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	<title>FinestrAperta.it &#187; Cinema | FinestrAperta.it</title>
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		<title>Questioni serie: “Da Belfast al paradiso”</title>
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		<pubDate>Mon, 18 May 2026 15:59:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>FinestrAperta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cinema]]></category>
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		<description><![CDATA[La serie ideale da guardare in una giornata di pioggia. Con un personaggio con disabilità raccontato in modo ineccepibile Sinossi Tre migliori amiche dai tempi della scuola partono da Belfast[...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h2 style="text-align: justify;">La serie ideale da guardare in una giornata di pioggia. Con un personaggio con disabilità raccontato in modo ineccepibile</h2>
<div id="attachment_31588" class="wp-caption aligncenter" style="width: 1290px"><a href="https://www.finestraperta.it/wp-content/uploads/2026/05/coverlg.jpg"><img class="size-full wp-image-31588" alt="Un'immagine tratta da &quot;Da Belfast al paradiso&quot;" src="https://www.finestraperta.it/wp-content/uploads/2026/05/coverlg.jpg" width="1280" height="720" /></a><p class="wp-caption-text">Un&#8217;immagine tratta da &#8220;Da Belfast al paradiso&#8221;</p></div>
<h3 style="text-align: justify;">Sinossi</h3>
<p style="text-align: justify;">Tre migliori amiche dai tempi della scuola partono da Belfast verso un piccolo paese dell’Irlanda del Nord per partecipare alla veglia funebre di una loro ex compagna, con cui in passato erano state molto legate.</p>
<p><strong>Quella che inizialmente sembra una semplice riunione si trasforma presto nell’inizio di una disavventura e di un’indagine</strong>: le tre donne cercano infatti di capire cosa sia realmente accaduto all’amica scomparsa e, soprattutto, di fare luce sui segreti nascosti nel loro passato comune.</p>
<h3 style="text-align: justify;">Perché lo riteniamo interessante</h3>
<p style="text-align: justify;">Perché vederla? Oltre al mistero davvero coinvolgente e ai continui colpi di scena che prima portano a sospettare una cosa e poi ribaltano completamente la situazione ci sono i meravigliosi paesaggi irlandesi, le scene divertenti e le battute ironiche che rendono questa serie estremamente piacevole da seguire.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma c’è soprattutto un aspetto apprezzabilissimo: <strong>la presenza di un personaggio con disabilità rappresentato in modo finalmente naturale</strong>. Non viene trattato né come un eroe né come “il personaggio con disabilità”. La sua condizione è evidente, fa parte di lui, ma la serie non sente il bisogno di sottolinearla continuamente o di trasformarla nel centro della sua identità.</p>
<p style="text-align: justify;">È semplicemente una persona con un carattere ben definito:<strong> pungente, ironico, anche molto divertente</strong>, che svolge il proprio lavoro e vive la propria quotidianità. E questo aspetto, secondo noi, è scritto davvero bene. Per una volta vediamo una serie in cui la disabilità è parte della persona senza diventare l’unica lente attraverso cui guardarla. <em>Da Belfast al paradiso</em> riesce quindi a mescolare <strong>mistero, comicità e atmosfera</strong> in modo davvero riuscito. È la serie perfetta per un fine settimana di pioggia, o per quelle giornate in cui non si ha voglia di fare nulla e si vuole semplicemente staccare un po’. Mentre cerca di portarti verso la verità, riesce anche a divertirti parecchio.</p>
<h3 style="text-align: justify;">Il nostro giudizio</h3>
<p style="text-align: justify;">Con il tipico umorismo anglosassone e un tocco di folklore irlandese, questa serie regala degli episodi divertenti e coinvolgenti, capaci di tenere incollati fino alla fine: <strong>una serie perfetta da guardare tutta d’un fiato</strong>.</p>
<p style="text-align: right;">(Elisa Marino)</p>
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		<title>40 secondi per tentare di spiegare l&#8217;origine del male</title>
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		<pubDate>Sat, 18 Apr 2026 18:46:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Manuel Tartaglia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
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		<category><![CDATA[Willy Monteiro Duarte]]></category>

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		<description><![CDATA[Il film di Vincenzo Alfieri va oltre il racconto della triste vicenda di Willy Monteiro Duarte, offrendoci un crudo spaccato di vita e obbligandoci alla riflessione Che il cinema sia la[...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h2 style="text-align: justify;">Il film di Vincenzo Alfieri va oltre il racconto della triste vicenda di Willy Monteiro Duarte, offrendoci un crudo spaccato di vita e obbligandoci alla riflessione</h2>
<div id="attachment_31374" class="wp-caption aligncenter" style="width: 2010px"><img class="size-full wp-image-31374" alt="Giordano Giansanti e Luca Petrini interpretano i fratelli Bianchi" src="https://www.finestraperta.it/wp-content/uploads/2026/01/40-Secondi-Day-3-27.jpeg" width="2000" height="1333" /><p class="wp-caption-text">Giordano Giansanti e Luca Petrini interpretano i fratelli Bianchi</p></div>
<p style="text-align: justify;">Che il cinema sia la vostra passione o meno, ci sono film che semplicemente vanno visti. È il caso di <em>40 secondi</em>, di Vincenzo Alfieri, tratto dall&#8217;omonimo libro di Federica Angeli (<em>40 secondi. Willy Monteiro Duarte, la luce del coraggio e il buio della violenza</em>, <em>Baldini+Castoldi</em>, 2022).</p>
<h3 style="text-align: justify;">La trama</h3>
<p style="text-align: justify;">Non temiamo di &#8220;rovinare la sorpresa&#8221; a nessuno vista la notorietà dei fatti: la storia, ahinoi, la conosciamo tutti. <strong><em>40 secondi</em> racconta ciò che accadde nella notte del 6 settembre 2020 a Colleferro</strong>, in provincia di Roma, quando Willy Monteiro Duarte, un ragazzo nato a Roma da genitori capoverdiani, venne pestato a morte nel tentativo di sedare una rissa in difesa di un amico. Gli autori del pestaggio sono gli altrettanto tristemente noti fratelli Bianchi, che stanno attualmente scontando la propria pena in carcere.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="text-align: justify;">La storia di Willy scosse le coscienze non solo di chi assistette in prima persona alla sua morte, ma dell&#8217;opinione pubblica intera, scioccata da una crudeltà tanto feroce quanto ingiustificata.</span></p>
<h3 style="text-align: justify;">Un racconto per nulla scontato</h3>
<p style="text-align: justify;">Se è vero che chi assiste a <em>40 secondi</em> sa già cosa sta per vedere, non è altrettanto vero che la visione sarà scontata. Il regista Vincenzo Alfieri ci espone i fatti con una tecnica sia visiva che narrativa originali: la sua <strong>non è una mera cronaca degli eventi, bensì la cruda ricostruzione di tutto ciò che li precede.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">A Willy la vita viene tolta in soli quaranta secondi, ma come siamo arrivati a quegli attimi fatali? È questo quello che ci mostra il film, attraverso una scelta stilistica particolare ed efficace, raccontandoci, uno alla volta, il vissuto di ognuno dei ragazzi coinvolti nella rissa, del maresciallo intervenuto sul luogo del delitto, dei due assassini e, soltanto alla fine, della vittima. <strong>Un racconto corale fatto di tante storie diverse che si intrecciano indissolubilmente in quella tragica notte.</strong></p>
<h3 style="text-align: justify;">Quasi un documentario</h3>
<p style="text-align: justify;">A questa scelta narrativa si affianca un’impostazione visiva altrettanto efficace. Il film rinuncia al formato cinematografico abituale per adottare una cornice più stretta (una sorta di 4:3 che richiama il vecchio standard televisivo), comprimendo lo spazio e costringendo lo sguardo a restare addosso ai personaggi. I numerosi primissimi piani diventano così una sorta di trappola visiva: la regia ci costringe a guardare da vicino, senza concedere vie di fuga.</p>
<p style="text-align: justify;">La fotografia di Andrea Reitano, asciutta e realistica, e il montaggio serrato contribuiscono a mantenere costante la tensione. <strong>Ne nasce un racconto che procede senza respiro, restituendo la claustrofobia della vita dei ragazzi di provincia, sospesi tra il desiderio di emergere e la rassegnazione, tra la voglia di scappare e quella di riscattarsi.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Miseria, alcool, prepotenza, ignoranza: più piccola è la comunità e più il degrado si amplifica. Ecco che il piccolo Comune diventa una polveriera: un microcosmo chiuso, saturo di frustrazioni e aspettative, in cui ogni personaggio sembra sul punto di esplodere.</p>
<p style="text-align: justify;">Per stessa ammissione del regista, <strong>il film ha un taglio fortemente documentaristico</strong>: una scelta azzeccata che non lascia spazio al romanzo, preferendo concentrarsi sull&#8217;asciutta realtà.</p>
<h3 style="text-align: justify;">Andatelo a vedere</h3>
<p style="text-align: justify;">Chi lo ha perso al cinema, può vedere <em>40 secondi</em> su <em>Netflix</em>. Un atto quasi dovuto per un’opera che lascia il segno e che merita di essere vista, discussa e portata nei luoghi dove si parla di educazione e di società. Sono tanti gli spunti di riflessione che la vicenda di Willy Monteiro Duarte ci pone e che vanno al di là del fatto di cronaca. <em>40 secondi</em>, infatti, non condanna e non assolve, ma cerca di spiegare.</p>
<p style="text-align: right;">(Manuel Tartaglia)</p>
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		<title>Questioni serie: “Romantics anonymous”</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Mar 2026 11:13:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>FinestrAperta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cinema]]></category>
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		<category><![CDATA[Romantics anonymous]]></category>
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		<description><![CDATA[Dall&#8217;estremo Oriente una serie TV delicata e introspettiva, che ci insegna come l&#8217;amore possa far superare le nostre paure più grandi Sinossi Sosuke è il presidente di una cioccolateria famosa,[...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h2 style="text-align: justify;">Dall&#8217;estremo Oriente una serie TV delicata e introspettiva, che ci insegna come l&#8217;amore possa far superare le nostre paure più grandi</h2>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-31472" alt="mv5bmty5nmq0odqtyjewmc00ngyxlwi4y2mtywnkmwu4yznlmwnmxkeyxkfqcgc-_v1_" src="https://www.finestraperta.it/wp-content/uploads/2026/03/MV5BMTY5NmQ0ODQtYjEwMC00NGYxLWI4Y2MtYWNkMWU4YzNlMWNmXkEyXkFqcGc@._V1_.jpg" width="2048" height="1365" /></p>
<h3 style="text-align: justify;">Sinossi</h3>
<p style="text-align: justify;">Sosuke è il presidente di una cioccolateria famosa, ma evita qualsiasi contatto fisico a causa di un trauma passato. Hana, una giovane cioccolataia molto talentuosa, ha paura di essere guardata e fatica a stare in pubblico.</p>
<p style="text-align: justify;">Quando Hana entra nella cioccolateria, i due scoprono di condividere la stessa passione per il cioccolato. Lavorando fianco a fianco, iniziano a superare lentamente le loro paure, l’uno grazie all’altra. Tra ricette, profumo di cacao e piccoli gesti di fiducia, Sosuke e Hana imparano che anche le ferite più profonde possono guarire, e che l’amicizia e la comprensione possono trasformare le paure in dolcezza.</p>
<h3 style="text-align: justify;">Perché lo riteniamo interessante</h3>
<p style="text-align: justify;">La serie giapponese uscita su <em>Netflix</em> nel 2025, con i suoi 8 episodi racconta in modo leggero e diverso come spesso le condizioni psicologiche siano molto limitanti. Lo fa mostrando il conflitto interiore delle persone con fobie come quelle dei protagonisti, che sono divise tra la voglia di vivere e la paura talvolta totalizzante di affrontare i propri traumi.</p>
<h3 style="text-align: justify;">Il nostro giudizio</h3>
<p style="text-align: justify;">Nel corso delle puntate vengono mostrati dei dolci bellissimi. In pieno stile giapponese, la storia è romantica ma senza esagerazioni, e alterna momenti toccanti a scene divertenti.</p>
<p style="text-align: justify;">È perfetta per un binge-watching rilassante che scalda il cuore. Il tema della salute mentale e dell&#8217;importanza di accedere a un supporto psicologico specialistico, nel modo più adatto a ciascuno di noi, è trattato con una delicatezza rara, che fa riflettere senza appesantire.</p>
<p style="text-align: right;">(Elisa Marino)</p>
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		<title>Questioni serie: &#8220;Special&#8221;</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Feb 2026 16:46:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>FinestrAperta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[disabilità]]></category>
		<category><![CDATA[Magazine]]></category>

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		<description><![CDATA[Inauguriamo una nuova rubrica che parla di serie TV che erano in qualche modo a che fare con i temi della disabilità. Ad aprire le danze Special, prodotta da Netflix[...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h2 style="text-align: justify;">Inauguriamo una nuova rubrica che parla di serie TV che erano in qualche modo a che fare con i temi della disabilità. Ad aprire le danze <em>Special</em>, prodotta da <em>Netflix</em></h2>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-31445" alt="special-netflix" src="https://www.finestraperta.it/wp-content/uploads/2026/02/special-netflix.jpeg" width="1024" height="576" /></p>
<h3 style="text-align: justify;">Sinossi</h3>
<p style="text-align: justify;">Ryan, giovane adulto con paralisi cerebrale, decide di lasciare la casa dell’iperprotettiva madre per iniziare finalmente la propria vita. Determinato a conquistare la sua indipendenza, intraprende <strong>un viaggio alla scoperta di sé</strong>, dell’autodeterminazione e del suo posto nella comunità in cui vive.</p>
<p style="text-align: justify;">Tra alti e bassi, tra piccole e grandi bugie dette per proteggersi o per sentirsi “all’altezza”, Ryan attraversa paure, errori e nuove esperienze. Lungo il cammino incontra l’amore, prima di tutto quello più importante, l’amore per sé stesso, imparando ad accettarsi senza condizioni.</p>
<p style="text-align: justify;">Progressivamente, Ryan integra la sua disabilità nella propria identità: non la vive più come qualcosa da nascondere o da giustificare, ma come una parte di sé, <strong>complessa e autentica</strong>. Diventa così protagonista della propria vita, riconoscendosi non attraverso lo sguardo degli altri, ma attraverso il proprio.</p>
<h3 style="text-align: justify;">Perché lo riteniamo interessante</h3>
<p style="text-align: justify;">La serie, composta da <strong>due stagioni di otto puntate ciascuna</strong>, è scritta, interpretata e co-prodotta da Ryan O’Connell che, basandosi sul suo libro <em>I’m Special: And Other Lies We Tell Ourselves</em> e sulla sua vita, attraverso la serie ci racconta come, sebbene l’accettazione degli altri e il sentirsi parte di un gruppo siano importanti, non potremo mai stare bene con noi stessi e con chi ci sta vicino se non ci accettiamo per primi. <strong>Tra i vari produttori spicca Jim Parsons</strong> (Sheldon di <em>The Big Bang Theory</em>).</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>È divertente, profonda e molto onesta</strong>, anche nelle sue imperfezioni. Apprezzabile anche il modo in cui mostra gli effetti che la vita indipendente del protagonista ha sulla madre, che fino a quel momento aveva vissuto esclusivamente in funzione del ruolo di caregiver del figlio.</p>
<h3 style="text-align: justify;">Il nostro giudizio</h3>
<p style="text-align: justify;">Non è assolutamente perfetta, così come il suo racconto della condizione di disabilità non può rispecchiare quello di tutti gli spettatori, trattandosi di un’esperienza personale. Ma, per la prima volta, una persona con disabilità racconta con le proprie parole e con il proprio corpo il suo percorso, in pieno stile comedy, <strong>rompendo molti stereotipi</strong> e affrontando temi importanti e reali per le persone con disabilità.</p>
<p style="text-align: justify;">Prodotto originale <em>Netflix</em>, è adatta a un pubblico dai 16 anni in su.</p>
<p style="text-align: right;">(Elisa Marino)</p>
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		<title>Barbie tradotto nella lingua dei segni</title>
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		<pubDate>Tue, 23 Jan 2024 08:52:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Angelica Irene Giordano</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il film campione di incassi in tutto il mondo può essere goduto negli Stati Uniti anche dalle persone sorde Greta Gerwig, l’ormai celebre regista dal marcato approccio femminista, ha consolidato[...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h2 style="text-align: justify;">Il film campione di incassi in tutto il mondo può essere goduto negli Stati Uniti anche dalle persone sorde</h2>
<div id="attachment_28946" class="wp-caption aligncenter" style="width: 650px"><img class="size-full wp-image-28946" alt="Una scena di Barbie" src="https://www.finestraperta.it/wp-content/uploads/2024/01/aa.jpg" width="640" height="427" /><p class="wp-caption-text">Una scena di Barbie</p></div>
<p style="text-align: justify;">Greta Gerwig, l’ormai celebre regista dal marcato approccio femminista, ha consolidato la sua firma cinematografica con la sua ultima opera tanto particolare, quanto audace, <em>Barbie</em>, con Margot Robbie e Ryan Gosling. Il film, noto per aver messo in scena principalmente protagoniste femminili forti e autonome, è diventato simbolo di nuovi modi di pensare ed esprimersi. <strong>Una boccata d’aria fresca, un film simpatico e furbo, in cui la sua ultima produzione va oltre, decisa a promuovere l&#8217;inclusività anche attraverso la lingua dei segni americana (ASL).</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Il personaggio di Barbie, caparbio e intelligente, si eleva ulteriormente in questa versione accessibile a chi ha deficit uditivi. La scelta di rendere <em>Barbie</em> accessibile in ASL è stata resa possibile grazie alla piattaforma streaming del canale <em>HBO</em> e di <em>Discovery</em>, che è presente negli Stati Uniti da poco, <em>Max</em>, e all&#8217;eccezionale interpretazione della traduttrice Leila Hanaumi. <strong>Durante il film, Hanaumi, onnipresente in un angolo dello schermo, traduce con maestria i dialoghi man mano che scorrono le scene, offrendo una dimensione ancora più inclusiva a una storia già intrisa di molti messaggi.</strong> Margot Robbie, l&#8217;attrice protagonista, ha elogiato apertamente l&#8217;interpretazione di Hanaumi, dichiarandosi sua fan in una recente intervista.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;iniziativa di rendere il film fruibile anche per chi ha difficoltà uditive è un passo in avanti significativo. Il cinema, con il suo impatto culturale, sta abbracciando una rappresentazione più fedele della diversità umana. L&#8217;ASL si presenta come un ponte linguistico, colmando il divario tra il mondo cinematografico e chi utilizza questa lingua per comunicare.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La decisione di tradurre <em>Barbie</em> in ASL ha provocato riflessioni più ampie sulle diversità linguistiche. Margot Robbie, già competente nella lingua dei segni britannica, ha mostrato un impegno personale nei confronti di questa tipologia comunicativa</strong>. Infatti, contrariamente a quanto si potrebbe supporre, esistono diverse lingue dei segni. Potrebbe sembrare che ogni lingua abbia la sua corrispondente lingua dei segni, ma la realtà è più intricata. In Italia, ad esempio, abbiamo la Lis (Lingua italiana dei segni); nonostante l’inglese britannico e l’inglese americano sia sostanzialmente la stessa lingua, la lingua dei segni si esprime con gestualità diverse. Coesistono quindi la ASL (American Sign Language) e la BSL (British Sign Language). Il film, per ora, porta unicamente la traduzione dei segni americana.</p>
<p style="text-align: justify;">Un passo audace nell&#8217;era cinematografica moderna, ma che doveva per forza essere fatto a breve. <strong>Le storie coinvolgenti possono essere raccontate in tutte le lingue, comprese quelle dei segni.</strong></p>
<p style="text-align: right;">(Angelica Irene Giordano)</p>
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		<title>Il grande schermo non è mai stato così inclusivo</title>
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		<pubDate>Sun, 07 Jan 2024 17:57:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Angelica Irene Giordano</dc:creator>
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		<description><![CDATA[INCinema &#8211; Festival del Cinema Inclusivo debutta a Torino. Una svolta nell&#8217;accessibilità cinematografica Dopo le tappe di successo della sua prima edizione a Firenze, Lecce, Roma e Udine, INCinema &#8211;[...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h2 style="text-align: justify;">INCinema &#8211; Festival del Cinema Inclusivo debutta a Torino. Una svolta nell&#8217;accessibilità cinematografica</h2>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-28911" alt="incinema" src="https://www.finestraperta.it/wp-content/uploads/2024/01/incinema.jpg" width="1280" height="720" /></p>
<p style="text-align: justify;">Dopo le tappe di successo della sua prima edizione a Firenze, Lecce, Roma e Udine, INCinema &#8211; Festival del Cinema Inclusivo raggiungerà il Cinema Massimo di Torino, in collaborazione con il Museo Nazionale del Cinema di Torino e l&#8217;Associazione +Cultura Accessibile. <strong>L&#8217;8 e il 9 gennaio, Torino sarà il palcoscenico di un evento che nel suo, contribuirà a segnare una svolta nella cultura accessibile italiana.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;8 gennaio, nel pomeriggio, si terrà una tavola rotonda intitolata <strong>&#8220;Il cinema per tutti. A che punto siamo?&#8221;,</strong> con la partecipazione di figure di spicco come la presidente di +Cultura Accessibile, Daniela Trunfio, la disability manager Anna Di Domizio, Paolo Manera di Torino Piemonte Film Commission, e molti altri. L&#8217;obiettivo sarà discutere dello stato dell&#8217;accessibilità dell&#8217;audiovisivo in Italia, della sua valenza universale e delle nuove professioni legate al mondo dell&#8217;accessibilità culturale.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il programma prevede soprattutto cinque proiezioni accessibili, tra cui l’apprezzato cortometraggio <em>Il Moro</em> di Daphne Di Cinto</strong>, che parla del figlio illegittimo e nero di Papa Clemente VII nella Firenze del Cinquecento e i lungometraggi <em>Palazzo di giustizia</em> di Chiara Bellosi, <em>Dirty Difficult Dangerous</em> di Wissam Charaf, <em>La vita è una danza</em> di Cédric Klapisch e <em>La scelta di Anne</em> di Audrey Diwan.</p>
<p style="text-align: justify;">Questo festival, il primo del genere in Italia, si sta impegnando a offrire un&#8217;esperienza cinematografica inclusiva, con sottotitoli per le persone sorde e ipoacusiche, e audiodescrizione per le persone cieche e ipovedenti. Il festival, promosso da SUB-TI e SUB-TI ACCESS, in collaborazione con MYmovies, EARCATCH, e EASYREADING, si propone infatti di contribuire alla promozione di una cultura dell&#8217;accessibilità, allineandosi con la nuova normativa europea (European Disability Act). Molti dei film in programma sono disponibili online sulla piattaforma <a href="https://www.mymovies.it/">MYmovies</a>, ampliando così la portata dell&#8217;accessibilità cinematografica.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;accessibilità non è relegata solo alle proiezioni cinematografiche, ma abbraccia tutte le attività collaterali dei festival, come masterclass, incontri con gli autori e interviste con attori e registi. Queste attività saranno rese accessibili al pubblico con disabilità uditiva attraverso delle trascrizioni in tempo reale.</p>
<p style="text-align: justify;">L’ideatore del festival Federico Spoletti sottolinea che l&#8217;accessibilità alla cultura deve essere garantita a tutti, perché questo cambiamento culturale in Italia è necessario. INCinema rappresenta già un passo avanti significativo verso l&#8217;accessibilità e l&#8217;inclusione nel settore cinematografico italiano, consentendo alle persone con disabilità sensoriali di godere appieno delle opere cinematografiche. L&#8217;accento messo sul voler rendere i film accessibili alle persone con disabilità sensoriali riflette un impegno a seguire i principi di inclusione adottati in alcuni paesi. Con una grande fetta di persone che, a un certo punto della propria vita, sperimenta una qualche forma di disabilità, INCinema vuole evitare la discriminazione e la disuguaglianza.</p>
<p style="text-align: justify;">Il programma del festival – come si è visto &#8211; include una selezione di opere provenienti da cinematografie diverse, già premiate nei principali festival nazionali e internazionali. INCinema mira anche a coinvolgere le scuole secondarie, contribuendo così alla formazione dei giovani su questo tipo di temi e sensibilità. Con la tecnologia attuale e la consapevolezza crescente, INCinema Film Festival è un&#8217;occasione per rivolgersi a chi in passato avvertiva difficoltà a vedere un film perché, proiezione dopo proiezione, dimostra che <strong>la settima arte non dovrebbe essere negata a nessuno</strong>.</p>
<p style="text-align: right;">(Angelica Irene Giordano)</p>
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		<title>Sesso, parliamole con Manuela</title>
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		<pubDate>Thu, 14 Dec 2023 15:05:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Angelica Irene Giordano</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Si chiama Manuela Migliaccio la protagonista del documentario Let&#8217;s talk about sex, che vuole sfatare preconcetti e proporre un&#8217;immagine approfondita della disabilità in Italia Manuela Migliaccio, napoletana nata nel 1984[...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h2 style="text-align: justify;">Si chiama Manuela Migliaccio la protagonista del documentario <em>Let&#8217;s talk about sex</em>, che vuole sfatare preconcetti e proporre un&#8217;immagine approfondita della disabilità in Italia</h2>
<div id="attachment_28825" class="wp-caption aligncenter" style="width: 393px"><img class="size-full wp-image-28825" alt="Manuela Migliaccio" src="https://www.finestraperta.it/wp-content/uploads/2023/12/ma.jpg" width="383" height="360" /><p class="wp-caption-text">Manuela Migliaccio</p></div>
<p style="text-align: justify;">Manuela Migliaccio, napoletana nata nel 1984 e medico veterinario, ha deciso sin da subito di non vivere la sua disabilità come un blocco, ma come qualcosa che fa naturalmente parte di lei. La sua storia verrà raccontata nel documentario <em>Let&#8217;s talk about sex</em>, un progetto scritto da Olga Sargenti e diretto da Francesco Rubattu e Roberta Palmieri, che seguirà le giornate di Manuela, <strong>fatte anche di eventi glamour, concerti, cultura e rave.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Manuela ha trasformato la sua disabilità in un trampolino per realizzare dei progetti molto “rock”. <strong>Dalla partecipazione a un festival erotico in cui ha condiviso un bacio con Rocco Siffredi, al raggiungimento del record mondiale di camminata con esoscheletro a Rimini (15 chilometri), fino allo sfilare alla prestigiosa New York Fashion Week</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Il documentario, ancora in fase di preparazione, si focalizzerà sulla vita quotidiana di Manuela, evitando il pietismo retorico solitamente associato alle storie di disabilità che vediamo sullo schermo. Attraverso un racconto onesto e sincero, Manuela intende sfatare i tabù legati alla sfera intima e sessuale delle persone con disabilità; un aspetto spesso trascurato e misconosciuto dalla società.</p>
<p style="text-align: justify;">Le riprese del documentario, programmate per i primi mesi del 2024 a Bologna e poi a Lodi, saranno finanziate attraverso una campagna di crowdfunding. Manuela Migliaccio invita a contribuire alla raccolta fondi non solo per sostenere un progetto cinematografico innovativo, ma anche per promuovere una visione autentica e completa di chi convive con una disabilità: &#8220;<strong>Sono un medico veterinario, sono stata un’attrice, una modella e un’atleta, e prima di essere disabile sono prima di tutto una donna, con i propri bisogni fisici e mentali</strong>. Quattordici anni fa un incidente mi ha completamente stravolto la vita, ma nonostante la società preveda che io possa aver raggiunto tutti questi successi, non ha mai considerato l’importanza della sfera intima e sessuale delle persone con una disabilità&#8221;, racconta al quotidiano <em>Il Mattino</em>.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Let&#8217;s talk about sex</em> non sarà solo un documentario da proiettare nelle sale cinematografiche, ma anche un potente strumento di sensibilizzazione nelle aule scolastiche. <strong>Manuela si impegna a rompere gli stereotipi e a favorire una comprensione più approfondita della disabilità in Italia, enfatizzando l&#8217;importanza dell&#8217;educazione sessuale in questo contesto.</strong></p>
<p style="text-align: right;">(Angelica Irene Giordano)</p>
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		<title>&#8220;Grazie Michele&#8221;, il corto sula disabilità che potrebbe rappresentarci alla serata degli Oscar</title>
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		<pubDate>Thu, 14 Dec 2023 09:10:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Angelica Irene Giordano</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il 21 dicembre si decide se l&#8217;opera rappresenterà l&#8217;Italia al prestigioso premio L&#8217;Istituto Italiano di Cultura, in collaborazione con il Consolato Italiano di Los Angeles e Leaps n Boundz, ha[...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h2 style="text-align: justify;">Il 21 dicembre si decide se l&#8217;opera rappresenterà l&#8217;Italia al prestigioso premio</h2>
<div id="attachment_28822" class="wp-caption aligncenter" style="width: 760px"><img class="size-full wp-image-28822" alt="La locandina del film &quot;Grazie Michele&quot;" src="https://www.finestraperta.it/wp-content/uploads/2023/12/Grazie_Michele-Locandina.jpg" width="750" height="1061" /><p class="wp-caption-text">La locandina del film &#8220;Grazie Michele&#8221;</p></div>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;Istituto Italiano di Cultura, in collaborazione con il Consolato Italiano di Los Angeles e Leaps n Boundz, ha recentemente presentato il cortometraggio <em>Grazie Michele</em> in occasione della Giornata Internazionale delle Persone con Disabilità. Diretto da Rosario Errico e prodotto da Immagine Corporation Produzione con RAI Cinema, il film ha ottenuto la qualificazione per le candidature agli Oscar. <strong>Proprio per questo dobbiamo “ringraziare Michele”, perché il 21 dicembre potremo sapere se quest’opera ci rappresenterà a livello internazionale entrando nella famosa short-list</strong>, così da riprenderci un pezzetto alla volta il ruolo da cineasti internazionali che ci spettava.</p>
<p style="text-align: justify;">Il film ha scelto il suo protagonista in <strong>Valerio Catoia, un giovane nuotatore delle Fiamme Oro con la sindrome di Down, che è stato onorato come Alfiere della Repubblica dal Presidente Sergio Mattarella per il suo coraggio nel salvare una ragazza che stava per annegare in mare</strong>. Il co-protagonista è Andrea Salcone, ballerino e attore, anch&#8217;esso con sindrome di Down.</p>
<p style="text-align: justify;">Il corto vanta un cast di talenti, tra cui Andrea Roncato, Antonella Ponziani, Luca Lionello, Massimiliano Buzzanca, Alessio Errico e Kletia Rusi. Il contributo di figure di spicco come il direttore della fotografia Blasco Giurato, noto per la sua candidatura ai Bafta per <em>Nuovo Cinema Paradiso</em> di Giuseppe Tornatore, e il montatore Ugo De Rossi, collaboratore di registi illustri come Federico Fellini, contribuisce a elevare la qualità artistica della pellicola.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em>Grazie Michele</em> si concentra sulla storia di Michele, un ragazzo con sindrome di Down, e il suo rapporto con Adriano, un adolescente paraplegico</strong>. In un mondo in cui le persone con disabilità spesso si sentono emarginate, il film promuove un messaggio di speranza, mostrando come il sorriso e l&#8217;altruismo di Michele possano trasformare la vita degli altri. La dimostrazione, ancora una volta, del potere terapeutico del pensiero positivo.</p>
<p style="text-align: justify;">La proiezione speciale presso l&#8217;Istituto Italiano di Cultura di Los Angeles ha visto la partecipazione di illustri personalità, tra cui il Direttore dell&#8217;Istituto, il Console Generale d&#8217;Italia e un videomessaggio del Ministro delle Disabilità Alessandra Locatelli. Dopo la proiezione, il regista e la produttrice esecutiva Antonella Salvucci hanno condiviso la visione e l&#8217;intento dietro l&#8217;opera, <strong>sottolineando l&#8217;importanza di cambiare prospettiva sulla disabilità.</strong></p>
<p style="text-align: right;">(Angelica Irene Giordano)</p>
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		<title>Teatro, chiuso il Nestor. Intervista al Direttore della Compagnia</title>
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		<pubDate>Mon, 13 Nov 2023 12:08:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elisa Marino</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arte]]></category>
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				<content:encoded><![CDATA[<h2 style="text-align: justify;"><strong>La chiusura del teatro Nestor di Frosinone era prevista per il 31 dicembre prossimo, ma è stata anticipata improvvisamente a fine ottobre, causando la cancellazione di spettacoli, proiezioni ed eventi da tempo previsti e pubblicizzati</strong></h2>
<div id="attachment_28710" class="wp-caption aligncenter" style="width: 1594px"><img class="size-full wp-image-28710" alt="Il teatro Nestor di Frosinone (foto: vocidibanda.it)" src="https://www.finestraperta.it/wp-content/uploads/2023/11/nestor-frosinone.jpg" width="1584" height="997" /><p class="wp-caption-text">Il teatro Nestor di Frosinone (foto: vocidibanda.it)</p></div>
<p style="text-align: justify;">Da fine ottobre il Teatro Nestor, fulcro culturale della provincia del Frusinate, è chiuso per ristrutturazione completa di tutta la struttura. Una notizia dolceamara per i suoi frequentatori e per coloro che vi portano il proprio lavoro. Infatti, sebbene per la ristrutturazione siano stati stanziati 8 milioni, che serviranno per la messa in sicurezza così come per l’ammodernamento e ampliamento dell’edificio, la mancanza di una deadline certa per i lavori genera preoccupazione, per la vita culturale del territorio.</p>
<p style="text-align: justify;">Abbiamo chiesto a Kevin Arduini, direttore artistico della Nestor Theater Company, di rispondere ad alcune domande per descrivere la situazione.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Cosa sta succedendo al Teatro Nestor?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">“Lo storico teatro della mia città, sede della mia compagnia Nestor Theater Company, chiude per lavori alla struttura. La chiusura avviene con due mesi e mezzo in anticipo rispetto a quella che avrebbe dovuto essere la chiusura ufficiale a fine dicembre. Lavori che sarebbero dovuti partire all&#8217;inizio del nuovo anno”.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Cosa vuol dire per la prossima stagione teatrale imminente?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">“La mia stagione di spettacolo incentrata sul balletto, che proponeva quattro appuntamenti, e la stagione del teatro che da anni propone spettacoli con volti celebri del cinema e teatro, sono sospese”.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Come direttore della compagnia di questo teatro, come stai vivendo questa situazione?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">“Mi rammarica perché in un anno con i miei artisti abbiamo fatto veramente tanto. Sono giovani con un talento straordinario che &#8216;a casa&#8217; meritano porte aperte, ma è risaputo che qui le cose nei confronti della cultura non vadano molto bene. Quante volte ci sentiamo dire la tipica frase: &#8216;bisogna andare fuori&#8217;&#8230; Ma voglio cambiare le cose. È quello che stavo e stavamo tentando di fare, una chiusura così inaspettata ed in anticipo rispetto ai tempi precedentemente stabiliti, significa annullare spettacoli che erano stati fissati da tempo”.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Come pensi che questa chiusura, che sulla carta è temporanea, influenzerà il futuro del teatro la vita culturale del tuo territorio?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">“Con i classici ritmi dei lavori pubblici della città, chissà quando si potrà rimettere piede in teatro. Il Nestor rappresenta per la nostra città un polo artistico-culturale importante, che negli anni ha sempre fatto da richiamo a grandi nomi nazionali ed internazionali dello spettacolo. La vita culturale ne risentirà. Nei sei appuntamenti della mia stagione passata, il pubblico ha partecipato numeroso, un&#8217;importante ricompensa per gli artisti e opportunità per i cittadini non solo di Frosinone. Infatti, abbiamo avuto numerosissimo pubblico proveniente un po&#8217; da tutta Italia. Peccato, quando le cose sembrava stessero cambiando in meglio, la chiusura che risulta forzata rispetto ai tempi precedentemente stabiliti, sicuramente farà fare alcuni passi indietro alla cultura nella città. Un teatro dovrebbe essere visto e vissuto come un bene di tutti, dell&#8217;intera città, che non appartiene né al Comune e né alla società che lo gestisce. Pensiamo positivo, si spera dunque che almeno questo patrimonio torni il prima possibile alla città”.</p>
<p style="text-align: right;">(Elisa Marino)</p>
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		<title>Parte il Disability Film Festival</title>
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		<pubDate>Fri, 15 Sep 2023 08:49:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elisa Marino</dc:creator>
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		<description><![CDATA[A Torino, questa settimana si svolge una manifestazione cinematografica dedicata alla disabilità. Tanti i film e gli eventi in programma all&#8217;insegna dell&#8217;accessibilità e dell&#8217;inclusione, soprattutto culturale Da oggi fino al[...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h2 style="text-align: justify;">A Torino, questa settimana si svolge una manifestazione cinematografica dedicata alla disabilità. Tanti i film e gli eventi in programma all&#8217;insegna dell&#8217;accessibilità e dell&#8217;inclusione, soprattutto culturale</h2>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-28472" alt="cinema" src="https://www.finestraperta.it/wp-content/uploads/2023/09/cinema.jpg" width="1280" height="837" /></p>
<p style="text-align: justify;">Da oggi fino al 17 settembre si svolgerà a Torino il <strong>Disability Film Festival</strong>, presso Off Topic. La rassegna, che è alla sua seconda edizione, quest’anno approfondirà il tema centrale della cura.</p>
<p style="text-align: justify;">Saranno mostrati commedie, serie TV e documentari.</p>
<p style="text-align: justify;">I <strong>cinque film selezionati</strong> dagli esperti e proiettati sono l’epicentro del programma della rassegna, che però prevede anche la <strong>presentazione di libri e talk di rappresentanti del mondo della disabilità</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Organizzando queste tre giornate l&#8217;associazione Volonwrite ha voluto utilizzare l’arte cinematografica e non solo, per provare ad abbattere gli stereotipi e i pregiudizi culturali che troppo spesso, nella nostra società, avvolgono la disabilità. Per questa ragione il programma, tra le altre cose, ospiterà interventi di attivisti dei diritti delle persone con disabilità.</p>
<p style="text-align: justify;">Dando spazio anche a <strong>musicisti, scrittori e artisti</strong>, il Festival vuole cercare di sensibilizzare coinvolgendo ogni forma d’arte possibile. In aggiunta, naturalmente, ai dibattiti con registi, sceneggiatori e attori, nel corso dei quali questi ultimi risponderanno alle domande del pubblico.</p>
<p style="text-align: justify;">È prevista, durante la manifestazione. la possibilità di prendere parte a una <strong>cena al buio</strong>, ovvero una cena che i commensali si troveranno a consumare circondati da una oscurità totale, così come sarà possibile partecipare a una seduta di <strong>yoga adattato</strong>, visitare una mostra di <strong>arte irregolare</strong> e per i più piccoli sono stati organizzati diversi <strong>laboratori</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">L’intero evento, dal sito alle proiezioni, è <strong>totalmente accessibile alle persone con disabilità</strong>. È stato, infatti, organizzato un servizio di interpretazione Lis ed è possibile usufruire sia dei sottotitoli, sia dell’audio descrizione durante la visione delle pellicole.</p>
<p style="text-align: justify;">L’ingresso è totalmente <strong>libero e gratuito</strong>. Si dovrà pagare solamente per l’eventuale partecipazione all’eventuale cena al buio.</p>
<p style="text-align: justify;">Chi vorrà potrà però recarsi allo stand di Volonwrite, che sarà presente, durante tutti i tre giorni di questa festa culturale, per lasciare una donazione, anche attraverso il semplice acquisto di merchandising.</p>
<p style="text-align: justify;">Il Disability Film Festival è stato sovvenzionato grazie al bando +Risorse di Fondazione Sviluppo e crescita CRT e ha ricevuto il patrocinio della Regione Piemonte e della Città Metropolitana di Torino.</p>
<p style="text-align: right;">(Elisa Marino)</p>
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