa e scrittrice, che ha scritto un libro di poesie dal titolo <em>A un ricordo da te</em>. Il testo, con la prefazione di Flavio Pagano è edito dalla casa editrice <em>ScriverePoesia</em>.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Ci può spiegare il titolo del Suo libro?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Il titolo ne rispecchia il filo rosso: l’altalena della memoria che svanisce e torna. Ma nel mio libro riposa anche l’importanza degli attimi che aiutano a mantenere vivo il ricordo di chi ha saputo amarci davvero. Ecco che queste poesie sono dedicate a mio padre Silvio, cuore puro e caritatevole, ai malati che ci stanno lasciando o ci hanno lasciato e ai loro familiari e caregiver che ogni giorno li assistono lottando con loro. Nella raccolta, però, c’è anche l’insegnamento tratto dall’aver curato papà per anni: l’amore, quello vero, non dimentica e non si fa dimenticare. Resta eterno&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Quali sono i temi fondamentali del suo libro?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;La memoria, appunto, che si perde e che si ritrova, anche più vivida se vogliamo. Alcune malattie, come quella di Alzheimer, la corrodono ma non sempre e non per sempre. L’esperienza mi ha insegnato che resistono barlumi di coscienza primordiale. E resiste, soprattutto, l’amore. Quando la parola inciampa, lo sguardo dice tutto&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Come è nata l’idea?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Negli anni, assistendo mio padre volato via a fine agosto. Anni in cui l’ho curato, coccolato, amato, stringendo forte ogni istante passato con lui. Sapevo che mi avrebbe lasciato e così ho respirato ogni singolo momento di quel periodo. Un periodo doloroso perché lo vivevo nella consapevolezza che avrei presto perso l’essere che più mi aveva amato al mondo, lavorando senza sosta fin da giovanissimo per garantirmi un futuro migliore, stando ben attento a non farmi mai percepire il suo sacrificio. Volevo fargli un regalo, certa che dal suo altrove ne sarà felice&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>In queste poesie si riescono a leggere le difficoltà e la solitudine che sentiamo nel vedere le persone a noi care dimenticare e scivolare via dalla loro stessa mente, lei lo definisce quasi un “morire da vivi”. </strong></p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Esattamente. Le ore trascorse accanto a mio padre, tenendogli la mano, aiutandolo a mangiare magari, mi hanno aiutato a conoscerlo davvero. Ho saputo di lui sentimenti che non immaginavo. Ne ho (ri)scoperto la purezza, il cuore nobile, il suo voler fare del bene fino all’ultimo respiro. Volerlo fare persino agli sconosciuti. Il tutto mentre sprofondava. E prendersi cura di chi sprofonda (scrivo, appunto, in <em>Genesi</em> “come quando si muore da vivi / come quando si vive da morti”) è un patto di lucidità con sé stessi arduo da onorare. Eppure, per amore, ci si riesce&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Come è stato scriverne? Perché ne ha sentito l’esigenza?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Doloroso ma anche salvifico. A salvarmi, imprevedibili, arrivano sempre le poesie. Sul foglio bianco ho scaraventato le mie paure, ma anche l’immenso amore per un padre che torna bambino, puro, innocente anche se, sono sincera, l’innocenza delle creature l’ha sempre avuta, seppur abbinata a una dose importante di genialità&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Cosa voleva trasmettere attraverso la sua poesia?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Volevo essere di supporto ai curacari (termine preso in prestito da Flavio Pagano che, bontà sua, nell’introduzione al mio libro lo ha definito un piccolo capolavoro) che ogni giorno lottano contro l’Alzheimer che ha colpito un familiare. Credo, e non lo scrivo per supponenza, che le mie poesie possano aiutarli ad immergersi in un mondo fatto sì di dolore e di mancanze, ma anche di sorrisi, speranze, promesse. Il messaggio che volevo trasmettere è semplice: amate i vostri cari perché quando avranno le ali, tutto quell’amore sarà il bagaglio che vi aiuterà a lenirne la mancanza&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em>Scrivere Poesia</em> è una casa editrice solidale, cioè devolve una percentuale del ricavato della vendita dei suoi libri a una Onlus scelta dagli autori. Lei a chi ha deciso di devolvere una parte dei suoi introiti e perché?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Alla Onlus Airalzh, che si occupa di ricerca medico-scientifica sull’Alzheimer. Non sono un medico, ma credo che la ricerca stia facendo moltissimo. Il problema è che non basta mai. Servono fondi per sperimentare, aiutare le famiglie a gestire la malattia, sostenere i caregiver a livello materiale, psicologico e formativo, rafforzare una rete multidisciplinare che abbracci malati e caregiver, perché spesso ci si sente soli ad affrontare un mostro che scompone volti, dissolve ricordi, scava dentro. Vorrei che le vendite del libro spiccassero il volo così da aiutare l’Airalzh &#8211; cui la mia casa editrice solidale <em>Scrivere Poesia </em>devolverà un terzo dei ricavati delle vendite &#8211; ad aiutare chi sta ora lottando&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Cosa significa per Lei scrivere poesie?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Significa essere me stessa e donarmi a chi mi leggerà facendo propri i miei versi. Sono fermamente convinta che la poesia viva di vita propria. Di conseguenza, le mie poesie non sono soltanto mie. Io sono solamente il mezzo tramite il quale diventano inchiostro nero su carta, ma non sono di certo le mie. Non esclusivamente, almeno. Le poesie sono di tutti, anzi, di chi è capace di leggerle a cinque sensi, a cuore aperto. Ognuno, nelle poesie, può trovarci ciò che desidera: amore, passione, fantasia, autostima, sconfitte, sorrisi, attese mancate, progetti dissolti. La magia della poesia è proprio questa. La poesia non mente. Mai. Non amo definirmi poetessa. Saranno gli altri, semmai, a ritenermi tale. Io mi limito a scrivere&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Come si è avvicinata alla poesia?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;La scrittura è cresciuta con me. Quello con la poesia, ma in generale con la scrittura, è un legame innato. Ho scritto poesie fin da bambina quando annotavo su fogli sparsi i miei pensieri che, ovviamente acerbi, erano comunque espressioni dei miei stati d’animo. Un groviglio di emozioni che mi vivevano dentro e che, pian piano, mi chiedevano forma e inchiostro. Così, vinta la barriera delle mie fragilità e del mio pudore, da qualche tempo ho trovato il coraggio di mettermi a nudo con i lettori e pubblicare poesie, romanzi, racconti&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Altri libri in cantiere?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Sì, e non solo. Ho molti progetti. Spero di dar alla luce una canzone che ho scritto molti anni or sono e che, per mille ragioni, ancora giace. Proseguirò, poi, il percorso da critico musicale al Premio Lunezia occupandomi di motivare e valutare i testi dei brani dei big italiani. Ma, soprattutto, sto lavorando all’edizione aggiornata del mio primo romanzo <em>Dimmi che esisto</em>, scelto da <em>Radio Rai 1</em> come libro sul femminicidio assieme al testo della Maraini, ispiratore di un docufilm, romanzo pluripremiato e apprezzato dalla critica di settore. È una storia di violenza, di manipolazione &#8211; basata su fatti veri, vissuti nella mia professione di avvocato &#8211; ma è anche una storia d’amore e rinascita. Il messaggio è: puoi rinascere da una violenza, se impari ad amarti e se comprendi che l’altra metà della mela sei tu&#8221;.</p>
<p style="text-align: right;">(Articolo di Elisa Marino)</p>
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		<title>Poesie per la UILDM, in ricordo dei Gemelli</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Mar 2023 17:19:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elisa Marino</dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<h2 style="text-align: justify;">Nasce dall&#8217;amicizia coi suoi amici scomparsi, l&#8217;esigenza di Marco Imbrogno di destinare all&#8217;associazione i ricavi del suo libro</h2>
<div id="attachment_27616" class="wp-caption aligncenter" style="width: 1090px"><img class="size-full wp-image-27616" alt="Copertina del libro di Marco Imbrogno" src="https://www.finestraperta.it/wp-content/uploads/2023/03/marco-imbrogno-copertina.jpg" width="1080" height="1078" /><p class="wp-caption-text">Copertina del libro di Marco Imbrogno</p></div>
<p style="text-align: justify;">Dallo scorso novembre è possibile acquistare <em>I fiumi abbandonano le foci</em>, la nuova raccolta di poesie di Marco Imbrogno. Una parte dei ricavati dalla vendita di questo libro, pubblicato dalla casa editrice <em>Scrivere Poesia</em>, sarà devoluta alla UILDM. Abbiamo deciso di intervistare l&#8217;autore.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Per questa raccolta di poesie hai scelto un titolo molto particolare. Ce lo puoi spiegare?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Il titolo vuole rendere l’idea di qualcosa che non si può contenere, qualcosa che mi ha lasciato e altre che dovrò lasciare. Quando scrivo, la corsa di questo fiume che abbandona la foce rallenta e per questo motivo io non potevo fare a meno di scrivere questo libro&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Quali sono i temi trattati?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Il distacco e il senso di abbandono che questo provoca, la necessità di contatto con il prossimo, il tempo che non si può fermare e la volontà di fermarlo. C’è una forte volontà di rimanere nel passato e mancanza di fiducia nel futuro<b>”.</b></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Ci puoi anticipare una poesia?</strong></p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;">Le risate il caldo</p>
<p style="text-align: justify;">La certezza l’altro</p>
<p style="text-align: justify;">Le risposte l’alto&#8221;</p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify;"><strong>Come sei venuto in contatto con la casa editrice?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">“Ho conosciuto <em>Scrivere Poesia</em> tramite internet. Posso affermare con certezza che sono fortunato ad aver conosciuto Pietro Fratta, che è un poeta prima di essere un editore. Il supporto è costante e mi fa sentire al centro dell’attenzione dando del prestigio letterario alle mie parole&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Perché hai deciso di donare una parte dei proventi alla UILDM?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;I miei amici fraterni, i gemelli Lazzari, erano affetti da distrofia muscolare. Per loro tramite ho frequentato la UILDM. Anche se in una parte minima, con Pietro abbiamo vorremmo dare il nostro contributo per quelle che sono le nostre possibilità. Sono legato alla UILDM come a ogni cosa che mi tiene vivo il ricordo dei gemelli&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Perché hai scelto di esprimerti attraverso la poesia?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Quest’anno compio quarant&#8217;anni e scrivo da quando ne ho venti. La necessità di scrivere è arrivata gradualmente fino al momento in cui ho perso una persona importante. In quel momento scrivevo parole senza controllo, direi senza senso. Il significato e la forma sono arrivati nel tempo. Nel mio modo di esprimermi succede spesso che le parole siano scritte prima che io ne capisca il significato&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Cosa significa scrivere?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;È un atto di riconciliazione al quale non potrò mai sottrarmi. Scrivo con costanza, in quanto a volte lo faccio per sfogarmi o per tenere vive le cose che non ci sono più. Mi sento particolarmente soddisfatto da quello che scrivo quando provo una forte malinconia. In questo momento della mia vita la scrittura è il mio migliore amico&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Qual è Il legame tra tempo, scrittura, ricordi ed esistenza?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Con la mia raccolta di poesia ho cercato di contenere il tempo che sfugge dalle mani, dato che spesso ho sentito dire che il tempo risiede nelle cose che si scrivono. Ho cercato delle risposte e quando non le ho trovate ho posto delle domande ben precise. Le ho poste a me stesso e alle persone che troveranno del tempo per leggere&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Ci sono dei poeti che ti hanno ispirato e portato verso la poesia?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Mi sono avvicinato alla poesia grazie a Jim Morrison, per il tramite del quale ho scoperto Rimbaud e Blake. Apprezzo molto Mallarmé. In realtà mi piace scoprire poeti contemporanei sconosciuti, nei quali riconosco l’onestà e l’essenza. Non mi piacciono le persone che si scrivono addosso&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Cosa aiuta il processo creativo, per te?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;La musica e la malinconia&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Stai già lavorando ad altro?</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><b>&#8220;</b>Sto cercando di scrivere la storia della mia amicizia coi gemelli Lazzari. Da un lato vorrei aver quasi finito di scriverlo, dall’altro vorrei continuare a scriverla per sempre&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>C’è una canzone che ti aiuta a scrivere?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Sono grato a Bob Dylan di toccare quella parte interna di me che fa scattare la necessità di scrivere. <em>Tryin’ to Get to Heaven</em> è la canzone più ispiratrice&#8221;.</p>
<p style="text-align: right;">(Elisa Marino)</p>
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		<title>Intervista alle Witty Wheels: contro ogni stereotipo sulla disabilità</title>
		<link>https://www.finestraperta.it/intervista-alle-witty-wheels-contro-ogni-stereotipo-sulla-disabilita/</link>
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		<pubDate>Wed, 11 Jan 2023 11:24:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Angelica Irene Giordano</dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<h2 style="text-align: justify"><em>Mezze persone</em> è il titolo del nuovo libro delle due sorelle attiviste sul tema dell&#8217;abilismo</h2>
<div id="attachment_27420" class="wp-caption aligncenter" style="width: 3034px"><img class="size-full wp-image-27420" alt="Le Witty Wheels" src="https://www.finestraperta.it/wp-content/uploads/2023/01/foto.jpeg" width="3024" height="4032" /><p class="wp-caption-text">Le Witty Wheels</p></div>
<blockquote>
<p style="text-align: justify">L’abilismo è un sistema di pensiero che si traduce in una struttura di potere. Attribuisce valore ai corpi/menti non disabili, marginalizzando gli altri”.</p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify">Due sorelle e la sfida comune di cambiare il modo di pensare alla disabilità. Maria Chiara ed Elena Paolini &#8211; le <i>Witty Wheels</i>, come sono chiamate sui loro blog e social &#8211; vivono a Senigallia e sono nate a quattro anni di distanza, rispettivamente nel 1991 e nel 1995. La loro disabilità è stata il punto di partenza per avvicinarsi agli studi sul tema, aggiungendo poi un proprio tocco più femminista e ironico. I Disability Studies, infatti, godono di alta considerazione nei paesi anglosassoni, meno in Italia. Maria Chiara ed Elena, anni fa hanno avuto la possibilità di studiare a Londra e vivere così in un contesto totalmente diverso, che ha consentito loro di utilizzare nei loro lavori un linguaggio moderno e vivace per parlare di disabilità. È in questo momento in vendita il loro libro <em>Mezze Persone. Riconoscere e comprendere l’abilismo</em>.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>Com’è nata l’idea di scrivere questo libro?</strong></p>
<p style="text-align: justify">“Scriviamo di disabilità e giustizia sociale dal 2015 sul nostro blog <i>Witty Wheels</i> e un libro ci è sembrato un naturale proseguimento del nostro blog. Nel corso degli anni molte persone ci hanno chiesto di collaborare a tesi universitarie o ci hanno chiesto materiale per approfondire l’argomento dell’abilismo. Materiale che, però, in lingua italiana mancava. Gli argomenti da approfondire sarebbero tanti, nel libro diamo una panoramica che può servire sia a chi si approccia al tema dell’abilismo per la prima volta, sia a chi vuole andare più a fondo rispetto, ad esempio, ai nostri post”.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>Perché intitolarlo <em>Mezze persone</em>?</strong></p>
<p style="text-align: justify">“È un titolo un po’ crudo, che ci sembrava adatto a un libro che parla di un argomento che può essere anche molto pesante. L’abilismo è sminuire, sottovalutare, discriminare, opprimere una persona disabile: queste cose succedono solo se si considerano le persone disabili delle &#8216;mezze persone&#8217;, appunto. Tra l’altro ci sono stati personaggi considerati illustri, che hanno definito chi è disabile delle &#8216;mezze persone, persone a metà&#8217; e di cui parliamo all&#8217;interno del libro”.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>Cos’è lo &#8216;sguardo abile&#8217;?</strong></p>
<p style="text-align: justify">“In inglese &#8216;abled gaze&#8217; è un modo purtroppo comune di raccontare la disabilità nei media: giornali, TV, cinema, social&#8230; È il punto di vista abilista: un occhio &#8216;esterno&#8217;, alienante e viziato da stereotipi sulla disabilità. Spesso le persone disabili sono rappresentate come vittime, persone da compatire, che non hanno progetti, desideri e personalità come le altre persone. Oppure lo sguardo abile può consistere nell&#8217;inquadrare quasi morbosamente le ruote delle carrozzine, parti del corpo considerate non standard o inserire musiche strappalacrime se l&#8217;attenzione è rivolta su di una persona disabile. È lo sviluppo di trame e personaggi non realistici, basati su determinati stereotipi sulla disabilità. È un tipo di rappresentazione fatta dai non disabili per i non disabili: il fulcro dello sguardo abile è che lo spettatore che ci si aspetta, l&#8217;unico previsto, è uno spettatore non disabile. I prodotti mediatici pervasi dallo sguardo abile fanno un torto alle persone disabili, ma anche a quelle non disabili, perché restituiscono una visione distorta della disabilità”.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>E come si affronta?</strong></p>
<p style="text-align: justify">“Bisogna affrontarlo innanzitutto cercando attivamente di non promuovere rappresentazioni basate su stereotipi e narrazioni degradanti. Anche se questo è ciò a cui siamo generalmente abituati”.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>Come pensate che si sia evoluta la presenza del tema dell’abilismo nella nostra società?</strong></p>
<p style="text-align: justify">“Se parliamo dei recentissimi anni, possiamo dire che in Italia il termine &#8216;abilismo&#8217; si sta cominciando lentamente a diffondere. Ma principalmente negli ambienti di giustizia sociale. Da una parte notiamo una certa ostilità di alcune persone disabili a usare il termine e a inquadrare il fenomeno dell’abilismo come tale: come spesso capita nelle realtà molto oppresse, può sembrare più semplice negare un problema piuttosto che nominarlo e analizzarlo. Come invece ci scrivono in molti altri, scoprire cosa si intende per abilismo risulta prezioso: si trova improvvisamente uno strumento conoscitivo che ti permette di connetterti con altre persone che vivono esperienze simili.</p>
<p style="text-align: justify">Per quanto riguarda la rappresentazione della disabilità, ultimamente si stanno facendo tentativi più efficaci, ma parliamo soprattutto di produzioni indipendenti (come la serie argentina <i>Un Metro e Venti</i>, del 2020). Le persone disabili si raccontano sempre di più come categoria sociopolitica; si stanno rafforzando reti di supporto reciproco, anche al di là dei classici gruppi suddivisi per tipo di patologia.</p>
<p style="text-align: justify">A livello di segregazione, invece, purtroppo siamo messi male. Tantissime persone disabili vivono in povertà, in strutture segreganti, discriminate e con poche ore di assistenza. In questo purtroppo non vediamo sostanziali miglioramenti in Italia, rispetto a cinque o dieci anni fa”.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>Avete notato variazioni nel modo di confrontarsi con una disabilità?</strong></p>
<p style="text-align: justify">“Gli atteggiamenti delle persone non cambiano di molto nel corso di pochi anni. Però una cosa che abbiamo notato è che quando eravamo piccole, erano molto più i genitori che dicevano ai figli &#8216;Shhh, non guardare&#8217; quando i bambini, vedendoci, facevano domande. Così facendo, al bambino arriva una brutta impressione, anche di mistero, sulla disabilità. Invece ultimamente, sempre di più, incrociamo genitori che, alle domande dei bambini su di noi, rispondono con serenità &#8216;Usa una carrozzina perché non può camminare&#8217;. Oppure, quando i bambini commentano positivamente l’aspetto della carrozzina, i genitori si dicono concordi e ne spiegano il funzionamento”.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>Avete nuovi progetti in vista?</strong></p>
<p style="text-align: justify">“Oltre al blog, gestiamo un gruppo <em>Facebook</em> sull’abilismo per sole persone disabili (<i>Tè, </i><i>biscotti e abilismo</i>). Inoltre, stiamo raccogliendo delle esperienze di abilismo subite e anonime dei nostri lettori sotto l’hashtag <i>#StorieDiAbilismo</i> e stiamo lavorando a un bel progetto che vedrà la luce probabilmente in estate”.</p>
<p style="text-align: justify">Per acquistare il libro: <a href="https://www.autautedizioni.it/prodotto/mezze-persone" target="_blank"><em>https://www.autautedizioni.it/prodotto/mezze-persone</em></a></p>
<p style="text-align: right">(Angelica Irene Giordano)</p>
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		<title>Opere da riscoprire: dieci anni fa usciva il &#8220;Il Kamasabile&#8221;</title>
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		<pubDate>Wed, 17 Aug 2022 10:16:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Angelica Irene Giordano</dc:creator>
				<category><![CDATA[disabilità]]></category>
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		<category><![CDATA[Anna Benedetti]]></category>
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		<description><![CDATA[Un libro onesto e senza peli sulla lingua sul sesso per tutti. A dieci anni di distanza dalla sua pubblicazione, il libro di Bruno Tescari è ancora molto attuale Era[...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h2 style="text-align: justify;">Un libro onesto e senza peli sulla lingua sul sesso per tutti. A dieci anni di distanza dalla sua pubblicazione, il libro di Bruno Tescari è ancora molto attuale</h2>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-26924" alt="wedding-7144053_1920" src="https://www.finestraperta.it/wp-content/uploads/2022/08/wedding-7144053_1920.jpg" width="1020" height="587" /></p>
<p style="text-align: justify;">Era il 2012 quando il compianto attivista con disabilità Bruno Tescari pubblicava <a href="http://www.golenaedizioni.com/page.php?188" target="_blank"><em>Accesso al sesso. Il Kamasabile</em></a>, un libro scritto in prima persona sulle battaglie contro le barriere imposte dai suoi anni Settanta e che racconta della sessualità, assolutamente senza filtri, attraverso delle interviste a persone con disabilità fisica e mentale.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Bruno Tescari ha sempre avuto a cuore moltissime questioni sociali</strong>, soprattutto quelle relative agli handicap e ai limiti, fossero questi reali o ideali. Dal 1976 si dedicò ai diritti civili, fondò il Fronte Radicale Invalidi ed era presente quando vennero emanate le leggi sull’abbattimento delle barriere architettoniche. Segretario della &#8220;Associazione contro lo sterminio per fame&#8221;, è riuscito a far concedere una tregua nelle lotte interne del Sudan, per cui ebbe poi il riconoscimento dalla Croce Rossa Italiana. Negli ultimi anni fu Presidente della <a href="http://www.legarcobaleno.it/" target="_blank">Lega Arcobaleno</a> e vicepresidente della <a href="https://www.fishonlus.it/" target="_blank">Federazione Italiana Superamento Handicap</a>. Bruno Tescari, insomma, è stata una di quelle persone che mancheranno sempre a questo Paese, <strong>capace di mettere gli altri sempre davanti a se stesso</strong>, non dando particolarmente peso alla sua condizione fisica.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Anna Benedetti</strong> è invece l&#8217;illustratrice che ha disegnato le <strong>posizioni sessuali &#8220;a prova di carrozzina&#8221;</strong> descritte nel libro. Semplici, esplicative e non volgari. È infatti stata una delle battaglie di Tescari, quella sulla sessualità: &#8220;Non è per &#8216;parlare&#8217; di sesso. Si deve usare il verbo &#8216;fare&#8217;: fare sesso&#8221;. Infatti, il problema individuato dall&#8217;attivista è stato proprio quello di una cultura retrograda, che ha segnato e scavato pregiudizi profondi e radicati verso la sessualità delle persone con disabilità. <strong>Un tabù da dover essere eliminato</strong>. Il sesso &#8211; come diceva Bruno Tescari &#8211; dev&#8217;essere considerato con la naturalezza con cui si mangia un piatto di pasta.</p>
<p style="text-align: justify;">Concetto importante nel libro, è che le azioni che non si possono compiere non devono essere limitative, sono solo una delle tante parti che formano una persona. Se non se ne possono fare alcune? <strong>Non bisogna arrendersi</strong>, bisogna semplicemente provare qualcos’altro. &#8220;Le persone con una disabilità fisica, la maggior parte, pur desiderando come tutti gli umani di voler fare del sesso, sono un po&#8217; vigliacchi per alcune ragioni. Non esiste una categoria dei disabili, ogni persona con disabilità è diversa e non esiste una soluzione uguale per tutti. Abbiate il coraggio di sbagliare e di far sbagliare. Abbi il coraggio di scontrarti con il mondo reale&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">L’estate è ancora qui, le spiagge accessibili pure, manca solo una copia del <em>Kamasabile</em> da gustarsi sotto l&#8217;ombrellone e &#8211; perché no? &#8211; provare a mettere in pratica una delle posizioni rappresentate.</p>
<p style="text-align: right;">(Angelica Irene Giordano)</p>
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